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Venerdì al Municipale la Toscanini diretta da Fisch

Due rappresentanti della musica romantica - il tedesco Brahms e l’ungherese Liszt - costituiscono gli autori dei brani in programma nell’ultimo concerto in cartellone al Teatro Municipale di Piacenza, venerdì 20 maggio alle ore 20.30, con la Filarmonica Toscanini.

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Due rappresentanti della musica romantica – il tedesco Brahms e l’ungherese Liszt – costituiscono gli autori dei brani in programma nell’ultimo concerto in cartellone al Teatro Municipale di Piacenza, venerdì 20 maggio alle ore 20.30, con la Filarmonica Toscanini guidata da Asher Fisch. Musicista preparato e versatile Fisch, direttore musicale della New Israeli Opera oltre a essere stato già direttore musicale della Volksoper di Vienna e collaboratore di Daniel Barenboim alla produzione Der Ring des Nibelungen a Berlino e Bayreuth, nella prima parte della serata sarà affiancato da Sergej Krilov, apprezzato violinista moscovita, vincitore del Concorso “Kreisler” di Vienna, che si cimenterà nel Concerto op.77 per violino ed orchestra di Brahms.

 
Protagonista della seconda parte del concerto sarà invece la musica di Liszt. Saranno infatti eseguiti due episodi del suo Faust di Lenau: Corteo notturno e Danza all’osteria del villaggio, quest’ultimo noto come Primo Mephisto Walzer e a conclusione il suo Secondo Mephisto-Walzer .
Composto a Pörtschach nell’estate del 1878, il Concerto per violino e orchestra op. 77 è un lavoro della piena maturità artistica di Johannes Brahms, allora quarantacinquenne. Composto in un momento creativo particolarmente felice, caratterizzato da un’ispirazione melodica ricca e impaziente, il Concerto fu subito sottoposto da Brahms all’amico violinista Joseph Joachim, che ne discusse con lui numerosi passaggi, e che lo eseguì in prima assoluta a Lipsia nel 1879. Lavoro di grande impegno per il solista e dalla scrittura orchestrale sinfonica, è una delle opere in cui Brahms riesce a raggiungere con maggiore efficacia la perfetta sintesi tra i due aspetti che caratterizzano maggiormente il suo stile compositivo: la forte liricità e la cantabilità data allo sviluppo della frase musicale, e l’attenzione riservata alla costruzione di un complesso e rigoroso impianto formale. Nel Concerto la particolare scrittura del violino solista, e il suo rapporto con l’orchestra, sono gli aspetti che più lasciarono sconcertati i contemporanei. Hans von Bülow, il grande pianista e direttore, lo definì come un “concerto contro il violino”, altri parlarono di “sinfonia con violino obbligato”. In effetti l’impegno tecnico della parte solistica è dei più alti, ma non in senso puramente virtuosistico. Lo strumento, inoltre, non stabilisce un rapporto conflittuale e competitivo con l’orchestra, ma piuttosto si integrazione con essa, secondo un gioco di reciproco scambio di ruoli. 
A rendere celebre il Concerto op.77 è poi la sua particolare ambientazione espressiva, legata a quei paesaggi sereni che appartengono a molti lavori del medesimo periodo creativo. E’ una impostazione che si coglie all’inizio della lunga introduzione orchestrale – al primo movimento – dove si trova quasi tutto il materiale melodico del tempo; non c’è contrapposizione fra i vari temi, ma essi sembrano sorgere quasi spontaneamente l’uno dall’altro.
A volte il virtuosismo negli autori romantici trascende, per alludere a mondi lontani extrasensoriali: di ciò ne costituisce un esempio lampante buona parte dell’ opera di Franz Liszt, il più grande pianista mai esistito, il cui elemento poetico, prima di arrivare negli ultimi anni di vita ad atmosfere rarefatte e contemplative, arriva a subire il fascino del diabolico, del mefistofelico. All’interno della sua vastissima produzione rimangono chiare tracce di tale mito, che si ricollega all’influenza di Faust nella cultura tedesca e mitteleuropea attraverso il capolavoro di Goethe.
Ad esempio nella Faust-Symphonie, scritta nel 1854 e il cui ultimo tempo si intitola proprio Mephistopheles. Ma un altro mito contribuì a rinfocolare tale passione: il Faust (incompiuto) del "poeta maledetto", cantore del Weltschmertz (del dolore universale), Nikolaus Lenau. Liszt musicò due episodi del suo Faust, Corteo notturno e Danza all’osteria del villaggio, quest’ultimo noto come Primo Mephisto Walzer. Nel 1861 ci fu una versione orchestrale, seguita poco dopo da quella per pianoforte a quattro mani (1862), mentre la versione pianistica, risalente probabilmente a qualche anno prima (1859-60), fu comunque pubblicata nello stesso 1862. Nel testo riferito al secondo episodio, Lenau racconta di come Faust e Mefistofele giungano alla taverna del villaggio, dove un gruppo di contadini beve e danza in un clima festoso. Mefistofele, annoiato da quella musica banale, prende a suonare un violino e utilizzando la suggestione di quella musica orgiastica, trascina tutti i presenti in una danza scatenata. Faust invece getta gli occhi sulla ragazza più bella, esce con lei nella notte stellata e tenta di conquistarla favorito dal canto seducente dell’usignolo.
Inequivocabile il carattere diabolico del Secondo Mephisto-Walzer che si conclude, dopo un tumultuoso acme di tensione, con un intervallo di ‘tritono’ (fa-si) eloquentemente detto “diabolus in musica”.
 
