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Tutto Gershwin" sabato al Municipale con la Toscanini

Riprende la stagione concertistica del Teatro Municipale di Piacenza con un concerto all’insegna dell’estro di Gershwin in programma sabato 7 maggio 2011 alle ore 20.30. Protagonista la Filarmonica Toscanini diretta da Philip Walsh.

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Riprende la stagione concertistica del Teatro Municipale di Piacenza con un concerto all’insegna dell’estro di Gershwin in programma sabato 7 maggio 2011 alle ore 20.30. Protagonista la Filarmonica Toscanini diretta da Philip Walsh con la straordinaria presenza del celebra pianista  Jean Yves Thibaudet acclamato più volte come superlativo interprete di quest’autore del quale verranno presentati i tre capolavori orchestrali: il poema sinfonico An American in Paris, Rhapsody in Blu per pianoforte e orchestra (versione originale per pianoforte e jazz band, 1924) ed il Concerto in fa per pianoforte e orchestra (versione per pianoforte e jazz band, arr. Ferde Grofé, 1925).
Musicista tra i più rappresentativi del Novecento, George Gershwin ha saputo offrire una sintesi unica fra le musiche di estrazione popolare come il jazz o la canzone e quelle di tradizione più nobile, fondendole in una miscela di immenso fascino. Nato a New York nel 1898, talento innato e precocissimo, gran assimilatore, scrive le prime canzoni nel 1915. Il suo arrivo a Parigi, nel 1928, per le rappresentazioni del suo Concerto in fa, una delle sue composizioni scritte per cercare di conquistare il pubblico colto lo vedono trionfante anche dopo la presentazione del celebre poema sinfonico “An American in Paris” che strega letteralmente l’uditorio. La fama acquisita lo porta a conoscere i compositori contemporanei più celebri come Stravinsky, Milhaud, Prokofiev, Poulenc, tutte personalità che stavano cambiando il linguaggio musicale.

La sua Rapsodia in Blu è tuttora uno dei pezzi più riprodotti dalle orchestre di tutto il mondo. Esemplificativo il titolo che segnala la voglia di integrazione fra la libertà classica (la rapsodia) e quella jazz (le note blu, quelle del blues). Scritta di getto nel 1924, inizialmente per pianoforte e complesso jazz, per la strumentazione, si fece aiutare dall’amico Ferde Grofé. Una curiosità: il celebre assolo di clarinetto con cui inizia, non è di Gershwin ma del clarinettista Ross Gorman che lo improvvisò durante le prove per la prima esecuzione. Gershwin ne colse il valore e non esitò a inserirlo in partitura. Composta per un imminente esibizione in pubblico, fu eseguita per la prima volta con lo stesso Gershwin al pianoforte che non aveva avuto neanche il tempo di scrivere la parte. Il brano è fortemente rappresentativo della realtà metropolitana newyorkese e più in generale della cultura americana. Il titolo originario infatti era American Rapsody; l’autore stesso dichiarò: "la udii come una sorta di multicroma fantasia, un caleidoscopio musicale dell’America, col nostro miscuglio di razze, il nostro incomparabile brio nazionale, i nostri blues, la nostra pazzia metropolitana.

L’enorme successo ottenuto non aveva distolto Gershwin dal proposito di scrivere con più calma un’altra composizione, orchestrata da lui stesso. L’occasione giunse il 3 dicembre del 1925, quando fu la grande Carnegie Hall ad aprirgli le porte, dopo un anno. L’occasione gli veniva dal maestro Walter Damrosch, direttore dell’Orchestra Filarmonica di New York, che con altri colleghi, tra essi il maestro Stokowski, aveva assistito alla prima della Rhapsody. La nuova composizione si chiamava Concerto in Fa maggiore per pianoforte e orchestra; dirigeva Damrosch, e al piano Gershwin, come sempre. Il “Concerto”, con i tre movimenti canonici allegro-adagio-allegro, aveva una durata quasi doppia rispetto alla Rhapsody e, pur ricordandola a tratti, sembrava composto parecchio tempo dopo. Fin dalle prime battute, con i famosi quattro colpi dei timpani, si rimane colpiti dalla vivacità del ritmo e dalla varietà dei timbri.

