Atalanta-Piacenza, gli investigatori: "Doppio livello di combine"

Escono nuovi dettagli sulla presunta combine tra Atalanta e Piacenza. Secondo gli investigatori che si occupano del caso Last Bet i giocatori del Piacenza avrebbero scommesso sulla propri sconfitta dopo essere stati corrotti da Doni. 

Escono nuovi dettagli sulla presunta combine tra Atalanta e Piacenza. A fornirli nel corso dell’interrogatorio del 4 giugno scorso con il Gip Guido Salvini è stato l`ex calciatore Gianfranco Parlato, arrestato nell`ambito dell`inchiesta sul calcioscommesse.

“L`Atalanta paga”, ha detto parlando di “40mila euro in contanti” ricevuti da Nicola Santoni, preparatore atletico dei portieri del Ravenna.
’’Paga, l’Atalanta paga, prendo dei soldi’’. Interviene il gip: "Li prende lei?". Parlato: ’’Si’’’. Gip: "Quanti ne prende?". Parlato: ’’Circa una quarantina, adesso …’’ ’’Alla fine l’Atalanta effettivamente pago’, io ho preso 40 mila euro da Santoni’’, riassumono gli investigatori a verbale.

Parlato precisa di non sapere da chi Santoni abbia ricevuto il denaro, spiegando di aver preso i soldi dallo stesso Santoni “la sera stessa della partita al casello di Modena, io ero con la mia Volkswagen e lui era già fermo con la macchina, era fuori, poi è andato a macchina a prenderli”. “Un pacchetto con dentro i contanti” precisa l`interrogato, che dichiara poi di essere andato via e la mattina seguente di aver chiamato e poi diviso il denaro con Erodiani.

“Io mi ricordo perfettamente – ha dichiarato nell’interrogatorio –  che ho diviso con Erodiani 12 mila e 500 e quindi, 25(mila, ndr), c’ho tenuto sicuramente qualcosa di più io, non ho fatto la divisione precisa”. Parlato, così come il commercialista Francesco Giannone e il medico-dentisa Marco Pirani, ha raccontato di non aver mai avuto rapporti con il capitano dell’Atalanta Cristiano Doni, che non conosce, ma solo con Antonio Santoni.

Giannone: "Atalanta – Piacenza? Una partita fatta"

E della partita del marzo scorso parla nel suo interrogatorio anche un altro degli arrestati, il commercialista Gianfranco Giannone, che spiega al Gip che "dalle informazioni che potevo avere, in sostanza Atalanta-Piacenza era già una partita fatta. L’avevano già stabilita". Giannone tira in ballo con la frase "mi era arrivata voce" anche il capitano dell’Atalanta, Cristiano Doni, che risulta tra i 28 indagati a piede libero. "Doni è uno che nell’ambiente si sa, che è uno che gioca – afferma Giannone – gioca pesante e quant’altro. Quindi, la partita di fatto l’aveva fatta lui"

"L’idea che mi ero fatto io, infatti era questa qua: che probabilmente l’Atalanta aveva parlato chiaramente con qualcuno del Piacenza e nel caso specifico credo con Gervasoni" continua Giannone, spiegando che secondo lui Gervasoni aveva dato questa informazione a Marco Paoloni (l’ex portiere della Cremonese poi passato al Benevento) e lui "la stava vendendo come una partita fatta da lui, questa era l’idea che mi sono fatto io". Il Gip domanda allora "Mentre in realtà il grosso l’aveva fatto già l’Atalanta, qualcosa del genere?" "Sì – risponde Giannone – la partita era già fatta perché avevano già giocato più di, quasi 500 mila euro su una partita che mediamente a quell’ora si giocano 200 euro". (TMNews)

Gli investigatori: “I giocatori del Piacenza hanno scommesso sulla loro sconfitta dopo essere stati corrotti da Doni”.

Escono nuovi dettagli dagli interrogatori di Cremona. Secondo gli investigatori che si occupano del caso Last Bet, in Atalanta-Piacenza è stato realizzato un doppio livello di combine”. In pratica i giocatori del Piacenza avrebbero scommesso sulla propri sconfitta dopo essere stati corrotti da Doni. 

A spiegare meglio la situazione è intervenuto lo stesso Pirani: “La partita organizzata vuol dire che i giocatori prendono i soldi o dalle squadre che vincono o dalle organizzazioni che giocano in maniera pesante su quel match”. Pirani parla di partite già combinate dalle due squadre coinvolte anche un mese prima di disputarle; fa l’esempio di partite di serie A, come Lecce-Genoa e Lecce-Cagliari, e tira in ballo ancora l’Atalanta, questa volta per la partita contro l’Ascoli. “Su Ascoli-Atalanta non ho investito nulla – ha spiegato il dentista Pirani – perché la partita veniva pagata dall’Atalanta. E onestamente per riprendere i soldi che mi doveva Sommese una parte che pagava l’Atalanta la prendevo io”.

 

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