 
Sergej Krylov
Nato a Mosca in una famiglia di musicisti, inizia lo studio del violino a cinque anni e all’età di dieci anni debutta con l’orchestra, affrontando i primi impegni concertistici in Russia, Cina, Finlandia e Germania. Giovanissimo, conquista il Primo Premio al Concorso Internazionale “R. Lipizer” di Gorizia e, dopo un periodo di perfezionamento con Salvatore Accardo, vince il Concorso “A. Stradivari” di Cremona e il Concorso “F. Kreisler” di Vienna.
Da quel momento intraprende una prestigiosa carriera concertistica che lo porta a esibirsi nelle grandi sale internazionali quali Philharmonie di Berlino, Philharmonie e Herkulessaal di Monaco, Musikverein e Konzerthaus di Vienna, Théatre des Champs-Elysées e Auditorium de Radio France a Parigi, Bozar di Bruxelles, Megaron di Atene, Suntory Hall di Tokyo, Teatro Colon di Buenos Aires, Teatro La Fenice di Venezia e Teatro alla Scala di Milano.
Collabora con prestigiose orchestre, tra le quali: Wiener Symphoniker, Orchestra del Teatro Mariinsky, Staatskapelle di Dresda, English Chamber Orchestra, Russian National Orchestra, St. Petersburg Philharmonic, Hessischer Rundfunk Frankfurt, Camerata Academica Salzburg, Orchestra Verdi di Milano, NHK Symphony Tokyo, Czech Philharmonic, Filarmonica Toscanini, Philharmonisches Staatsorchester di Amburgo e Copenhagen Philharmonic.
Tra le personalità artistiche con cui ha collaborato, Mstislav Rostropovich è stata una figura fondamentale per il rapporto di amicizia e stima creatosi negli anni, oltre a quello professionale.
Nella sua carriera ha lavorato con direttori quali Valery Gergiev, Yuri Temirkanov, Vladimir Ashkenazy, Mikhail Pletnev, Rafael Frühbeck de Burgos, Nicola Luisotti, Andrey Boreyko, Vladimir Jurowski, Julian Kovatchev, George Pehlivanian, Jutaka Sado, Saulius Sondeckis, Zoltan Kocsis e Yuri Bashmet.
Oltre ai numerosi recital per violino solo tenuti nelle principali sale da concerto, Krylov è molto impegnato anche nella musica da camera, collaborando con partner quali Yuri Bashmet, Bruno Canino, Itamar Golan, Denis Matsuev, Lilya Zilberstein, Aleksandar Madzar, Stefania Mormone, Maxim Vengerov, Misha Maisky, Yefim Bronfman, Nabuko Imai, il Quartetto Belcea ed Elina Garanča. Dal 2009 è Direttore Musicale della Lithuanian Chamber Orchestra, succedendo a Saulius Sondeckis.
La sua discografia include registrazioni per EMI, Melodya e Agorà.
Sergej Krylov suona lo Stradivari “Scotland University” (1734) della Collezione Sau-Wing Lam su concessione della Fondazione A. Stradivari di Cremona.
 
