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Confagricoltura, in campo contro la crisi della suinocoltura

La scorsa settimana, si è tenuta, nella sede piacentina dell’Associazione, la prima riunione programmatica per recepire le allarmate indicazioni pervenute dagli allevatori.

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Confagricoltura scende in campo per raccogliere le istanze dei suinicoltori e programma incontri settimanali d’aggiornamento, confronto e organizzazione. La scorsa settimana, si è tenuta, nella sede piacentina dell’Associazione, la prima riunione programmatica per recepire le allarmate indicazioni pervenute dagli allevatori e reagire con un chiaro segnale all’atteggiamento della rappresentanza dei macellatori che aveva disertato una CUN di Mantova per la determinazione del prezzo delle carni suine.

Sono diverse le proposte che Confagricoltura sta attuando, a tutti i livelli, per superare la permanente e pressante crisi del settore.  A maggio l’Associazione aveva convocato a Roma gli stati generali della suinicoltura, conseguentemente è stato dichiarato lo stato di crisi. Giovanna Parmigiani, Presidente della Sezione Carni bovine e suine di Confagricoltura Piacenza, ha più volte ribadito la necessità di un piano di settore e d’interventi urgenti, anche di tipo finanziario, per l’abbattimento dei costi produttivi e l’agevolazione dell’accesso al credito. Misure immediate a cui si aggiunge il progetto di un’interprofessione che sta sempre più prendendo forma. “A livello locale – spiega Parmigiani – ci stiamo attivando per concretizzare il progetto interregionale, fortemente sostenuto da Confagricoltura Emilia-Romagna, della costituzione di un organismo interprofessionale e nei giorni scorsi abbiamo invitato tutti gli allevatori a dare la propria adesione.  E’ necessario, infatti, creare rapporti di filiera più sereni e costruttivi per meglio tutelare le produzioni locali e l’aggregazione e l’organizzazione dell’offerta sono passaggi obbligati se vogliamo lavorare in tal senso”.  Confagricoltura ritiene inoltre elemento sostanziale la revisione del decreto ministeriale 21 settembre 2005 (“decreto salumi”) il cui articolato oggi accomuna, sotto un’unica e generica denominazione, produzioni tra loro profondamente diverse per origine, qualità e lavorazione della materia prima generando, di fatto, disinformazione nel consumatore.  Le voci dei suinicoltori piacentini, intervenuti numerosi all’appuntamento, si uniscono al coro dei produttori lombardi, con i quali si stanno creando sinergie, anche nella richiesta di una maggior difesa delle produzioni di origine locale all’interno dei Consorzi di difesa.  “Confagricoltura – conclude Parmigiani – si sta facendo portatrice delle indicazioni dei produttori che da un lato rendono improcastinabile una revisione del “decreto salumi” ad oggi lacunoso, dall’altro delineano, nell’immediato futuro, il ruolo di coordinamento della filiera in capo ad un ente terzo per la corretta gestione delle relazioni commerciali”.

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