Elezioni, Confapi ai candidati: "Aiutateci ad aiutarvi"

E’ stato un dibattito lontano dalla bagarre dei salotti televisivi quello ospitato oggi da Confapi Piacenza, che ha raccolto i candidati dei sette comuni piacentini chiamati alle urne per le elezioni amministrative del prossimo fine settimana.

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E’ stato un dibattito lontano dalla bagarre dei salotti televisivi quello ospitato oggi da Confapi Piacenza, che ha raccolto i candidati dei sette comuni piacentini chiamati alle urne per le elezioni amministrative del prossimo fine settimana. Accessibilità agli appalti pubblici, costi della politica e interazione tra il mondo istituzionale e quello imprenditoriale sono stati al centro del confronto stimolato dall’associazione di via del Commercio, che ha proposto un insolito momento di confronto tra aspiranti primi cittadini.
A tessere le fila del discorso sono stati il vicepresidente di Confapi Piacenza Giovanni Rabaiotti, il consigliere dell’associazione Gianfranco Rossi e la responsabile per le relazioni esterne Maria Grazia Arisi Rota.
«A Piacenza ci sono solo 359 aziende che fatturano più di 3 milioni e mezzo di euro, 47 aziende con più di 100 dipendenti e solo 180 imprese che fatturano più di 10 milioni di euro. Questo ci dice che le aziende piacentine sono piccole e Confapi è nata per dare una mano a questo tessuto». Così Rabaiotti ha fotografato lo scenario di riferimento, spiegando che l’associazione, gli imprenditori, «vogliono chiedere alla politica, ma anche dare ed essere di supporto agli amministratori». «La piccola e media impresa – ha aggiunto – aiuta molto le vostre Amministrazioni, perché paga le tasse. Tenetevele care le imprese, perché vi possono dare una mano». Una mano che il mondo della Pmi vorrebbe trovare tesa sull’altro fronte, perché spesso è proprio il mondo associativo che deve districarsi per incunearsi tra le trappole della burocrazia e i paletti che rischiano di frenare lo sviluppo.
Lo stesso Rabaiotti, ha portato un esempio di come Confapi assiste i propri associati nell’ottica di ampliare le possibilità di sviluppo di ogni singolo imprenditore. «Ieri - ha spiegato – è nata l’Unione degli alimentari, perché è necessario fare sistema. Il Comune di Piacenza ha fatto un bando sulle mense: nessuna piccola azienda ha la forza per rispondere alle necessità, ma grazie al contratto di rete ideato da Confapi tante piccole realtà avranno la possibilità di provare ad accedere ad appalti da 60 milioni di euro. Vogliamo fare una rete per far sì che gli aderenti siano in grado di costruire una scuola, un albergo. Ora, grazie a queste forme di partnership, andremo ad esplorare delle opportunità che si sono aperte in Qatar e siamo in grado di dialogare con Sogin sul nucleare». L’unione, quindi, fa la forza e apre sbocchi insperati. Ma il messaggio che parte da Confapi è chiaro: «Aiutateci ad aiutarvi. Il modo in cui un ente formula un appalto stabilisce già chi vi potrà accedere e chi no. Fare appalti piccoli non vuol dire tagliare fuori i grandi, ma il discorso inverso vale».
Un ulteriore appello ai candidati, dei quali alcuni tra poco saranno amministratori, mentre altri, seppur tra i banchi di minoranza, avranno comunque modo di avere a che fare da vicino con la cosa pubblica, è arrivato da Rossi: «Vi chiediamo solo di essere vicini agli imprenditori che tutte le mattine devono fare il conto con il pagamento degli stipendi, con la riduzione ordini. Non pretendiamo che voi abbiate la bacchetta magica: ma i migliori di voi dovranno dimostrare di essere vicini alle loro aziende. Uno dei drammi italiani – ha aggiunto – è il costo della politica. Le imprese chiedono a voi di essere onesti e sensibili alle esigenze degli imprenditori. Qui è una carta bollata unica. Siamo un Paese eccessivamente burocratico, dove non c’è giustizia, non c’è certezza di diritto. Non vi chiediamo di essere benevoli, ma giusti, corretti».
Le riflessioni di Confapi hanno stimolato gli interventi dei candidati. In molti si sono detti disponibili a interloquire con i responsabili di zona che Confapi ha in ogni territorio, altri hanno puntato l’attenzione sulla necessità di fare massa – come fa Confapi con i contratti di rete – per resistere alla concorrenza di consorzi provenienti da altri territori. Il messaggio, ad ogni modo, è stato lanciato: le imprese chiedono di essere messe in condizione di poter lavorare bene, di poter usufruire di sgravi in grado di rilanciare le aziende e il territorio. I risultati sono rinviati alle Amministrazioni che si insedieranno dopo l’esito delle urne.

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