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Protezione civile, al via i tavoli con i comuni sulle aree di emergenza

“L’obiettivo degli incontri – spiega l’assessore provinciale Massimiliano Dosi – è censire le aree attuali e avviare un confronto che porti a una riprogettazione e a un aggiornamento delle stesse.

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In Provincia è partita la consultazione con i Comuni per l’aggiornamento delle aree e delle strutture di emergenza di protezione civile. Il primo tavolo ieri, in sala Perlasca. I funzionari della Provincia hanno incontrato il personale del Centro Operativo Misto di Sarmato (nuclei di coordinamento e intervento), riferimento anche per Castelsangiovanni, Ziano, Borgonovo e Rottofreno. Oggi alle 14,30 nuovo incontro con i Comuni di San Giorgio, Podenzano, Pontedellolio e Vigolzone. Domani il prossimo appuntamento. Coinvolti Pianello, Caminata, Nibbiano e Pecorara.
 
Le aree di “ammassamento”, adibite al ricovero mezzi di soccorso (colonna mobile di protezione civile, mezzi di vigili del fuoco e Croce rossa), undici previste sul nostro territorio, devono rispondere ai requisiti necessari per accogliere gli uomini e i mezzi dei soccorritori ed essere quindi dotati delle infrastrutture necessarie per l’accesso, la sosta e la realizzazione di un punto operativo di coordinamento dei soccorsi. Le aree di accoglienza della popolazione, una per ogni comune, devono, invece poter radunare la popolazione evacuata dalle proprie abitazioni in caso di calamità (come stadi e campi sportivi), mentre per strutture si intendono gli edifici in grado di ospitare la popolazione in sicurezza. Più che per il rischio sismico, bassissimo nel territorio piacentino, l’attenzione è concentrata sugli eventi calamitosi di natura franosa e idrogeologica.
“L’obiettivo degli incontri – spiega l’assessore provinciale Massimiliano Dosi – è censire le aree attuali e avviare un confronto che porti a una riprogettazione e a un aggiornamento delle stesse. Sono gli operatori di protezione civile del territorio a indicarci le situazioni emergenziali più rilevanti e a presentarci le proprie necessità ed urgenze. Stiamo raccordando i loro contributi per costruire una nuova pianta organica delle emergenze. In media abbiamo organizzato tre – quattro incontri a settimana L’obiettivo è chiudere il primo ciclo di consultazioni entro maggio. Per aggiornare il piano c’è tempo fino alla fine dell’anno”.
 
 

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