“C’ho dei miei lì dentro”. Cassano, Conteh e Guzman nelle intercettazioni foto

L’inchiesta Last Bet procede spedita, oggi al via gli interrogatori. Tra gli indagati Carlo Gervasoni per Atalanta-Piacenza, nell’ordinanza (link) i nomi di altri biancorossi "interessati al risultato". La posizione del Piacenza

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L’andamento dell’inchiesta – L’inchiesta Last Bet che sta scuotendo il mondo del pallone procede spedita e si allarga in molteplici direzioni. Alle 18 partite incriminate se ne aggiungeranno presto altre 15 che sono sub judice, secondo quanto riferito dai magistrati della procura di Cremona. E sembra che potrebbe anche abbracciare la serie A (tre partite) e alcuni calciatori di primissimo piano. Ovviamente si muove anche la giustizia sportiva: ieri il procuratore Figc Stefano Palazzi ha sollecitato l’invio degli atti dalla Procura di Cremona per le iniziative investigative sportive sulle 18 gare sotto indagine. Decisivi i tempi dell’inchiesta sportiva, che secondo le ipotesi più accreditate dovrebbe concludersi entro fine luglio per consentire una regolare programmazione dei prossimi campionati.

Questa mattina il via alla prima fase degli interrogatori delle 7 persone arrestate, tra cui Beppe Signori (nella foto tratta dall’ordinanza del Gip di Cremona: Beppe Signori in via Ugo Bassi a Bologna dopo l’incontro per aggiustare il match Atalanta-Piacenza) , i cui legali hanno già fatto sapere che la condotta di difesa sarà quella di non rispondere. Poi si passerà alla fase successiva, quella che riguarda i 28 indagati, fra i quali ci sono il capitano dell’Atalanta Cristiano Doni, gli ascolani Micolucci e Sommese, l’ex giocatore Stefano Bettarini e, purtroppo, il giocatore del Piacenza Carlo Gervasoni. Nel frattempo le code dei vari campionati, vale a dire i playoff (ieri Reggina-Novara 0-0 e Padova-Varese 1-0) e playout si disputeranno regolarmente, nonostante la richiesta avanzata dall’ad biancorosso Riccardi, secondo il quale non vi è la necessaria serenità. IL NUOVO SCANDALO CALCIO SCOMMESSE RICCARDI: FERMATE I PLAYOUT

ANCHE I MONOPOLI DI STATO SEGNALARONO ATALANTA-PIACENZA COME GARA “ANOMALA” – Dodici di serie B e piu’ o meno una ventina di Lega Pro. In totale, circa 37 gare, nel corso della stagione 2010/2011 sono arrivate sui tavoli della procura federale della Figc su segnalazione dei Monopoli di Stato attraverso il sofisticato meccanismo di controllo, il ’Robocop’, che monitora i flussi di qualsiasi tipologia di scommessa inserita nei palinsesti di gioco sul calcio’’. Lo riferisce in una nota l’Agipronews alla luce del nuovo scandalo scommesse che ha investito il calcio italiano. Le segnalazioni, spiega Agipronews, sono scattate ’’a fronte di picchi di danaro scommesso fuori della norma e relativo abbassamento repentino delle quote’’ ma ’’non tutte le segnalazioni sui movimenti di gioco relativi ai vari ’segni’ di giocata, dall’1X2, all’Under/Over, al risultato esatto, hanno trovato riscontri tangibili con gli esiti delle partite’’.

’’In alcuni frangenti – aggiunge Agipronews – la segnalazione ha avuto riscontro pieno, come nel caso di Atalanta-Piacenza, finita nel faldone dell’inchiesta su ’Scommessopoli’. Il match dello scorso 19 marzo sul quale la procura federale della Figc aveva aperto un fascicolo su segnalazione dei Monopoli di Stato su flussi anomali di scommesse: dopo aver verificato un’insolita concentrazione di giocate (nell’ordine di centinaia di migliaia di euro) sul segno ’1’ e sulle tipologie ’Primo tempo/finale’e ’Primo tempo 1X2’. In entrambi i casi, gli scommettitori avevano puntato quasi esclusivamente sull’Atalanta vincente anche nella prima frazione di gioco (3-0 alla fine del primo tempo, risultato poi definitivo). I Monopoli avevano inviato in via Allegri, nella serata di venerdi’ 18 marzo, 24 ore prima della partita, la segnalazione su flussi anomali sulla vittoria dell’Atalanta’’. (Asca)

