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Fermati prima del colpo in banca: in manette "professionisti" della rapina foto

Un colpo pianificato per settimane nei minimi dettagli. A mandare a monte l’intero piano l’intervento dei carabinieri del nucleo investigativo che ha permesso di catturare due pericolosi malviventi poco prima di una rapina all’Unicredit di Roveleto di Cadeo.
 

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Un colpo pianificato per settimane nei minimi dettagli: continui appostamenti, dipendenti seguiti per studiarne orari e abitudini, fino ai “lavori” all’interno di un sottoscala che avrebbero consentito loro di accedere all’interno della banca cogliendo tutti di sorpresa. A mandare a monte l’intero piano l’intervento dei carabinieri del nucleo investigativo guidati dal capitano Rocco Papaleo che, come già riportato ieri, ha permesso di catturare due pericolosi malviventi poco prima di una rapina alla filiale dell’Unicredit di Roveleto di Cadeo.
 
Si tratta di V. P., 55 anni nato in provincia di Asti e residente a San Nicolò, e A.N., 54enne originario della provincia di Bari e residente a Piacenza. Entrambi autisti, hanno alle spalle diversi precedenti sempre per rapina e il loro nome è legato a fatti di sangue avvenuti nel torinese. I militari erano sulle loro tracce da mesi, nel corso di un’indagine partita a seguito di altre due rapine avvenute nel piacentino, a Cortemaggiore e Carpaneto.
 
Lunghi appostamenti e pedinamenti hanno portato a scoprire che la coppia si apprestava a colpire a Roveleto, utilizzando una tecnica già sperimentata con successo nella rapina di Carpaneto: l’idea era quella di accedere all’interno dell’istituto passando dal sotterraneo dello stabile. Nei giorni precedenti, dopo aver praticato un foro in una parete, erano riusciti a staccare un pannello (utilizzando un flessibile all’interno di uno scatolone per attutirne il rumore) all’interno del locale adibito ad archivio, attraverso il quale sarebbero arrivati direttamente alle casse. Pannello che era stato fissato con alcune calamite per evitare che qualcuno si accorgesse di quanto stava accadendo.
 
Ieri, nel corso dell’ennesimo appostamento, i carabinieri hanno capito che i due rapinatori sarebbero entrati in azione quello stesso pomeriggio. Contavano infatti di trovare le casse piene a seguito della consegna di denaro del furgone portavalori. E in effetti la coppia, armata di cutter e con i volti coperti da passamontagna, si è mossa intorno alle 17, poco dopo l’orario di chiusura: i militari hanno circondato la zona bloccando i malviventi mentre si accingevano ad utilizzare il loro particolare percorso. Uno dei due ha tentato di reagire, ma è stato fermato dopo una breve colluttazione. Addosso avevano anche alcune fascette con le quali avrebbero legato il direttore e i due impiegati presenti in quel momento.
 
“Tutto si è svolto mettendo in atto un ampio dispositivo di sicurezza – ha spiegato Papaleo – per evitare qualunque coinvolgimento delle persone all’interno della banca o di eventuali passanti”.
 
I due malviventi avevano già pianificato nei dettagli anche la loro fuga, posizionando nelle vicinanze una Lancia Lybra, risultata rubata: si sarebbero poi divisi per rientrare a Piacenza separatamente.
 
Condotti in carcere dovranno ora rispondere di tentata rapina, porto abusivo di oggetti atti all’offesa, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Gli inquirenti sospettano che i due siano legati, direttamente o come basisti, ad altri colpi avvenuti nel piacentino e non solo.
 
 
“Un’operazione importante conclusa in modo encomiabile e frutto di un’incessante attività di controllo del territorio – ha commentato il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Paolo Rota Gelpi, complimentandosi con gli uomini del nucleo investigativo – non solo è stato sventato un reato, ma sono stati assicurati alla giustizia due pericolosi malviventi”.
 

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