Intervento italiano in Afghanistan, Idv: "Riportiamo a casa i nostri soldati"

"L’Italia dei Valori - spiega Andrea Fossati - crede fermamente che il contingente italiano non abbia più motivo di restare in Afghanistan e in Libia e auspica che al più presto si ponga fine a inutili, costose e sanguinose missioni militari come queste".

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Intervento del coordinatore dei giovani di Italia dei Valori Andrea Fossati

Il caporalmaggiore David Tobini è stato ucciso pochi giorni fa in un conflitto a fuoco a Nordovest di Bala Murghab. Con lui salgono a 41 le vittime italiane uccise in guerra in Afghanistan.

Alla famiglia Tobini è andato, giustamente, l’unanime cordoglio del mondo politico italiano compreso quello del presidente Di Pietro. Ma l’interesse dei media, purtroppo, si è concentrato nel pubblicare il testo di queste dichiarazione piuttosto che nel cercare di spiegare agli italiani quale sia il reale motivo per cui dei nostri soldati continuino ad impugnare le armi tanto a Kabul quanto a Tripoli.
Guerre che non avremmo dovuto combattere e per le quali sarebbe auspicabile elaborare una veloce exit strategy.
Le statistiche internazionali dimostrano che se i fondi utilizzati a fini militari fossero impiegati per altri scopi quali aiutare le fasce sociali più deboli o finanziare la ricostruzione delle zone distrutte dai conflitti, qualche risultato in più lo avremmo ottenuto. Coerentemente con gli impegni presi con gli elettori, l’Italia dei Valori, unico partito del Parlamento, ha votato no al rifinanziamento della missione in Afghanistan.
Ribadiamo perciò, anche su questo spazio, la nostra contrarietà a continuare, in Afghanistan e in Libia, azioni di guerra mascherate da missioni di pace. Sono due azioni militari che si inseriscono all’interno delle guerre civili in atto tra quei popoli e, quindi, non vi sono giustificazioni, nemmeno formali, per violare la Costituzione italiana che vieta interventi militari.
L’Italia dei Valori crede fermamente che il contingente italiano non abbia più motivo di restare in Afghanistan e in Libia e auspica che al più presto si ponga fine a inutili, costose e sanguinose missioni militari come queste.

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