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I pendolari: "Le nostre domande (senza risposta) al sindaco Reggi"

"Enumeriamo - spiegano - tutte le domande che in questi mesi abbiamo lanciato, sperando che questo elenco diventi un utile promemoria e che Reggi (o chi per lui) trovi il tempo di rispondere".
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Intervento dell’Associazione Pendolari Piacenza

Ieri sera a Report è stata trasmessa l’intervista a Reggi sul tema "tessera del tifoso": il Sindaco ha espresso il suo dispiacere per non avere ricevuto alcun riscontro dal Ministro Maroni riguardo alcuni dubbi sulle modalità di applicazione delle norme che regolano l’accesso agli stadi, dubbi che Reggi aveva espresso in una lettera alla quale il Ministro Maroni non ha mai dato risposta.

Come Associazione ci uniamo alla lamentela del Sindaco: è decisamente spiacevole essere ignorati, in particolar modo quando si è convinti della ragionevolezza delle proprie obiezioni e della utilità dei propri suggerimenti.

Tuttavia, in amore di verità, dobbiamo evidenziare che anche il nostro Sindaco non "brilla" sul tema dell’ascolto: anche lui si stà comportando come il Ministro nei confronti della nostra Associazione, ignorando le richieste di confronto e di spiegazioni che da tempo gli sottoponiamo.

Proviamo quindi ad enumerare qui sotto tutte le domande che in questi mesi abbiamo lanciato, sperando che questo elenco diventi un utile promemoria e che Reggi (o chi per lui) trovi il tempo di rispondere.

Perchè non si è dato seguito alla annunciata diffida verso Trenitalia per il mancato rispetto degli accordi sul tema TAV? Perchè si è iniziato a parlare di "metropolitana leggera" quando i pendolari piacentini potrebbero già beneficiare della tratta ad alta velocità per raggiungere Milano in circa 20 minuti?

Perchè non sono state mantenute le promesse elettorali, che prevedevano 1000 posti auto per il parcheggio dei pendolari e custodia gratuita per le biciclette?

Perchè non è stata consegnata alla Associazione copia della documentazione riguardo le delibere ed il progetto di ristrutturazione del capannone delle biciclette? Perchè si continua a negare questa trasparenza nonostante il Difensore Civico abbia certificato il diritto della Associazione di prenderne visione?

Perchè nessuno ha mai potuto esaminare la petizione mediante la quale centinaia di pendolari chiedevano che fosse attivato il servizio di deposito custodito delle biciclette? Avete verificato le firme che vi sono state consegnate o vi siete fidati dell’organizzazione che ha curato la raccolta?

Perchè è stata emessa una ordinanza anti-parcheggio delle biciclette valida solo in P. Marconi mentre nel resto della città si tollera il parcheggio selvaggio? Perchè la stessa severità non si riscontra con le auto che parcheggiate in divieto che intralciano il traffico e creano code durante l’attesa dell’arrivo dei treni?

Perchè le rastrelliere delle biciclette rimosse in occasione della riqualificazione di P.Marconi al termine dei lavori non sono state reinstallate, adducendo vincoli della Sopraintendenza che pare non esistano?

Perchè tutte le rastrelliere sono state posizionate lontane dagli ingressi della stazione, costringendo i virtuosi ciclisti a dover attraversare a piedi P.Marconi con ripercussioni anche sul traffico automoblistico?

Chi ha autorizzato il posizionamento delle rastrelliere "a sbalzo" dello scivolo di BorgoFaxall, in situazione di evidente pericolo che fortunatamente è stata sanata a seguito della denuncia di un pendolare?

Perchè è stato concesso di installare una isola ecologica nello stradello di BorgoFaxall, proprio sull’angolo di P.Marconi? Non era meglio collocarla verso il fondo, sia per questioni di decoro sia perchè in quello spazio si potevano posizionare delle rastrelliere che avrebbero servito sia il centro commerciale che i viaggiatori?

Perchè nell’ambito della revisione dei posti riservari alle forze dell’ordine non sono stati considerati i posti Polfer? Perchè è stata esclusa la possibilità di spostarli dietro al capannone delle biciclette ove attualmente vi è un numero sproporzionato di spazi destinati al parcheggio custodito? Perchè non si destina tutto lo stradello al posteggio delle biciclette, vietando il parcheggio alle auto?

Perchè non si è tenuto conto del progetto di tracciatura dei posti auto nel parcheggio di Via dei Pisoni, commissionato dalla Associazione Pendolari e redatto da un archietetto urbanista, che avrebbe permesso di ottenere circa un centinaio di posti regolari in più?

Perchè il servizio di parcheggio a pagamento, attivato in via sperimentale, dopo 8 mesi di totale inutilizzo da parte dei pendolari non è ancora stato chiuso e gli spazi riconsegnati alla cittadinanza?

Perchè è permesso alla cooperativa di svolgere attività di manutenzione e riparazione, in diretta concorrenza ai meccanici provvisti di regolare licenza che operano in città? Che garanzie di professionalità fornisce la cooperativa che svolge le riparazioni?

Perchè, nonostante gli sforamenti sui limiti dei PM10 registrati ad inizio anno siano superiori a quelli consentiti per legge, si sono attuate decisioni che hanno disincentivato molti pendolari all’uso della bicicletta?

Nella scelta di riaprire il sottopassaggio in P. Marconi e quindi di installare le scale mobili è stato condotto uno studio che stimasse il numero di passaggi? E’ stato misurato il reale utilizzo e valutata quindi a posteriori l’opportunità della decisione?

e, per chiudere, la più importante:

Perchè si è sospesa la consulta del pendolari? Perchè l’Associazione Pendolari non è più stata convocata per discutere sui temi del pendolarismo? 

Come nella famosa rubrica della trasmissione "Niente di Personale" restiamo "In attesa di cortese smentita"

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