Il ruolo di Gervasoni – Il difensore biancorosso risulta tra gli indagati ed è stato denunciato dalla Procura di Cremona, convinta che facesse sicuramente dell’illecito per aggiustare l’esito della partita Atalanta-Piacenza del 19 marzo 2011, indirizzandola sull’UNO e sull’OVER (almeno 3 gol). Il suo nome (“il Gerva”) viene più volte tirato in ballo nelle decine di telefonate intercettate dagli inquirenti, sempre da terze persone, cioè da coloro che tiravano le fila dell’assurdo teatrino: gli ex giocatori Scarlato e Bellavista e gli organizzatori Erodiani e Giannone. La partita, per la cronaca, finì 3-0, e la prestazione di Gervasoni fu non proprio all’altezza (LA PAGELLA DI ATALANTA-PIACENZA). Sempre dalle intercettazioni di terzi, e mai dalla voce del giocatore interessato, si deduce che Gervasoni stesso puntò 10.000 € sulla sconfitta del Piace. Inoltre, da una conversazione tra due faccendieri, emerge come Gerva non fosse nuovo al sistema: il tentativo del giocatore biancorosso di alzare la posta, chiedendo ulteriori soldi, viene fatto rientrare ricordandogli come nel passato a Cremona fosse sempre filato tutto liscio (“Ma tu parli direttamente con loro?” “Si, si, con il Gerva” “Ho capito…” “Gli ho detto, Gerva, scusa un pò… ma t’avanzi qualcosa da me è sempre andata bene quando stavi a Cremona non gli hai pigliati tutti?). L’ORDINANZA INTEGRALE E TUTTE LE INTERCETTAZIONI L’UOMO CHE FECE RIMPIANGERE BINI, CHI E’ CARLO GERVASONI

Gli altri nomi dei biancorossi – Diverse conversazioni intercettate fanno riferimento al coinvolgimento di diversi giocatori nella presunta combine tra Atalanta e Piacenza: “Il Gerva…ma io so che comunque sono quasi tutti eh…”, e ancora  “Stavo guardando il sito del Piacenza a vedere se c’è qualche defezione…tutto a posto”. Incredibile questo passaggio: “C’ho dei miei che giocano lì, il Piacenza va a perdere…al cento per cento…sono sei giocatori” “eh la madonna (che ovviamente è un’imprecazione e non un riferimento al mister del Piacenza, ndr) è una news, non sapevo niente di questa cosa quà del Piacenza” “E io c’ho i miei dentro lì”. Per finire: “Sono quattro giocatori che ho: un portiere, due difensori e l’attaccante”. L’ordinanza (pubblicata dall’Ansa) della Procura di Cremona, a pag. 420, riferisce che “Lo stesso Erodiani riferiva che l’avvenuto accordo tra le due formazioni calcistiche l’aveva riscontrata vista l’intenzione di Gervasoni Carlo di puntare 10.000 € a suo nome sulla vittoria dell’Atalanta. Continuando nella conversazione i due soggetti indicavano i nominativi dei calciatori del Piacenza interessati al risultato tra cui Conteh (nella trascrizione Conte, ndr), Cassano e Guzman”. Un portiere (Cassano), due difensori (Gervasoni e Conteh, che peraltro non giocò) e l’attaccante (Guzman). tutto quadra. Vale la pena sempre ricordare che i nomi dei giocatori, peraltro non indagati, compaiono nelle intercettazioni di conversazioni tra persone terze, e che mai compare la loro voce nelle varie (30 pagine di ordinanza) telefonate. QUELLA STRETTA DI MANO HA SPEZZATO UN SOGNO

Catinali e quelli di Ancona – Discorso a parte merita Edoardo Catinali, che non partecipò al match di Bergamo in quanto infortunato. Nelle conversazioni il suo nome, storpiato in “Casinari” non si sa se per errore o se in segno di scherno, compare come elemento da non coinvolgere in quanto inaffidabile: “Non ci sta di mezzo..mo ti faccio un nome.. Casinari?” “no no no” “..è un deficiente proprio eh..” “mi sa che Casinari non gioca” “meglio, perchè dopo Casinari ci può arrivare pure Ancona, e io ad Ancona non gli ho detto niente” “appunto, è per quello che ti sto facendo il suo nome…perchè dopo i giri sono sempre gli stessi, capito…”. Inquietante l’ultimo passaggio, che lascerebbe supporre una certa familiarità del centrocampista biancorosso con un’altra cellula dell’organizzazione, quella di Ancona, che non era stata coinvolta nella combine.