Seguono numerosi interventi del pianoforte solo, in alternanza con l’orchestra, fino ad uno splendido ‘cantabile’ e ad un finale vivace, a tratti fragoroso, con intervento delle percussioni. Di sicura caratura gli intepreti a partire dal pianista Jean-Yves Thibaudet. Nato a Lione, ha studiato a Parigi, giovanissimo, con Aldo Ciccolini e Lucette Descaves un’amica e collaboratrice di Ravel. Artista di fama internazionale noto per la sua versatilità, profondità e sofisticata musicalità, è considerato uno dei migliori pianisti sulla scena internazionale. Entrato nella Hollywood Bowl Hall of Fame nel 2010 ha inciso per Decca l’album Gershwin che propone le orchestrazioni per big jazz band di alcuni brani celeberrimi del compositore americano, registrati dal vivo con la Baltimore Symphony. Philip Walsh è direttore musicale del Festival di Belle Île in Francia dal 2001. Ha collaborato con Peter Brook ne La tragédie de Carmen all’Opéra de Bordeaux, e diretto prestigiose orchestre tra le quali la London Sinfonietta, l’Orchestre National de Lorraine e la New Zealand Symphony Orchestra. Nel 2010 ha fatto il suo debutto in Italia, dirigendo al Lugo Opera Festival e al Comunale di Bologna Powder her face di Thomas Adès.

 
 
JEAN-YVES THIBAUDET
Considerato uno dei migliori pianisti al mondo, Jean-Yves Thibaudet continua a entusiasmare il pubblico di tutto il mondo con il suo stile elegante, la sua profonda musicalità, la brillantezza e il colore delle sue esibizioni. Ricercato dalle maggiori orchestre, festival, direttori e colleghi musicisti per il suo carisma e la sensibilità artistica. Il 18 giugno 2010, l’Hollywood Bowl ha riconosciuto i suoi successi musicali facendolo entrare nella Hollywood Bowl Hall of Fame.
Thibaudet inizierà la stagione 2010/11 in Svizzera con la Royal Philharmonic Orchestra, diretta da Charles Dutoit. Seguiranno un tour in Cina con la London Symphony Orchestra, un tour in Germania con la Rundfunk Sinfonieorchester Berlin, collaborazioni con la Stockholm Philharmonic, Danish National Symphony Orchestra, Malaysian Philharmonic, Sydney Symphony Orchestra, Melbourne Symphony Orchestra, West Australian Symphony Orchestra, Orchestre Philharmonique du Luxembourg, Orchestre Philharmonique de Strasbourg, Orchestre National de Lyon, Orchestre National de France, Toronto Symphony, Montreal Symphony, MDR Symphony Orchestra, Orchestra Sinfonica della RAI, Orchestre de Paris, Los Angeles Philharmonic, New World Symphony Orchestra e le orchestre sinfoniche di Detroit, Philadelphia, Dallas, Atlanta, Indianapolis, Minnesota e Seattle. Per finire con la sua densa attività di recital, tra gennaio e febbraio 2011 Thibaudet sarà impegnato in un tour nei due continenti che toccherà Berlino, Francoforte, Amsterdam, Spagna, California, Missouri, Colorado, Michigan, Florida e la Carnegie Hall di New York il 2 febbraio. Completano il suo vario calendario progetti di musica da camera a Los Angeles, in Francia e Belgio.
Jean-Yves Thibaudet incide esclusivamente per Decca Records, con la quale ha prodotto oltre 40 CD, guadagnando lo Schallplattenpreis, Diapason d’Or, Choc de la Musique, un Gramophone Award, due Echo awards e l’Edison Prize. Nella primavera 2010 è uscito il suo ultimo CD Gershwin che propone le orchestrazioni per “big jazz band” di Rapsodia in blu, Variazioni su ‘I Got Rhythm’ e il Concerto in Fa registrate dal vivo con la Baltimore Symphony – Marin Alsop. Nel 2007 erano già usciti Saint-Saëns, Concerti per Pianoforte n. 2&5, con l’Orchestre de la Suisse Romande, nominato per il Grammy e Aria-Opera Without Words, che proponeva arie d’opera di Saint-Saëns, R. Strauss, Gluck, Korngold, Bellini, J. Strauss II e Puccini, trascritte da Mikhashoff, Sgambati, Brassin e da Thibaudet stesso. Thibaudet ha vinto l’Oscar e il Golden Globe per la colonna sonora di Espiazione e una nomination all’Oscar per la colonna sonora di Orgoglio e Pregiudizio (entrambi Universal Pictures). Tra le sue incisioni, vale la pena di ricordare Satie: The Complete Solo Piano Music, e gli album Reflections on Duke: Jean-Yves Thibaudet plays the music of Duke Ellington e Conversations with Bill Evans, il suo tributo personale a due grandi della storia del jazz.
Jean-Yves Thibaudet è nato a Lione, in Francia, dove ha iniziato a studiare pianoforte all’età di cinque anni per debuttare in pubblico a sette. A dodici anni è entrato nel Conservatorio di Parigi, dove ha studiato con Aldo Ciccolini e Lucette Descaves, un’amica e collaboratrice di Ravel. A quindici anni vinse il Premier Prix du Conservatoire e tre anni più tardi la Young Concert Artists Auditions a New York. Nel 2001 è stato insignito del titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres dalla Repubblica Francese e nel 2002 del Premio Pegasus dal Festival di Spoleto, per il suo impegno artistico e la sua costante partecipazione al festival. Nel 2007 ha ricevuto il premio alla carriera Victoire d’Honneur, il più alto riconoscimento dato dalla Victoire de la Musique in Francia. Rappresentanza mondiale di Thibaudet: IMG Artists, LLC.
 
