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Sciopero Cgil. In 2mila in corteo per il lavoro e lo sviluppo FOTO foto

Giornata di sciopero generale a Piacenza come in tutta Italia. Una mobilitazione indetta dalla Cgil nazionale per i diritti dei lavoratori di tutte le categorie, contro la pratica degli accordi separati, contro i tagli all’istruzione, alla ricerca e ai servizi sociali. Lanna: "Serve svolta politica ed economica".

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Giornata di sciopero generale a Piacenza come in tutta Italia. Una mobilitazione indetta dalla Cgil nazionale per i diritti dei lavoratori di tutte le categorie, contro la pratica degli accordi separati, contro i tagli all’istruzione, alla ricerca e ai servizi sociali.
 
In città lo sciopero è iniziato presto in mattinata con il corteo della Cgil partito verso le 10,00 dalla sede della Camera del Lavoro in via XXIV Maggio (luogo del concentramento) per concludersi a piazza dei Mercanti, dove si sono tenuti gli interventi conclusivi di lavoratori e delegati sindacali. Il percorso della manifestazione, che ha attraversato via Taverna e via Garibaldi fino al Comune, è stato modificato all’ultimo momento a causa del concomitante corteo di Forza Nuova in centro.
Circa 1500 i partecipanti all’iniziativa e tutte le strutture della Cgil mobilitate: Fisac, Filcams, Fillea, Fp, Flc, Filctem, Flai, Spi e Fiom. In testa al corteo il segretario della Camera del Lavoro di Piacenza Paolo Lanna e il consigliere regionale piacentino Marco Carini a cui si sono uniti successivamente gli assessori comunali Ignazio Brambati e Luigi Gazzola e tra gli altri la consigliera comunale Pd Giovanna Calciati. “Oggi scende in piazza quella parte del paese che non si rassegna e che chiede a gran voce una svolta politica, economica e finanziaria radicale: per rilanciare lo sviluppo, il benessere e garantire il futuro dei giovani e i diritti di tutti i lavoratori”, ha dichiarato il leader della Cgil di Piacenza Paolo Lanna che sulla mancata coesione sindacale ha aggiunto: ”Cisl e Uil hanno fatto un’altra scelta, quella di adattarsi al governo per tirare a campare”.
In fondo alla marcia, il fragore, gli striscioni e i fumogeni degli studenti del Nap (network antagonista piacentino), coordinati dal giovane consigliere comunale Carlo Pallavicini e preceduti dallo spezzone della Federazione della Sinistra. “Siamo in piazza per ribadire che lavoratori, studenti e precari sono una sola cosa; i ragazzi dei vari licei della città hanno aderito alla mobilitazione per denunciare lo stallo generazionale in cui versano”, ha detto il capofila degli studenti, mentre il segretario locale di Rifondazione comunista Roberto Montanari ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la mobilitazione e le rivendicazioni dei lavoratori:”Oggi è un importante momento di opposizione sociale alle destre: davanti all’inerzia dell’opposizione, tocca al sindacato e alle forze sociali portare avanti le istanze collettive per contrastare lo smembramento del movimento operaio nel paese”.   
Nel pomeriggio, lavoratori di tutte le categorie, vecchie e nuove generazioni, pensionati, studenti e precari proseguiranno lo sciopero generale con un presidio in piazza Cavalli che per l’occasione verrà ribattezzata piazza del Lavoro.

IL COMMENTO DELLA CISL: "ADESIONE BASSA NEL PUBBLICO IMPIEGO"

Bassa l’adesione dei dipendenti pubblici piacentini allo sciopero della Cgil: solo il 10% ha incrociato le braccia – Bonomo (Cisl Fp): “Rispettiamo le scelte, ma lo sciopero politico non ha convinto i lavoratori”

 

“Bassa l’adesione dei dipendenti pubblici piacentini allo sciopero generale di oggi indetto dalla sola Cgil. I dati provvisori evidenziano che sono stati pochi i lavoratori pubblici ad incrociare le braccia: solo il 10% del totale, esclusa la scuola” questo il commento del commissario della Cisl Fp Paolo Bonomo sulle rilevazioni nel pubblico impiego nella provincia di Piacenza.

Alcuni esempi: Comune di Piacenza 16%, Comune di Fiorenzuola 10%, Provincia 7%, Camera di Commercio 0%, Ministeri della Difesa e dell’Interno 9%, Ministero della Giustizia 6%, Inps 14%, Inail 3%, Agenzie fiscali 12% .

“Rispettiamo la scelta di quanti sono andati in piazza – ha sottolineato Bonomo – ma l’esito di oggi evidenzia che la motivazione tutta politica dello sciopero non ha convinto la gran parte dei lavoratori che chiedono invece soluzioni concrete ai problemi, piccoli o grandi, che incontrano ogni giorno nei loro posti di lavoro. Per questo è necessario riavviare insieme un percorso fatto di confronto e di contrattazione responsabile in tutti gli enti che, senza chiedere un euro in più al contribuente, riporti i professionisti pubblici al centro del dibattito sulla pubblica amministrazione, per dare risposte puntuali ed efficaci a cittadini ed imprese e per valorizzare chi opera quotidianamente al servizio della propria comunità”.

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