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Rapporto economia 2010: cresce la disoccupazione (+0,8%). In calo il Pil foto

Economia piacentina:nel 2010 crescono disoccupazione e persone in cerca di lavoro. In calo il Pil, ma i primi tre mesi del 2011 mostrano segnali di ripresa. Reggi: "Difficoltà ancora rilevanti". Trespidi: "A Piacenza la mostra di inaugurazione dell’Expo".

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Sul territorio piacentino nel 2010 la disoccupazione è cresciuta dal 2,1% del 2009 al 2, 9%, così come le persone in cerca di lavoro (+34,2%) e gli iscritti ai centri per l’impiego e alle liste di mobilità. Cala invece il Pil  (-1, 5%) rispetto al 2009. Ma i primi tre mesi del 2011 mostrano segnali di ripresa. Sono i dati che emergono dal Rapporto economico provinciale in corso di presentazione alla Sala dei Teatini di Piacenza. Un rapporto, curato dalla camera di commercio e illustrato dal presidente Parenti, che ha il compito di mostrare il quadro generale e le strategie messe in campo dall’Ente camerale per migliorare le prospettive di crescita del territorio. A fianco di Parenti Aldo Bonomi, direttore del Consorzio Aaster, che ha parlato de “Il capitalismo delle reti”
 
“Ognuno valuta soggettivamente la propria attività – ha detto il sindaco di Piacenza Roberto Reggi nel suo intervento – e posso dire che a Piacenza la situazione di difficoltà è ancora rilevante. Lo vediamo in prima persona in comune con il numero elevato di offerte che arrivano per i nostri bandi, con ribassi più consistenti, che arrivano fino al 30 e 40 per cento”.
 
 
“La Provincia collabora attivamente con la camera di commercio per il rilancio del tessuto produttivo piacentino, sia per quanto riguarda l’accesso al credito che la promozione delle nostre eccellenze – ha evidenziato il presidente della provincia Massimo Trespidi – proprio oggi ho ricevuto una telefonata dall’amministratore delegato di Expo 2015, grazie ai buoni auspici dell’ad di Unicredit Ghizzoni ospiteremo la mostra di inaugurazione, già presentata a Milano nel febbraio scorso”

Ecco altri dati
Tra il 2006 e il 2010 il numero degli iscritti alle liste di mobilità è più che raddoppiato. Dello stesso livello anche la cassa integrazione, soprattutto quella straordinaria (+ 402%) e in deroga (+376%). La meccanica, settore portante della nostra economia, ha assorbito anche nel 2010 la quota più elevata di ore di cassaintegrazione e questo sia per imprese artigiane che industriali. Il Pil si è ridotto dello 0,86%, mentre per quanto riguarda il Pil pro capite la contrazione è stata dell’1,5% sul 2009, e ha fatto scendere Piacenza dalle 17esima alla 23esima posizione. Già nel 2008 il reddito delle famiglie è stato del 2,8%.
Parlando di imprese il tasso di crescita vede la presenza di società di capitale, mentre le imprese individuali e di persone sono ferme. Le riduzioni hanno interessato diversi settori. L’agricoltura, il manifatturiero, i trasporti, le attività finanziarie e assicurative hanno perso peso, mentre il terziario ne ha acquistate. Resta ancora forte la crisi del settore dell’edilizia e sembra non venire meno. Il volume d’affari è ancora in calo nel 2010, così come il comparto commerciale che, nonostante la crescita del numero di esercizi, vede nel 2010 calare le vendite. Gli artigiani hanno avuto a loro volta qualche segnale positivo per ordinativo e fatturato, ma non per l’export. Complessivamente le esportazioni si riducono del 4,8%, determinando un disavanzo commerciale di 781 milioni di euro. La riduzione dell’export si deve principalmente al calo del 10,7% che ha interessato il macrosettore della meccanica/elettronica, che da solo copre il 70% delle esportazioni.
Altro segnale preoccupante è la crescita dei fallimenti: + 45,94%, mentre i protesti sono calati del 17%. Nel settore creditizio si riducono i depositi e crescono gli impieghi (mutui e prestiti). Su questi ultimi sono aumentate le difficoltà, anche tra i soggetti meno a rischio.

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