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Profughi, dalla Regione un “patto di accoglienza”. A Piacenza 27 nuovi arrivi

Percorsi personalizzati, orientamento, accompagnamento ai servizi, insegnamento della lingua italiana, tirocini formativi: dalla Regione un “Patto di accoglienza” per i migranti provenienti dal nord Africa. A Piacenza previsti 27 nuovi arrivi.

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Oltre al cibo, all’alloggio e ai vestiti, anche l’orientamento, l’informazione legale, la mediazione linguistica culturale. Così come l’accompagnamento ai servizi socio-sanitari, educativi e di integrazione sociale, compreso l’insegnamento della lingua italiana, e i tirocini formativi. Da una prima accoglienza “emergenziale” si passa quindi a una più personalizzata, secondo un vero e proprio patto con cui si specificano gli “interventi minimi” che devono essere garantiti dalle strutture a chi richiede la protezione internazionale. E’ quanto ha stabilito la cabina regionale di regia con un apposito documento di indirizzo.
 
A oggi sono circa mille le persone accolte in Emilia-Romagna a partire da metà aprile 2011, nell’ambito dell’accordo nazionale cui hanno aderito tutte le Regioni per la gestione dell’emergenza libica. Sulla base dei criteri stabiliti dalla cabina di regia regionale e delle intese con le Province e i Comuni, in raccordo con le Prefetture, sono state individuate le strutture di accoglienza appositamente convenzionate (oltre 100, in circa 75 Comuni) e le rispettive destinazioni. Accanto alla rete dei Comuni Sprar, dunque, già consolidata da tempo, presente in Emilia-Romagna in tutte le province per circa 300 posti complessivi – per far fronte ai nuovi arrivi è stata attivata una rete regionalecon strutture pubbliche e private, della Caritas, degli enti diocesani e dell’associazionismo del terzo settore. Una rete ampia, coerente con la scelta della Regione Emilia-Romagna e degli enti locali di distribuire in modo equilibrato e diffuso le presenze. Secondo la pianificazione effettuata, il territorio piacentino accoglierà 102 migranti, dei quali 75 già presenti. 
Con questa rete ora si concorda di garantire – oltre all’accoglienza già in essere – gli “interventi minimi”, individuati dalla cabina regionale di regia, che possono essere ricompresi nel contributo massimo giornaliero di 40 euro lordi a beneficiario. L’obiettivo è realizzare percorsi effettivi di integrazione.
 
Sarà l’Agenzia regionale di protezione civile soggetto attuatore per la gestione di tutte le attività di accoglienza in Emilia-Romagna dei migranti dal nord Africa richiedenti asilo oppure titolari del permesso temporaneo (articolo 20 Testo Unico in materia d’immigrazione) – a tradurre operativamente nei prossimi giorni il documento di indirizzo della cabina di regia, anche attraverso le apposite convenzioni già stipulate con gli enti locali e il terzo settore.
 
Saranno quindi le strutture di accoglienza, in accordo con gli enti locali del territorio, a condividere (in qualità di “soggetto gestore”) e a sottoscrivere con i migranti il “patto”, in cui si impegnano a garantire l’accoglienza e gli interventi minimi, mentre i beneficiari a loro volta assicureranno una permanenza attiva e partecipativa. Le strutture comunicheranno periodicamente all’Agenzia regionale di protezione civile gli interventi realizzati e le spese sostenute.  Nella tabella il piano di divisione per province
 

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