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Salvare con i defibrillatori 60mila vite l’anno

Convegno scientifico in Sant'Ilario. "Fermiano questa epidemia silenziosa". Piacenza isola felice grazie alla rete di Progetto vita.

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Si è concluso nel pomeriggio, presso l’auditorium S.Ilario, il primo meeting nazionale di Associazioni di volontariato e servizi 118 sulla defibrillazione precoce: un incontro nel quadro dei tre giorni della “Festa del cuore di Piacenza”, organizzato su iniziativa dell’associazione Progetto Vita, del 118 di Piacenza, di Riminicuore, del Progetto Punto Blu Asl Bologna, e in collaborazione con il Comune e la Provincia di Piacenza e il Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna. Il convegno scientifico, intitolato “Fermiamo questa epidemia silenziosa: 60 mila vita da salvare”, ha registrato la partecipazione di specialisti dal lungo e prestigioso curriculum giunti da tutt’Italia e un ospite speciale dall’estero, Claudio Benvenuti, responsabile del Progetto Fondazione Ticino.
“Oltre al vuoto legislativo che non consente la capillare diffusione di defibrillatori pubblici sul territorio nazionale – ha spiegato la promotrice del convegno e relatrice Dott.ssa Aschieri – esiste il problema dell’integrazione con il 118 per rendere pienamente efficace l’uso del defibrillatore. L’esperienza piacentina è all’avanguardia in questo campo perché in città siamo riusciti a creare quella sinergia fra ente pubblico e realtà privata con il Progetto Vita dell’associazione “Il cuore di Piacenza” che, dal 1998, ha permesso la distribuzione di defibrillatori semi automatici su tutto il territorio piacentino. Un sodalizio che, fra le altre cose, è riuscito a prendersi carico degli ingenti costi della strumentazione. Ricordo che in Italia sono 73 mila i decessi ogni anno a causa dell’arresto cardiaco improvviso (in Europa circa 375 mila all’anno), molti di questi casi potrebbero essere prevenuti mediante l’utilizzo, nella comunità, di defibrillatori semi automatici”.
Ad avvicendarsi sul podio per le relazioni scientifiche inerenti all’uso del Defibrillatore semi Automatico Esterno (Dae), prezioso strumento in grado di analizzare autonomamente il ritmo cardiaco, individuare l’aritmia maligna e dare la possibilità all’operatore (non necessariamente un medico o un infermiere) di erogare la scarica in sicurezza, il Dr. Andrea Furgani della centrale operativa del 118 di Genova e il ticinese Claudio Benvenuti, mentre al successivo dibattito aperto, moderato dal giornalista Michele Ratti, hanno partecipato il Dr Antonio Destro, responsabile del progetto Riminicuore, il Prof. Alessandro Cappucci, Ordinario della cattedra di Cardiologia di Ancona e fondatore del Progetto Vita, la Dott.ssa Daniele Aschieri, presidente dell’associazione “Il cuore di Piacenza” e responsabile medico del Progetto Vita e il Prof. Giovanni Quinto Villani, primario di cardiologia dell’ospedale civile di Piacenza, il Dr. Giuseppe Ciancamerla, vicepresidente Conacuore e responsabile del progetto Aosta – Amis du coer, Giuseppe Cattoi, presidente Anpas regionale, il Dr. Marco Vigna, responsabile Emergenza Urgenza 118 dell’Assessorato Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna e Andrea Enea, segretario esecutivo e responsabile dei rapporti istituzionali della Onlus Trenta Ore per la Vita. L’apertura dei lavori è stata affidata al Prof. Giovanni Spinella, presidente del coordinamento Conacuore mentre in chiusura, il coordinatore del 118 di Piacenza, Stefano Nani, ha presentato una breve relazione sul sistema “Dump” e ha proposto una simulazione in diretta web con la centrale operativa del 118 Piacenza Soccorso. 

Tante le iniziative durante la giornata. Vedi “Il cuore in festa sotto i portici del Gotico”

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