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Manifattura, giovani, Expo, le parole d’ordine di Bolzoni  foto

Il commosso passaggio di consegne con Sergio Giglio, un forte richiamo alla tradizione manifatturiera della nostra città, la questione giovanile e del ricambio, e l’Expo 2015 con il progetto Piacenza-Milano in 30 minuti. E’ stata densa di temi e di significati la prima assemblea di Confindustria Piacenza da presidente di Emilio Bolzoni.

Il commosso passaggio di consegne con Sergio Giglio, un forte richiamo alla tradizione manifatturiera della nostra città, la questione giovanile e del ricambio, e l’Expo 2015 con il progetto Piacenza-Milano in 30 minuti. E’ stata densa di temi e di significati la prima assemblea di Confindustria Piacenza da presidente di Emilio Bolzoni.

Nel salone degli arazzi della Galleria Alberoni, tutto il gotha dell’economia e della politica locale era presente per ascoltare i discorsi del nuovo vertice dell’organizzazione, il congedo di Sergio Giglio, e l’ospite Diana Bracco, la presidente del progetto speciale Expo 2015, intervistata da Giampaolo Schiavi del Corriere della Sera.

Bolzoni ha letto un discorso forte e netto: “Le nostre aziende stanno pagando – ha sostenuto – il prezzo di una crisi che non hanno provocato, quella della cattiva finanza. Il futuro non è da subire, ma occorre interpretarlo. Per la nostra città e il nostro territorio non si può che ripartire dalla tradizione manufatturiera. Una tradizione insciritta nella nostra storia e che occorre confermare e rilanciare, per questo occorre una seria politica industriale”. Bolzoni ha posto con chiarezza la questione giovanile: “Troppi della mia generazione hanno compromesso il futuro dei giovani per garantire se stessi. In questa sala siamo in troppi over 50. Il minimo che possiamo fare è stare al fianco dei giovani che vogliano intraprendere la scelta imprenditoriale con un progetto specifico di sostegno, di cui si occuperà Consuelo Sartori”. 

Su Expo 2015 Bolzoni ha ripreso il tema dei collegamenti con Milano: “Nella rete di collegamento della metropoli milanese con i centri nel raggio di 60 km l’unica eccezione è quella di Piacenza: la linea prevista si ferma a Lodi. E’ una carenza inaccettabile: la possibilità di raggiungere Milano in 30 minuti cambierebbe la vita a molti piacentini, per questo lavoreremo a questo progetto nei prossimi anni”. 

Sergio Giglio nel suo discorso di congedo ha ripercorso le tappe del suo mandato di sei anni alla guida di Confindustria Piacenza. Da sottolineare alcuni passaggi, come quando ha voluto ringraziare tutti i rappresentanti delle istituzioni locali e si è rivolto in particolare al sindaco Reggi: “Non sono mancati i momenti di attrito, ma non è mai venuta meno la stima”. Giglio ha ricordato la fase particolarmente difficile per l’economia locale: “Nel 2010 sono state chieste 8 milioni di ore di cassa integrazione, un numero mai raggiunto in passato”. Poi la commozione ha preso il sopravvento quando ha ringraziato la propria famiglia”.  

Piacenza e l’Expo, Bracco: “La città deve avere un ruolo importante”

Piacenza può e deve avere un ruolo importante per Expo 2015. Lo ha detto Diana Bracco, presidente del progetto speciale Expo 2015, che ha risposto alle domande del giornalista Giangiacomo Schiavi. “Attraverso Milano – ha sottolineato – tutta l’Italia deve godere di questa grande opportunità, a partire dai centri logisticamente più vicini, come appunto Piacenza, che può far valere la sua posizione a livello di ricettività alberghiera e da qui partire per mettere il mostra il suo patrimonio artistico, culturale e enogastronomico”.

“Expo deve essere catalizzatore e acceleratore a livello di infrastrutture e di innovazione. Per questo stiamo realizzando una piattaforma digitale in cui operatori ed espositori potranno scambiassi informazioni e progetti” Sui tempi e sui ritardi, Bracco ha spiegato che a luglio partiranno le prime gare e a settembre le ruspe arriveranno sui terreni dell’Expo.

Ma nell’era digitale e di internet qual è il senso di una manifestazione come l’Expo? “A Milano esporranno 135 paesi – ha risposto Bracco – è un evento in grado di creare un aumento di Pil già da subito, che sarà consolidato dai flussi di turisti previsti che non si fermeranno al 2015. Importante è che nei padiglioni si riescano a raccontare storie attrattive non soloper le famiglie ma anche per gli operatori di mercato”.

 

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