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Le Rubriche di PiacenzaSera - UniCatt

Batterio E.coli, i consigli della Cattolica (Agraria) per difendersi

Il tema della contaminazione degli alimenti e in generale della sicurezza del sistema alimentare è ampiamente approfondito nella ricerca della facoltà di Agraria della Cattolica di Piacenza e insegnato nell’ambito dei corsi di laurea in Scienze e tecnologie agrarie e in Scienze e tecnologie alimentari: non a caso, 3 (i proff. Vittorio Rossi, Ettore Capri e Pier Sandro Cocconcelli) sono gli esperti chiamati dalla facoltà ad operare in EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare.

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E’ salito il bilancio delle vittime per il batterio E. coli che, annidato in partite di cetrioli provenienti dalla Spagna e dai Paesi Bassi, si è diffuso rapidamente in Europa, nonostante ne sia ormai  stata individuata la causa. Ancora una volta colpiti sono non solo anziani, ma anche giovani.

Da una settimana l’infezione tiene col fiato sospeso le autorità sanitarie di mezza Europa per le sue caratteristiche particolarmente veloci ed aggressive. La nuova epidemia era esplosa una decina di giorni fa nelle regioni settentrionali e si è poi estesa nel resto del Paese per allargarsi, a macchia d’olio, anche in Danimarca, Svezia, Olanda, Gran Bretagna, Svizzera, Austria e ora in Francia, dove sono stati segnalati almeno tre casi sospetti di pazienti contaminatisi col batterio fecale. Ma nessun caso è stato finora segnalato in Italia.
“Il sistema di analisi del rischio in Europa è tra i più efficienti al mondo – sottolinea Pier Sandro Cocconcelli, docente di Microbiologia della Facoltà di Agraria della Cattolica -.  Anche in questo caso il sistema di allerta rapido ha funzionato in modo adeguato, comunicando rapidamente alle autorità competenti il rischio.  Nel nostro Paese i controlli sono serrati e, con questo allarme, si sono fatti ancora più stringenti. Il ministero della Salute, oltre all’Istituto di sanità, ha allertato anche i carabinieri dei Nas. Le informazioni disponibili indicano come il lotto di cetrioli biologici contaminati con Escherichia coli enteroemorragico non sia entrato in Italia. 

Come in tutti i casi di crisi per contaminazioni da alimenti, non bisogna farsi prendere dal panico non giustificato; occorre usare le precauzioni che utilizziamo tutti i giorni, si può continuare a mangiare frutta e verdura tranquillamente lavandola accuratamente e, nel caso, sbucciandola.
“Rispetto a questo allarme, i lotti di cetrioli biologici contaminati sono stati tolti dal mercato e quindi la possibilità di contaminazione è fortemente ridotta. In generale attenzione sempre alla provenienza e attenzione alle etichette dei cibi che acquistiamo – prosegue Cocconcelli -. Bisogna ricordarsi di lavare molto bene le verdure, gli utensili di cucina, coltelli e tavolette,  ed evitare il contatto di prodotti già lavati con quelli sporchi. E’ consigliabile prima di consumare i cetrioli, togliere la buccia. E per evitare la contaminazione degli alimenti attenzione anche alla pulizia delle mani. Queste norme permettono di ridurre il rischio tossinfezione alimentare da Escherichia coli e di altri batteri patogeni ”.

Il tema della contaminazione degli alimenti e in generale della sicurezza del sistema alimentare è ampiamente approfondito nella ricerca della facoltà di Agraria della Cattolica di Piacenza e insegnato nell’ambito dei corsi di laurea in Scienze e tecnologie agrarie e in Scienze e tecnologie alimentari: non a caso, 3 (i proff. Vittorio Rossi, Ettore Capri e Pier Sandro Cocconcelli) sono gli esperti chiamati dalla facoltà ad operare in EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare.

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