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Staffetta tricolore, i protagonisti alla prossima Placentia Marathon foto

Ha fatto tappa anche a Piacenza, nella notte del 2 giugno, la staffetta Asti - Reggio Emilia in commemorazione dell’ideatore della coccarda tricolore Giovanni Battista De Rolandis.

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Ha fatto tappa anche a Piacenza, nella notte del 2 giugno, la staffetta Asti – Reggio Emilia in commemorazione dell’ideatore della coccarda tricolore Giovanni Battista De Rolandis. Ad accogliere il team, a barriera Genova di fronte al liceo scientifico Respighi, sono stati l’assessore allo Sport Paolo Dosi, il consigliere comunale Claudio Ferarri e il comitato locale dell’associazione Libera – nomi e numeri contro la mafia rappresentato per l’occasione da Antonella Liotti e Brunello Buonocore. Filo conduttore della tappa piacentina è stato il tour dei principali monumenti ai caduti e dei luoghi del Risorgimento locale: saranno visitati i cippi ai bordi di via Emilia Pavese all’altezza della zona Veggioletta e appena oltre l’ex laboratorio proiettili, quello di barriera Genova, la lapide affissa sul muro di cinta dell’ex ospedale militare, il monumento alla lotta di Liberazione sullo Stradone Farnese e la lapide murata in piazzale Velleia. 
 
“Un’esperienza originale – ha commentato l’assessore Paolo Dosi – per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia che ha assunto ancora
più significato nella notte precedente alla festa della Repubblica. L’entusiasmo con cui i 25 staffettisti hanno preso parte all’iniziativa ci ha portato a invitarli alla prossima edizione della Placentia Marathon”. La giornata degli atleti era iniziata nel pomeriggio di mercoledì, quando la staffetta ha avuto inizio da Asti per poi approdare a Castel’Alfero, città natale di De Rolandis e via via, di testimone in testimone, fino a Piacenza. Da qui si è poi proseguiti alla volta di Fiorenzuola, Fidenza, Parma e approdati a Reggio Emilia, arrivo simbolico perché fu proprio Reggio Emilia che adottò la coccarda tricolore come bandiera della nascente Nazione italiana.

Il De Rolandis fu il primo martire dell’unità d’Italia,nel 1794 organizzò a Bologna una sommossa popolare per liberare la città. La coccarda verde, bianco, rossa era il simbolo di riconoscimento degli insorti e emblema della futura unità Nazionale: la rivolta fallì ed il De Rolandis nel 1796 fu impiccato all’età di 22 anni.

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