ASHER FISCH
Direttore musicale della New Israeli Opera, collabora regolarmente con i maggiori teatri europei e americani e con complessi sinfonici di prestigio. Tra le orchestra ricordiamo: Israel Philharmonic Orchestra, Chicago Symphony Orchestra, NHK Symphony Orchestra, Münchner Philharmoniker, Mozarteum Orchester, NDR Hamburg Orchestra, Orchestre National de Lyon, Orchestre Philharmonique de Radio France, Philharmonia Hungarica, Western Australian Symphony Orchestra e, inoltre, le orchestre sinfoniche di Atlanta, Detroit, Bergen e Seattle. In passato, in qualità di direttore musicale della Volksoper di Vienna, ha preso parte, tra le altre, alla produzione di Die Meistersinger von Nürnberg e Der König Kandaules di Zemlinsky.
Ha collaborato con Daniel Barenboim alla produzione Der Ring des Nibelungen a Berlino e Bayreuth. In Israele ha diretto: Elektra, Turandot, A Midsummer Night’s Dream, Le nozze di Figaro, La Traviata, Don Pasquale, The Rake’s Progress e La Bohème. È stato invitato alla Staatsoper di Vienna (Parsifal, Fidelio, Tosca, Evgenij Onegin), alla Staatsoper di Berlino (Die Zauberflöte), alla Royal Danish Opera (Tristan und Isolde), alla Bayerische Staatsoper (Don Giovanni) e alla Hamburgische Staatsoper (Cavalleria rusticana, Pagliacci). Nel 1996 ha debuttato al Covent Garden di Londra in occasione del “Gold and Silver Gala” con Placido Domingo (concerto pubblicato in CD dall’etichetta EMI), per poi tornarvi a dirigere Il barbiere di Siviglia.
Il suo debutto americano è avvenuto nel 1995 alla Los Angeles Opera con Der fliegende Holländer; successivamente è stato invitato alla Lyric Opera di Chicago (Madama Butterfly, Macbeth, Die Fledermaus), al Metropolitan di New York (La vedova allegra, Madama Butterfly)e alla Houston Grand Opera (Kat’a Kabanova). Ha inoltre diretto Tosca al Théâtre de laMonnaie di Bruxelles, Les contes d’Hoffmann all’Opéra Bastille di Parigi e alla DeutscheOper di Berlino, La forza del destino, Otello, Norma e Macbeth al Savonlinna Festival. Nelleultime stagioni, è stato impegnato in Don Carlo e Der Rosenkavalier,Trittico alla New Israeli Opera, in Tristan und Isolde e Wozzeck a Dresda, Der Rosenkavalier e Der Fliegende Holländer alla Seattle Opera e in produzioni a Monaco,Berlino e Vienna.
Ha inaugurato con Parsifal la stagione 2007/2008 del San Carlo di Napoli, ha debuttato al Teatro alla Scala con La vedova allegra; ricordiamo inoltre concerti sinfonici al San Carlo di Napoli e al Lirico di Cagliari, dove ha diretto anche Aida. È stato impegnato con la Dallas Symphony Orchestra, al George Enescu International Festival e a Londra con la London Symphony Orchestra; ha debuttato con la Berliner Philharmonisches Orchestre.
Recentemente ha effettuato concerti a Berlino, Napoli, Parma e Bologna; al Teatro dell’Opera di Roma ha diretto Falstaff, Palestrina a Monaco di Baviera, Der Rosenkavalier a Vienna, a Seattle L’Anello dei Nibelungo. Tra l’altro, la sua registrazione del ciclo wagneriano per Melba Records, è stato acclamata dalla critica internazionale e designato come “CD of the month” sia da BBC Classical che da FM Classical Magazines nel Regno Unito.
Svolge attività concertistica come pianista anche in duo con Daniel Barenboim con il quale ha eseguito La sagra della Primavera nella versione a quattro mani.
 

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