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L’omaggio di Bellocchio a Bobbio, al Film Fest la serata di “Sorelle Mai”

Una serata di famiglia, sentimenti e grandi emozioni. Un omaggio a Bobbio, ai suoi personaggi e alle suggestioni artistiche che solo l’Alta Valtrebbia riesce a regalare. Questo in sintesi l’appuntamento andato in scena domenica sera al Bobbio Film Festival con la proiezione del film Sorelle Mai di Marco Bellocchio.

Una serata di famiglia, sentimenti e grandi emozioni. Un omaggio a Bobbio, ai suoi personaggi e alle suggestioni artistiche che solo l’Alta Valtrebbia riesce a regalare. Questo in sintesi l’appuntamento andato in scena domenica sera al Bobbio Film Festival con la proiezione del film Sorelle Mai di Marco Bellocchio. Nonostante il freddo tagliente, sono stati in tanti ad affollare i chiostri di San Colombano, testimonianza una volta di più, dell’affetto viscerale nei confronti del grande maestro e di questo piccolo “gioiello” cinematografico. Sorelle Mai, come noto, nasce dall’esperienza dei corsi di regia Farecinema che Marco Bellocchio tiene ogni anno in occasione del festival con gli allievi provenienti da ogni parte d’Italia. Sei episodi che coprono l’arco temporale di 10 anni (dal 1999 al 2008), in cui i personaggi interpretati da Pier Giorgio e Elena Bellocchio crescono e si evolvono intrecciando storie ed emozioni ogni volta diverse.

“Quando abbiamo iniziato diecianni fa, nessuno di noi immaginava che i vari cortometraggi potessero condensarsi in un unico film” ha sottolineato Marco Bellocchio, nel consueto dibattito post-proiezione condotto dal critico cinematograficoGianni Canova, cui hanno preso parte anche Pier Giorgio Bellocchio e
l’attore Gianni Schicchi (Elena era presente in platea). “Un film – ha evidenziato il maestro – che ha sorpreso un po’ tutti per l’essere uscito in modo spontaneo, completamento fuori dalle logiche del mercato cinematografico”. In 110 intensi miniti rivivono i luoghi dell’immaginario bellocchiano sottolineati dai richiami alle medesime ambientazioni utilizzate ne I Pugni in tasca. Parallelismi e incastri non scontati che mostrano due epoche e due modi differenti di affrontare il disagio giovanile nelle vita di Provincia. Pier Giorgio Bellocchio ha sottolineato il valore affettivo della pellicola: “mi ha permesso per più estati di coltivare il rapporto con mia sorella Elena, nata quando oramai ero già uscito di casa. Senza Sorelle Mai il nostro legame non sarebbe lo stesso”.

E infine un omaggio all’attore feticcio Gianni Schicchi,: nel film il suo personaggio legato maniacalmente alla città di Bobbio, è l’unico effettivamente a lasciarla in una discesa suggestiva nelle acque catartiche del Trebbia da cui non riaffiorerà più, disperdendosi e confondendosi nella valle. In prima fila ad assistere alla proiezione le sorelle Maria Luisa e Letizia Bellocchio, anch’esse nella loro saggezza popolare intrisa di fede, filo conduttore di tutto il film. “Sorelle Mai è dedicato a loro – ha detto Marco Bellocchio – è un riconoscimento per quello che hanno rappresentato e rappresentano per me. Hanno vissuto una vita di   sacrifici, spesso imposti, la pellicola vuole essere il mio personale e sentito omaggio”.

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