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Travo RSL: More than waves

More than Waves saliranno sul palco di Travo giovedì 23 giugno alle 22. 

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Freddo gennaio piacentino 2010. Beatrice Biondi (batteria) e Giulia Repetti (chitarra) si incontrano per caso all’Accademia della Musica e scoprono di condividere a. la passione per ogni genere di musica rock (Led Zeppelin, Guns’n’Roses, Ac/Dc, Metallica e chi più ne ha… eccetera), b. il desiderio di suonare in una band e c. la noia dovuta al freddo gennaio sopracitato. Inutile dire che parte subito la ricerca degli altri componenti, e non è una ricerca facile, perché su di una cosa non sono disposte a transigere: niente uomini nel gruppo (tanto ce ne saranno in abbondanza ai concerti, si spera). Qualche settimana e trovano una bassista (Michela Civardi) che si unisce al loro progetto, e poi una cantante, che abbandonerà presto il gruppo a causa degli studi. Ovviamente non demordono e nel giro di qualche giorno ecco la nuova cantante (Gloria Gastaldi). More Than Waves: la musica è più che semplici onde sonore. In quattro iniziano a lavorare a cover dei gruppi più disparati, e in giugno salgono per la prima volta sul palco – evento preceduto dai connessi incubi 
notturni e panico generale. Riscuotono la discreta indifferenza da parte del pubblico che tocca a tutti (o quasi) al primo concerto, se la mettono in saccoccia e continuano a provare. In autunno un nuovo live, il panico diminuisce, il rendimento aumenta, ma al gruppo manca qualcosa. Un’altra chitarra. Al concerto successivo è presente Martina Villa, chitarrista. Inizia il concerto. Highway To Hell: La la la, re re sol e Martina ha già deciso: «Voglio suonare con loro». E infatti due mesi dopo il gruppo sale finalmente al completo sul palco, e il suono è quello che si cerca. Si continuano a fare cover, scegliendo tra le canzoni che piacciono alla band quelle che potrebbero coinvolgere il pubblico e tra i pezzi che generalmente piacciono al pubblico quelli che più interessano al gruppo, nella convinzione che si può divertire e divertirsi allo stesso tempo e anzi le due cose sono strettamente correlate. Continuano a suonare durante l’inverno e la primavera 2011, cresce la coesione musicale con l’amicizia. Il gruppo ora ha una personalità propria, oltre ad interessi musicali comuni, e quindi 
SI DEVONO comporre pezzi personali. Aprile 2011: Martina tira fuori un riff e in una settimana la band ne fa una canzone. Una mattina al parco con Gloria ed ecco un giro di accordi e una melodia, che, singolarmente in cantina, solaio, camera e insieme in sala prove, trasformano in Birdgrinder. «Dai facciamo anche una canzone seria se no ci prendono per deficienti»: Solitude. Giusto in tempo per partecipare a un contest dove servono minimo tre pezzi propri. Combinazione.
 
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