Quali conseguenze per il Piace – Al di là della scontata estraneità della società, la posizione del Piacenza è delicata. Anche se il club è estraneo ai fatti, risponde dell’operato dei tesserati: se verrà accertato che uno o più tesserati hanno alterato la regolarità delle competizioni a cui hanno preso parte la società sarà penalizzata per responsabilità oggettiva. Il codice di giustizia sportiva parla chiaro soprattutto nel caso la società si avvantaggi indirettamente dell’illecito: «Le società sono presunte responsabili degli illeciti sportivi commessi a loro vantaggio da persone a esse estranee», si legge sul regolamento all’articolo 4. Chiarisce l’avvocato Mattia Grassani, esperto in materia: «Laddove le società abbiano tratto beneficio da situazioni illecite dovute a tesserati e soggetti terzi, ne consegue anche una responsabilità che può essere oggettiva o diretta e può portare a sanzioni che vanno dal minimo di una penalizzazione al massimo di una retrocessione». E visto che nello sport l’onere della prova è ribaltato rispetto alla giustizia ordinaria, spetterebbe ai club dimostrare la totale estraneità all’illecito. Meno chiara, e certamente meno grave, la responsabilità oggettiva della società nel caso in cui, come nella partita ad oggi finita sotto indagine (Atalanta-Piacenza 3-0),  la società subisce un danno dal punto di vista sportivo a causa della condotta dei suoi tesserati, tanto da dichiararsi parte lesa. Ma la situazione è in continua evoluzione, e la posizione del Piacenza rischia di diventare più problematica con l’eventuale inserimento nelle indagini di altre partite, prima tra tutte quell’Albinoleffe-Piacenza 3-3 su cui erano state sospese le giocate alla vigilia. Inoltre, dalle intercettazioni si delineerebbe per alcuni tesserati del Piacenza un coinvolgimento organico al sistema finito sotto inchiesta. “Lì ho dei miei”, frase riferita alla squadra biancorossa da uno dei boss dalla banda: parole pesanti come un macigno.

L’eventuale penalizzazione – Nella peggiore delle ipotesi, nel caso venisse appurata la condotta illecita di uno o più suoi tesserati, il Piace potrebbe essere punito per la responsabilità oggettiva. Nei casi più recenti, che riguardano Modena, Ravenna e Arezzo, sono stati assegnati dai 4 ai 7 punti di penalizzazione. Due le ipotesi: penalizzazioni a valere sul campionato ancora in corso oppure penalità da scontare il prossimo anno, con la prima ipotesi molto più probabile. Vale la pena ricordare che, classifica alla mano, al Piace sarebbero sufficienti due punti di penalizzazione da scontare nel campionato in corso per essere condannato alla retrocessione in Lega Pro: i biancorossi sarebbero declassati a quota 44, e di conseguenza il distacco di 5 punti dall’Albinoleffe (49 punti) li condannerebbe alla retrocessione diretta, rendendo inutili i playout. Diverso ovviamente sarebbe il discorso nel caso che anche i bergamaschi fossero coinvolti, proprio per la chiacchierata sfida del girone di andata, finita 3-3 dopo una segnalazione su un quantitativo anomalo di giocate sul segno X. Ma l’inchiesta coinvolge anche Ascoli, in un modo piuttosto pesante con un ruolo di primo piano per Micolucci e Sommese, e Sassuolo, a causa dell’adoperarsi di Quadrini e forse alcuni compagni per aggiustare la trasferta di Siena, finita 4-0 per i toscani. Insomma l’esito dell’inchiesta è tutt’altro che scontato. Non rimane che attendere, riponendo fiducia nelle indagini e nel decorso della giustizia sportiva.

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