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Ex Acna, Reggi: "Ho agito a tutela della salute pubblica"

Così il primo cittadino commenta la denuncia depositata nei suoi confronti da Porta Borghetto Srl, “atto di cui purtroppo ho appreso – sottolinea – solo dagli articoli di stampa riportati dai quotidiani locali”.

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“Mi riesce sinceramente difficile comprendere come io possa aver abusato del mio ufficio, nel dare corso alle operazioni di messa in sicurezza dell’area ex Acna non effettuate dalla società proprietaria, dal momento che ho agito unicamente, come è dovere prioritario di ogni primo cittadino, a tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Quel che è facile capire, invece, è che la città di Piacenza non ha bisogno di soggetti come l’avvocato Calmetta, rivelatosi assolutamente inaffidabile nel rapporto con l’Amministrazione comunale”. Così il sindaco Roberto Reggi commenta la denuncia depositata nei suoi confronti da Porta Borghetto Srl, “atto di cui purtroppo ho appreso – sottolinea – solo dagli articoli di stampa riportati dai quotidiani locali”.
“A questo proposito – aggiunge Reggi – non posso che dirmi profondamente deluso dal comportamento del legale rappresentante Paolo Francesco Calmetta, che nel corso delle trattative con l’Amministrazione, sinceramente preoccupata di condividere una rapida soluzione per la bonifica, ha dapprima messo in liquidazione la società, quindi ha venduto la porzione dell’area ex Acna di proprietà di Porta Borghetto Srl a un’altra società. Il tutto senza il consenso del Comune, necessario secondo quanto stabilito dalla convenzione urbanistica”.
L’Amministrazione comunale è venuta inoltre a conoscenza del fatto che nel giugno 2009, solo un mese dopo la firma della convenzione con il Comune, l’avvocato Calmetta stipulò un contratto preliminare di vendita dell’area alla Trade Park srl di Milano. La transazione è effettivamente avvenuta il 24 febbraio 2011, dopo la liquidazione della società Porta Borghetto: “Francamente non si capisce, a questo punto, a quale titolo l’avvocato Calmetta e la società Porta Borghetto vogliano intervenire sull’area, visto che non è più proprietario”.
“I provvedimenti contestatimi dall’avvocato Calmetta – rimarca il sindaco – si sono resi necessari e urgenti proprio a causa della negligenza della società, che ha chiuso il cantiere senza adottare alcuna precauzione, lasciando che le sostanze pericolose entrassero in contatto diretto con gli agenti atmosferici. Ricordo che la richiesta di intervenire è pervenuta sia da Arpa, sia dall’Azienda Usl, e ribadisco che la mia sola preoccupazione era e resta quella di garantire la sicurezza e l’incolumità dei cittadini.”.
Oggi, martedì 10 maggio, l’ordinanza del sindaco riguardante l’obbligo di messa in sicurezza dell’area ex Acna è stata estesa anche alla Trade Park s.r.l. di Milano e al suo rappresentante legale Massimo Vittorio Garantini.
Ora, in attesa di verificare se la società Trade Park intenda o meno eseguire il provvedimento del sindaco, le operazioni avviate ieri dal Comune proseguono sull’area di proprietà della fallita New.Co. e su quella che è stata regolarmente ceduta al Comune secondo la convenzione urbanistica.

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