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Rifiuti campani a Piacenza, botta e risposta Lega – Pd

Botta e risposta tra Lega Nord e Pd sulla questione dello smaltimento dei rifiuti campani e sull’eventualità che parte di essi arrivino in Emilia e a Piacenza. Bergonzi: "Piacenza può fare la sua parte". La replica: "Proposta irricevibile".

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Botta e risposta tra Lega Nord e Pd sulla questione dei rifiuti di Napoli. E’ stato il deputato del Carroccio Massimo Polledri a presentare un’interrogazione urgente in consiglio comunale sollevando il tema, dopo che “il neoeletto Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, prima ancora del suo insediamento ufficiale ha dichiarato di aver già pronto un accordo con le altre regioni italiane per trasferire nuovamente i rifiuti solidi urbani prodotti nel Capoluogo campano”.

“La Regione Emilia-Romagna ha, in più occasioni, accolto i rifiuti provenienti dalla Campania smaltendoli e stoccandoli all’interno dei propri termovalorizzatori e delle proprie discariche – scrive Polledri nell’interrogazione – una disponibilità che non ha mai sortito gli effetti desiderati circa la gestione dei rifiuti solidi urbani partenopei”.

“Un’eventuale ennesima disponibilità da parte della nostra regione – prosegue – continuerà ad alimentare l’inefficienza amministrativa alla radice del problema”. Per questo Polledri chiede a sindaco e Giunta come intenda agire nell’ipotesi di nuove richieste in questo senso.
 
Bergonzi (Pd): “Rifiuti campani all’inceneritore, Piacenza potrebbe fare la sua parte”

Sulla vicenda è intervenuto anche Marco Bergonzi. “E’ noto che il termovalorizzatore – spiega in una nota il capogruppo del Pd in Provincia – per funzionare in maniera ottimale, mantenendo le emissioni a livelli trascurabili, necessiti di una temperatura di esercizio  che rimanga all’ interno di parametri stabiliti. Quindi ha bisogno di essere alimentato in base alla propria "capacita’".  Paradossalmente se manca la "materia prima", occorrerebbe bruciare gas metano, con un duplice negativo effetto : anzichè produrre energia eliminando rifiuti, si va consumare a vuoto un fonte energetica per "tenere il forno in temperatura".

“Altro paradosso (questo nazionale) é che una delle principali città d’Italia è sepolta dalla spazzatura ( il che crea un grande danno all’immagine al nostro Paese e quindi anche a noi) e poi vi siano impianti come il nostro, che sarebbero perfettamente in grado di aiutare a risolvere un problema vergognoso senza alcun pregiudizio in termini di inquinamento, ma anzi con vantaggi anche economici (il conferimento non sarebbe gratuito).

Tralascio la motivazione, che purtroppo per taluni (Lega Nord in primis) è inesistente, di un elementare dovere di solidarietà nazionale, ma ricordo che Piacenza stessa, prima di raggiungere l’ autosufficienza, ha portato parte dei propri rifiuti al sud. Pertanto personalmente ritengo che Piacenza possa, anzi dovrebbe fare la sua parte: ci farebbe onore offrire, per un determinato periodo di tempo, una parte della capacità  residua dell’ inceneritore (es. 10.000 tonnellate per 6 mesi), per contribuire ad alleggerire l’ emergenza rifiuti di Napoli”.
 

Romersi (Pd) sui rifiuti campani: "“Serve senso di responsabilità. Polledri sta col ‘suo’ governo?”

“Ancora una volta il consigliere onorevole Massimo Polledri mette il suo partito in una situazione di imbarazzo. Quando si trova a Roma il parlamentare della Lega Nord sostiene un governo che chiede a tutte le Regioni di fare la loro parte per smaltire in regime di urgenza i rifiuti di Napoli, poi torna a Piacenza e chiede al Comune di non accettarli”. Esordisce così la nota capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale a Piacenza Pierangelo Romersi, che commenta l’interrogazione parlamentare del deputato leghista Polledri in relazione al possibile utilizzo del nostro termovalorizzatore per incenerire una porzione dei rifiuti campani.

“A parte il fatto che la competenza territoriale – prosegue Romersi – non investe soltanto il Comune di Piacenza, è pur vero che qui risiede l’inceneritore. Ci dica allora l’onorevole se arriveranno rifiuti da Napoli, o meglio se verrà chiesto ad Iren di accoglierne una parte destinata all’Emilia Romagna. Tra i suoi compiti di parlamentare c’è anche quello di raccordo con il territorio e per questo occorre tenersi informati a dovere. Mi chiedo se Polledri non riesca a mettersi dalla parte dei bambini di Napoli che rischiano ogni giorno di respirare esalazioni tossiche? E mi chiedo se sia in grado di assumere con senso di responsabilità le scelte del governo da lui sostenuto. In realtà con questa interrogazione ha ammesso che la Lega Nord non è riuscita nemmeno ad ottenere il federalismo sui rifiuti”.

La Lega replica a Bergonzi: "Proposta irricevibile"

“Non vogliamo l’inquinamento di Napoli. Se il capogruppo in consiglio provinciale del Pd Marco Bergonzi, in un grande moto di generosità, vuole stoccare i rifiuti campani nel proprio giardino è liberissimo di farlo, ma la smetta di giocare con la salute dei piacentini”.

Così la segreteria provinciale della Lega Nord replica al consigliere Marco Bergonzi, che nelle scorse ore ha lanciato la proposta di mettere a disposizione l’impianto di Borgoforte per smaltire parte dei rifiuti campani.

