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Intervista a Rambalda: "Ancora oggi, a 88 ani, farei la staffetta partigiana" VIDEO foto

"Ho sempre chiesto ai miei parenti perchè mi avessero dato questo nome, Rambalda. Mi hanno risposto che era il nome di una grande condottiera. Forse per questo non ho potuto fare altro che diventare partigiana". Rambalda Magnaschi, 88 anni compiuti proprio oggi, ha voluto convidere a Calendasco i propri ricordi. VIDEO  

"Ho sempre chiesto ai miei parenti perchè mi avessero dato questo nome, Rambalda. Mi hanno risposto che era il nome di una grande condottiera. Forse per questo non ho potuto fare altro che diventare partigiana". Rambalda Magnaschi, 88 anni compiuti proprio oggi, ha voluto convidere a Calendasco i propri ricordi. Lo ha fatto con un’energia spiazzante soprattutto per chi ormai pensa che alla Resistenza meglio si adattino i vuoti slogan da piazza, che ormai sanno di muffa e di stantio.
 
Intervistata da Filippo Zangrandi, Rossella Groppi e alcuni studenti di Calendasco, Rambalda fa invece rivivere la sua giovinezza di giovane sposina, arrivata a pesare 27 chili, uno scricciolo che portava medicine, messaggi, vestiti ai ribelli in collina. Rambalda aveva seguito il marito Fermo Freschi, che dopo l’armistizio aveva deciso di salire sui monti. "E così sono diventata partigiana combattente, ma non con il fucile – racconta, precisando più volte questo particolare – perchè di ammazzare non me la sentivo. Volevo dare una mano e mi hanno detto che potevo fare la staffetta". Infagottata alla bella e meglio, la bimba in braccio, inizia la sua stagione di "ribelle".
 
"Mi sono salvata due volte: la prima volta sono stata aiutata da un fascista. Mi dovevano venire a prendere, ma lui, che mi conosceva fino da bambina, mi ha aiutata – dice -. Un’altra volta ho incontrato dei soldati tedeschi. Sono sempre stata magrolina e, con la bimba in braccio, mi hanno creduto la sua sorellina. Così mi hanno lasciata andare". Ma non aveva paura? "Avevo del coraggio ma la tremarella c’era – racconta -. Ero contenta di farlo, però, e ancora oggi, a 88 anni, farei la staffetta partigiana".

 Al termine della serata Romano Repetti, segretario Anpi, ha portato i saluti del presidente, Mario Cravedi, e il sindaco di Calendasco, Francesco Zangrandi, ha premiato le staffette partigiane del paese.

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