Direttiva nitrati, Confagricoltura: "Ancora costi per le aziende"

Confagricoltura Piacenza torna sul tema della direttiva nitrati. “Non più di un mese fa – ricorda Luigi Sidoli Direttore di Confagricoltura Piacenza – abbiamo espresso soddisfazione per lo schema d’accordo approvato dalla Conferenza Stato-Regioni per la predisposizione, entro l'anno, di uno studio finalizzato all'aggiornamento delle zone vulnerabili da nitrati e alla definizione dei carichi inquinanti attribuibili ai diversi settori civili e produttivi

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DIRETTIVA NITRATI: ANCORA COSTI PER LE AZIENDE AGRICOLE
Sidoli: la nuova direttiva rischia di mettere al muro altre imprese (comunicato stampa)

Confagricoltura Piacenza torna sul tema della direttiva nitrati. “Non più di un mese fa – ricorda Luigi Sidoli Direttore di Confagricoltura Piacenza – abbiamo espresso soddisfazione per lo schema d’accordo approvato dalla Conferenza Stato-Regioni per la predisposizione, entro l’anno, di uno studio finalizzato all’aggiornamento delle zone vulnerabili da nitrati e alla definizione dei carichi inquinanti attribuibili ai diversi settori civili e produttivi”.  Su questo fronte sembra dunque che ci sia l’intenzione di garantire un sistema di rilevazione idoneo a quantificare il peso delle altre fonti d’inquinamento, come quella civile, al fine di evitare che le cause dell’eutrofizzazione siano attribuite ingiustamente e totalmente al settore agricolo e si concentrino, solo su di esso, tutti gli aggravi normativi e tecnici.  “La nostra azione sindacale – commenta Sidoli – sta portando a buoni risultati, ma la questione relativa alla gestione degli effluenti zootecnici merita una maggiore attenzione al fine di evitare che una risorsa per l’agricoltura italiana, si trasformi in un problema, attraverso normative restrittive che ne ostacolano l’utilizzazione agronomica. La nuova direttiva nitrati, in via di approvazione, poi, è fonte di grande preoccupazione perché contiene alcune novità per gli allevatori tra cui la più importante è, senz’altro, il divieto di spandimento dei reflui zootecnici (liquame) dal 1 novembre al 31 gennaio, senza possibilità di avere deroghe da parte della Provincia. Nella legge attualmente in vigore è già previsto che dal 2 febbraio 2012 tutti gli allevamenti da latte debbano avere una capacità di stoccaggio del liquame di 120 giorni. I due provvedimenti, assommati, rischiano davvero di creare problemi ai nostri allevatori che si vedono interdetta la possibilità di spandimento per periodi di tempo troppo lunghi. Le nostre aziende, quelle che non hanno gettato la spugna in questi anni di crisi profonda, non sono in condizione, nell’immediato, di far fronte anche ad ulteriori gravosi investimenti strutturali per adeguare le vasche di stoccaggio. Non si può continuamente chiedere all’agricoltura di essere un settore virtuoso, da un lato, senza supportarla, dall’altro, con adeguate misure di sostegno”. Per discutere di questi problemi Confagricoltura Piacenza organizza una riunione tecnica, aperta a tutti gli allevatori associati, martedì 7 giugno alle ore 19.00 presso la propria sede al Palazzo dell’Agricoltura di Piacenza.  Interverranno: Guido Zama e Sergio Fiocchi, rispettivamente Direttore e Funzionario tecnico di Confagricoltura Emilia-Romagna. Alle 18.00 dello stesso giorno, presso la stessa sede, si terrà un incontro organizzato dalla Sezione carni bovine e suine dedicato agli allevatori di suini, particolarmente oppressi dalla grave situazione di crisi del settore, per parlare d’interprofessione.
 

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