“La nostra pianura Padana – dicono dalla segreteria del Carroccio – è uno dei territori più inquinati del mondo, la proposta di Bergonzi è irricevibile. L’idea di addossarsi il problema dei rifiuti di Napoli è il segno della logica assistenzialista di chi, a suon di palliativi, pensa di estirpare il male. Ci chiediamo anche se Bergonzi avrebbe dimostrato la stessa disponibilità se a Napoli avesse vinto il centrodestra. 
Gli ricordiamo anche, se mai se lo fosse dimenticato, che Napoli per 17 anni è stata governata da forze di centrosinistra e che in campagna elettorale il neosindaco Luigi De Magistris ha più volte rimarcato la sua contrarietà alla costruzione di un nuovo termovalorizzatore nella porzione Est della città.
La Napoli di De Magistris riparta da legalità e da un sistema efficiente di raccolta differenziata e non avrà più bisogno di alcun Bergonzi che propone sterili misure di sostegno”.

Ziliani: "Prima di prendere decisione necessario attento approfondimento

Intervento di Gianluigi Ziliani, ex assessore all’Ambiente della giunta Boiardi

Pur condividendo le motivazioni di solidarietà espresse dal capogruppo del Pd provinciale Marco Bergonzi nei confronti del problema rifiuti di Napoli, è necessario fermarsi a riflettere su alcune questioni tecniche. Come abbiamo più volte detto pubblicamente e scritto sul quotidiano Libertà, la società Tecnoborgo, nell’istanza presentata per l’ottenimento dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), affermava che “la capacità termica massima del termovalorizzatore di Piacenza è di 120.000 tonnellate di rifiuti aventi potere calorifico di 2.600 chilocalorie per chilogrammo”.

La sola indagine merceologica condotta per la determinazione del potere calorifico è, a nostra conoscenza, quella condotta nel 2004 che aveva documentato un valore di circa 2350 kcal/ kg. Questo dato era stato utilizzato al fine di autorizzare un incremento della potenzialità del termovalorizzatore da 105.000 a 120.000 tonn/anno, considerando che una raccolta differenziata a livelli non ancora soddisfacenti portava a bruciare rifiuti contenenti molta frazione umida (e quindi acqua) nonché a dover esportare quantità considerevoli di rifiuti piacentini. Da quel tempo la raccolta differenziata ha fatto notevoli progressi, passando dal 38% circa al 51,4% del 2009
(ultimi dati disponibili), grazie anche e soprattutto alla separazione della frazione umida avviata al compostaggio.

E’ pertanto verosimile che i rifiuti avviati all’incenerimento abbiano raggiunto quel potere calorifico che, unitamente al valore ponderale autorizzato, satura la capacità termica dell’impianto. Non è pertanto veritiero l’assunto che il termovalorizzatore funzioni attualmente in condizioni tali da non poter mantenere la temperatura in condizioni ottimali, considerando anche che la quantità di frazione umida sottratta all’incenerimento è stata sostituita da altri materiali, ad es. rifiuti speciali assimilabili agli urbani, sicuramente a più alto potere calorifico.

Escluso quindi che, nell’attuale assetto impiantistico, il termovalorizzatore non possa bruciare più rifiuti di quanti siano autorizzati (non a caso la richiesta di incremento a 136.000 tonnellate fa riferimento al futuribile utilizzo del calore prodotto per un futuribile ampliamento del teleriscaldamento, alla sostituzione di una turbina di maggiore potenzialità, ecc.) veniamo alla presunta “mancanza di materia prima”. I dati dell’Osservatorio Provinciali Rifiuti (OPR) ci dicono che nel 2009 sono stati prodotti in provincia di Piacenza 190.320 tonnellate di rifiuti urbani a fronte di una raccolta differenziata pari al 51,4%. Quelli raccolti in modo indifferenziato ammontano
pertanto a circa 93.000 tonnellate, avviati quasi totalmente all’incenerimento. A questi si devono aggiungere le quantità di fanghi biologici e rifiuti sanitari (sono autorizzate quantità rispettivamente pari a 3.500 e 2.000 tonnellate) ed i rifiuti assimilati e/o assimilabili agli urbani, quelli generati dal sistema produttivo.

Per questi ultimi il mercato è libero, non soggetto a limitazioni territoriali come per gli urbani. A titolo esemplificativo ricordiamo che nel 2008 un’indagine condotta da ARPA aveva documentato che venivano importate parecchie migliaia di tonnellate di rifiuti speciali dalle provincie limitrofe, per le quali si lamentava l’impossibilità di smaltimento presso il termovalorizzatore di Piacenza, così come per una parte di quelli prodotti nella nostra provincia.

Rispettando i limiti dell’autorizzazione attuale non c’è spazio per ulteriori importazioni di rifiuti. A meno che non si intenda derogare dagli attuali limiti, possibile testa di ponte per un incremento definitivo della potenzialità a 136.000 tonnellate. Occorre inoltre considerare che a Napoli la raccolta differenziata si attesta su livelli di pochi punti percentuali. La massa di rifiuti urbani raccolta in tal modo contiene verosimilmente anche materiali pericolosi (pile, residui di solventi, materiali contenenti metalli pesanti, ecc.) in grado di generare effluenti non trattenuti dai filtri e quindi immessi nell’atmosfera.

La proposta del capogruppo Pd Marco Bergonzi di accogliere i rifiuti di Napoli non risponde dunque all’esigenza tecnica di far funzionare in maniera ottimale il nostro inceneritore. Non risponde, a dire il vero, neppure al concetto di solidarietà, dal momento che il consigliere evidenzia anche il ritorno economico dell’operazione. Non sempre le buone e apprezzabili intenzioni trovano una facile applicazione nella realtà, ma necessitano prima della decisione definitiva – vista l’estrema complessità del tema rifiuti – un attento approfondimento.
 

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