 
PHILIP WALSH
La nuova produzione di Powder her Face di Thomas Adès con la regia di Pier Luigi Pizzi realizzata nel marzo 2010 al Teatro Rossini di Lugo ed al Teatro Comunale di Bologna ha consolidato la reputazione internazionale di Philip Walsh che ritorna oggi in Italia per dirigere il Concerto per pianoforte di Gershwin con la Filarmonica Arturo Toscanini e Jean-Yves Thibaudet.
Philip Walsh è attualmente direttore musicale di Lyrique-en-Mer a Belle-Ile in Bretagna. Ha diretto per il festival più di ottanta recite, incluse Tosca, Falstaff, Don Giovanni, Didone ed Enea, Don Pasquale, La Bohème, Carmen, Il Flauto magico, Madama Butterfly, Le Nozze di Figaro, Orphée et Eurydice, La Traviata e I racconti di Hoffmann; ha diretto inoltre Ein Deutsches Requiem di Brahms, la Messa di Santa Cecilia di Gounod e nel 2010 Rigoletto e Così fan tutte.
Negli altri teatri ha diretto La Tragédie de Carmen di Peter Brook (Opéra de Bordeaux), Powder her Face di Thomas Adès (Opéra de Metz), La Bohème (English Touring Opera), Morte a Venezia di Britten (Metz), e la prima di Thwaite di Jürgen Simpson (Almeida Opera), vincitore del Genesis Opera Project. Si è esibito nel Aldeburgh Festival 2006, dirigendo la prima dell’opera Sante di Emily Hall e nel 2007 ha debuttato in Spagna, dirigendo Don Giovanni per l’Opera di Vigo. Ha lavorato con la London Sinfonietta, la City Chamber Orchestra of Hong Kong, l’Orchestre National de Lorraine e la New Zealand Symphony Orchestra.
Nato a Southampton, Philip Walsh ha studiato pianoforte e organo ed ha poi proseguito gli studi all’Università di Cambridge. Dopo la laurea ha vissuto diversi anni in Nuova Zelanda dove è stato regolarmente direttore ospite della New Zealand Symphony Orchestra, con la quale ha registrato diversi programmi di musica contemporanea per la trasmissione radiofonica. 
E’ stato altresì direttore dell’Orpheus Choir of Wellington e direttore della Musica alla Cattedrale di Wellington. Il suo repertorio include brani molto diversi tra loro, da Les Noces di Stravinsky alla Missa Solemnis di Beethoven da A child of our time di Tippett al Requiem di Verdi ed alla Messa in si minore di Bach. Egli è un appassionato sostenitore della musica contemporanea ed ha commissionato e diretto numerose prime esecuzioni assolute.
 
 

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