Quantcast

"Non siamo noi gli autori delle scritte contro i disabili"

Gli studenti del "vicinato solidale" rispondono con una lettera alle accuse dopo le scritte apparse in via Neve. "Condanna per il gesto, da tempo siamo a fianco di anziani e disabili" . 

Più informazioni su

Di seguito pubblichiamo la lettera che gli studenti del " vicinato solidale" hanno prodotto in una partecipata assemblea convocata in merito alle scritte contro i disabili apparse nel condominio di via Neve.

La cronaca locale ha dedicato ampio spazio alla comparsa di scritte offensive nei confronti di disabili all’interno dell’area compresa fra Via Neve e Via Confalonieri.

La mano che ha prodotto quelle scritte – lo diciamo subito in modo chiaro – ha compiuto un gesto incivile  che tutti noi condanniamo con fermezza.

Con altrettanta forza vogliamo tuttavia dire anche di aver provato vera indignazione per il modo in cui tale fatto è stato riportato, con interviste ed interventi quasi a senso unico, leggendo i quali era facile tirare la conclusione che fossimo noi studenti i più probabili (e vigliacchi) autori delle scritte.

Abbiamo dovuto constatare come, accanto alla semplice notizia di cronaca, si è deciso di dare risalto ad una presunta lotta tra noi studenti che occupiamo gli appartamenti di ACER ed i disabili presenti all’interno di questo piccolo e particolare campus.
Noi non ci sentiamo in conflitto con nessuno e desidereremmo solamente che fosse così per tutti, e vogliamo denunciare come un atto di vandalismo ed intolleranza sia stato preso a pretesto per una campagna di critica e demolizione strumentale, finalizzata, forse, a far naufragare il progetto condiviso tra il Comune di Piacenza, Politecnico e ACER con il nome di “ vicinato solidale”.
È infatti significativo che nessuno della nostra comunità (siamo in 18) sia stato ascoltato. A nessuno di noi, anche nei giorni seguenti, è stato chiesto un parere sulla vicenda, eppure non sarebbe stato difficile farlo. Quantomeno sarebbe stato corretto concederci un “diritto di replica”.

Sia chiaro che non intendiamo rispondere direttamente a chi,  da tempo, ha interesse a rappresentare una realtà insostenibile e parlare di una convivenza impossibile, raccontando un clima avvelenato di maleducazione di cui le scritte comparse sarebbero la “ goccia che fa traboccare il vaso”; vogliamo invece  ricordare che un clima positivo e di integrazione si costruisce su un minimo di tolleranza e di rispetto, da tutte le parti coinvolte; vogliamo soprattutto dire che non ci riconosciamo nel solito identikit di giovani con scarso riguardo nei confronti della società, delle regole, delle persone.

Siamo studenti del Politecnico, le nostre famiglie fanno sacrifici per noi ed il nostro obiettivo è quello di laurearci qui a Piacenza, il prima possibile, e per questo lavoriamo duramente. Se ci fosse stato chiesto qualcosa, avremmo spiegato che la nostra vita è molto diversa dalla rappresentazione data di continue serate con amici, feste a ripetizione, bagnate da fiumi di alcool.
Da tempo stiamo cercando di essere il più possibile attenti nel non recare disturbo, proprio per evitare quei motivi d’attrito che possono sorgere fra gruppi di persone che hanno esigenze e ritmi di vita anche assai diversi.

Peraltro alcune  delle contestazioni che ci siamo sentiti rivolgere, in questi mesi, non hanno riguardato affatto il problema delle serate “rumorose”, ma una serie di aspetti di vita quotidiana per i quali non possano essere addotte presunte violazioni del regolamento condominiale.

Nessuno ha voluto provare a descrivere con un minimo di cura l’impegno che noi portiamo avanti, chi da qualche mese, chi da anni, per assistere e migliorare la vita di anziani e disabili, altrimenti soli, aiutandoli nello svolgimento di piccole commissioni o accompagnandole per una passeggiata  quando la stagione lo consente.

Quanto facciamo trova un preciso riscontro nei controlli e nella valutazione che viene data sul nostro operato, oltreché nella nostra coscienza.

Se non volete chiedere a noi, potreste interpellare i 14 utenti, che nel centro storico della città hanno scelto di avvalersi del Vicinato o alle responsabili  della Casa Protetta “Immacolata di Lourdes” e del centro ricreativo per anziani Faxall, presso la Madonna della Bomba.
Anche noi studenti, al di là dell’obbligo contrattuale delle tre ore di servizio settimanale, impariamo a vivere quest’esperienza come un arricchimento, come un’occasione – pur nella sua semplicità – di confronto e di crescita con realtà molto differenti.

E allora quale delle due?
Da un lato studenti che scelgono liberamente di partecipare a questo progetto e che scelgono ogni anno di restarvi: se  fossimo davvero maldisposti (come pure è stato detto) non si potrebbe rimanere a lungo in una realtà come questa.

Dall’altro, la vergogna delle scritte apparse sui muri.
Di giorno apprezzati “volontari” e di notte vandali ed incivili? A voi il giudizio.
 

 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.