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“Assedio”: la tragedia dei Balcani in rappresentazione a Vigolzone

Sabato 18 giugno, il cortile dell’azienda agrituristica La Tosa, sulle prime colline di Vigolzone, farà da cornice allo spettacolo “Assedio”, una produzione dell’Academia de Gli Sventati di Udine.

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Sabato 18 giugno, il cortile dell’azienda agrituristica La Tosa, sulle prime colline di Vigolzone, farà da cornice allo spettacolo “Assedio”, una produzione dell’Academia de Gli Sventati di Udine. Lo spettacolo, organizzato dal Comune di Vigolzone in collaborazione con le associazioni "Culture per lo Sviluppo Locale" e "Teatro Instabile", tratta il tema della guerra nei Balcani, e lo fa utilizzando la chiave insolita dell’ironia.Tempo permettendo lo spettacolo si svolgerà all’aperto, circondati dalla bellezza e dal silenzio delle colline di Vigolzone. In caso di maltempo la rappresentazione si terrà comunque in una sala interna dell’agriturismo.
Ingresso libero, inizio spettacolo: ore 21.
Assedio è uno spettacolo di Barbara Bregant, con Serena Di Blasio e Monica Mosolo. Regia di Nicoletta Oscuro.

PRESENTAZIONE
9 novembre: “una data che ha suonato due volte nel cielo d’Europa” Paolo Rumiz

Il 9 novembre 1989 il mondo osserva, a bocca aperta e con le lacrime di commozione agli occhi, i berlinesi che abbattono il muro che li ha separati per decenni. Molti vedono in quell’evento un segno di speranza, un atto tangibile che chiude l’epoca della guerra fredda e segna l’inizio di una nuova era di pace. Una generazione intera, la nostra generazione, ha creduto, davanti al Muro in brandelli, di avere la certezza che la pace non fosse un’utopia, ma il futuro. Non passano che pochi anni da quel giorno, e sopra le nostre case e le nostre teste si sentono rombare i caccia partiti da Aviano per bombardare la Serbia e la Bosnia.

Il 9 novembre 1993 le immagini sgranate di un videoamatore mostrano un ponte, un ponte antico che univa le due sponde di una stessa città, precipitare nelle acque del fiume sottostante colpito dalle granate. Il ponte è lo Stari Most, la città si chiama Mostar.

Il 9 luglio 2008, una donna di 35 anni, Vittoria, parte con il marito per accompagnarlo in un viaggio di lavoro, una breve vacanza. Vittoria è una persona curiosa, desiderosa di conoscere posti nuovi, persone diverse. La destinazione è Sarajevo, città tristemente famosa, di cui qualche anno
prima ha tanto sentito parlare. In un fine settimana di riposo, il marito le propone una gita in un noto santuario mariano dell’Erzegovina: Medjugorje. Vittoria accetta.
Alla fine della gita, di ritorno dal santuario, durante una fermata del pullman in un’aera di sosta, Vittoria si distrae. Il pullman riparte senza di lei. Non riesce a crederci: è rimasta da sola, nel bel mezzo del niente, di sera, con il cellulare che non “prende”. Panico!
Comprensibile…! Vittoria si guarda intorno, sceglie una direzione, s’incammina, si perde… un incontro inatteso.

Con questo progetto l’Academia de Gli Sventati riunisce una drammaturga, una regista e due attrici: quattro giovani artiste che da anni portano avanti un’idea di teatro basata sulla comunicazione con il pubblico, sullo svisceramento di grandi temi che la società si trova a dover affrontare,
sui rischi e le difficoltà del provare emozioni e incertezze. Spiega l’autrice Barbara Bregant: “Cercare di parlare della guerra, della violenza e della paura utilizzando la chiave dell’ironia non è semplice, ma il desiderio quasi utopico di farlo è risultato essere una spinta così
forte che nessuna di noi è riuscita a ignorarla”.

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