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Trecentomila euro contro l’emarginazione lavorativa foto

Sono 85 le aziende che nel 2010 hanno beneficiato del fondo per l’assunzione di lavoratori a rischio emarginazione dal mercato del lavoro. Oltre a Provincia e Camera di Commercio sono arrivati contributi da 19 comuni del Piacentino

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Sono 85 le aziende che nel 2010 hanno beneficiato del fondo per l’assunzione di lavoratori a rischio emarginazione dal mercato del lavoro. Se l’anno scorso Provincia e Camera di Commercio avevano messo a disposizione 175mila euro, quest’anno il fondo si è arricchito – da subito – dei contributi di 19 Comuni (sopra i 3mila abitanti) che hanno scelto di “autotassarsi” per una quota di 50 centesimi ad abitante. La Provincia ha confermato uno stanziamento di 100mila euro, altri 100mila sono stati devoluti dalla Camera di Commercio e 94.886 sono arrivati dai 19 municipi aderenti. Quasi 300mila euro complessivi. Piacenza, per numero di abitanti, ha stanziato la quota maggiore, 50mila euro circa. Hanno aderito anche Alseno, Bettola, Bobbio, Borgonovo, Cadeo, Caorso, Carpaneto, Castellarquato, Castelvetro, Cortemaggiore, Gossolengo, Gragnano, Lugagnano, Monticelli, Rivergaro, Rottofreno, San Giorgio, Vigolzone. A questi si stanno aggiungendo Fiorenzuola, Pontenure e Podenzano, per altri 15mila euro complessivi. A poche ore dalla pubblicazione del bando, il presidente della Provincia Massimo Trespidi, l’assessore Andrea Paparo, promotore dell’iniziativa condivisa in commissione di concertazione (con organizzazioni sindacali e associazioni di categoria, oggi presenti), Giuseppe Parenti, presidente della Camera di Commercio e i 19 sindaci hanno presentato il fondo. Il progetto prevede contributi a datori di lavoro privati titolari di partita Iva che assumano a tempo indeterminato (anche attraverso la stabilizzazione di rapporti di lavoro) lavoratrici over 35 e lavoratori sopra i 45 anni, a lungo disoccupati o in mobilità senza diritto alla relativa indennità. Per ogni attivazione di contratto a tempo indeterminato sono previsti contributi dai 3mila e 500 ai 4mila e 500 euro, a seconda della condizione del lavoratore o della lavoratrice. “Abbiamo corrisposto a un’esigenza diffusa e sentita e a un auspicio rappresentato in più sedi da associazioni sindacali e imprenditoriali” ha sottolineato Trespidi ringraziando tutti gli attori dell’iniziativa. In passato si trattava di finanziamenti regionali, ora è la Provincia a farsi carico direttamente di offrire questi incentivi. Trespidi ha annunciato che l’amministrazione provinciale intende tenere vivo il fondo e “aumentarne la disponibilità”.”. “E’ una risposta importante – ha sottolineato – che il sistema territoriale piacentino offre nei confronti della crisi del mercato del lavoro”. “Un lavoro di condivisione – ha evidenziato Paparo – nato in commissione di concertazione. L’ottimo riscontro del fondo dell’anno scorso ci ha convinto a riproporlo in forma allargata”. Parenti ha sottolineato che il percorso è in divenire e che il fondo potrà “essere modellato sulla base delle esigenze che via via emergeranno”. Idea condivisa e raccolta dall’assessore comunale di Piacenza Anna Maria Fellegara che ha posto l’accento sull’opportunità che viene offerta al lavoratore “per il suo reinserimento nel ciclo produttivo”. Un passo ulteriore rispetto al “semplice” sostegno economico. Plauso anche dai Comuni che con Alessandro Ghisoni (Podenzano) e Rosario Milano (Alseno) hanno rimarcato il “meccanismo virtuoso” innescato dall’iniziativa. Ghisoni ha parlato di “solidarietà mirata”. Tra i banchi consiliari anche Cna (la direttrice Enrica Gambazza: “Un documento di valenza anche sociale che va incontro alle famiglie”) e sindacati, che ne hanno apprezzato la “condivisione”. Paparo ha ricordato che – sul tema – la Provincia ha attivato altre iniziative. Una su tutte: la promozione dell’occupazione giovanile tramite il sostegno all’attivazione di tirocini di formazione e orientamento per gli utenti dei centri per l’impiego, per i quali l’Ente ha stanziato altre risorse. Fino a esaurimento dei fondi sarà garantito al “soggetto ospitante” che si impegni, a sua volta, a corrispondere un rimborso forfettario al tirocinante, la cifra mensile di 100euro, somma forfettaria per i costi del tutoraggio.

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