Quantcast

Un Po di Stelle, chef d’eccezione a San Pietro in Cerro foto

Tutto esaurito al castello di San Pietro in Cerro, ieri sera, con oltre 80 tra autorità, giornalisti ed esperti, per l’edizione 2011 di “Un Po di stelle”, la rassegna che lega l’enogastronomia territoriale alla cultura e alla tradizione locali.

Più informazioni su

Nel centenario della morte di Pellegrino Artusi, il gastronomo romagnolo “che unì l’Italia in cucina”, la Strada del Po e dei sapori della Bassa ha omaggiato la memoria del maestro dedicandogli l’edizione 2011 di “Un Po di stelle”, la rassegna che lega l’enogastronomia territoriale alla cultura e alla tradizione locali. Tutto esaurito al castello di San Pietro in Cerro, ieri sera, con oltre 80 tra autorità,  giornalisti ed esperti, al netto di decine di altri partecipanti. Provincia in prima fila con il presidente e il vice della Massimo Trespidi e Maurizio Parma, presidente de “La Strada”.

Dopo un aperitivo nel parco, in campo sono scesi otto tra i cuochi più referenziati del territorio, a cominciare dagli stellati Michelin: Carla Aradelli del Ristorante “Riva” di Pontedellolio, Filippo Chiappini Dattilo dell’ “Antica osteria del teatro” di Piacenza, Patrizia Dadomo de “La Fiaschetteria” di Besenzone e Daniele Repetti de “Il Nido del Picchio” di Carpaneto. Con loro Claudia ed Emanuela Cattivelli dell’omonima trattoria di Isola Serafini, Claudio Cesena dell’antica osteria della pesa, alla Scottina di Cadeo, Ettore e Stefano Ferri de “La Colonna” di San Nicolò, Isa Mazzocchi de “La Palta” di Borgonovo. Il menù tra tradizione e innovazione. Piatto d’entrée la galatina di storione con delizia di patate e caviale Calvisius, seguita da ravioli d’anatra ai colori dell’orto con scaglie di parmigiano e aceto balsamico. Quindi: controfiletto di vitello al Marsala Giarola con ciliegie di Villanova e chisolini di riso e chiusura con gelato all’asparago, delizie di pasticceria e cremoso di cioccolato Ivoire e briciole di frutta secca tostata. Il tutto innaffiato da Pinot, Gutturnio, Malvasia della migliore qualità. A fare da introduzione alla cena un convegno dedicato all’Artusi con il celeberrimo chef Gualtiero Marchesi che – sollecitato dal giornalista Rai Alfredo Antonaros –  ha parlato del grande patrimonio della “cucina microclimatica italiana” e ha ripercorso la sua storia di ricercatore appassionato della “tecnica parigina”, ma nello stesso tempo strenuo difensore della “semplicità dei piatti” che – a suo dire – devono essere “‘puliti’, senza arzigogoli, lontani – in questo – dall’arte pasticcera”. Stando alle parole del prof Alberto Capatti la semplicità è stato proprio il portato rivoluzionario di Artusi che è riuscito a opporre allo “sfarzo” francese il modello “di una cucina basata sulla modesta operosità”.

Oggi la Francia continua a destare più interesse tra il pubblico (con un indotto turistico di 12 miliardi di euro), come sottolineato da Paolo Benvenuti direttore dell’Associazione Città del Vino, ma per Ovidio Mugnai, presidente Unione Ristoranti del Buon Ricordo, la strada da seguire è proprio quella tracciata dalla sua associazione: un modello di cucina territoriale che sappia aprirsi alle novità. A proposito di tradizione, Paola Rancati scrittrice, vi ha dedicato un’intera pubblicazione, “Tradizione, gusto, passione, viaggio tra i sapori italiani”, il cui ricavato andrà al progetto “Chef senza frontiere”, per insegnare “agli ultimi” l’arte della cucina e offrire loro prospettive lavorative. Un altro segno di quella “operosa modestia” professata dall’Artusi ai fornelli, la cui memoria nel centenario della morte è stata omaggiata con la consegna a Paolo Zoffoli,  sindaco di Forlimpopoli, città natale del maestro, di una targa di riconoscimento per l’attività culturale sulla cucina domestica italiana di “Casa Artusi”, di cui Laila Tentoni (ieri relatrice all’incontro) è coordinatrice e anima. Al termine del convegno premiazione dei migliori scrittori che hanno raccontato le suggestioni del legame tra cultura e vino. Tra oltre settanta candidati del concorso “Mangiarebere”, l’hanno spuntata in undici (da tutta Italia), che hanno firmato il volume “Leggero come polvere di vaniglia”, primo testo di una collana che si vuole arricchire di anno in anno, come precisato da Mario Magnelli, direttore de “La strada”. Tra gli autografi vincitori anche due piacentine, Monica Curotti di Gropparello e Francesca Fornasari di Monticelli.

“La Strada”, archiviata quest’edizione di “Un Po di stelle”, ora continua nel suo percorso di promozione delle eccellenze territoriali. Quest’estate attesa “La notte del Po” a Besenzone e, in autunno, torna la rassegna “Un Po di gusto” con i ristoratori aderenti all’associazione.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.