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Sciopero alla Tnt, 250 persone aderiscono alla mobilitazione Cobas foto

Lavoratori in sciopero nella filiale Tnt di Piacenza in via dei Dossarelli. La mobilitazione è stata decisa dal sindacato autonomo Cobas. In un primo momento la protesta doveva sfociare in uno stato di agitazione dei lavoratori delle due cooperative che operano all’interno della filiale, la coop Stella e la coop Vega. 

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Lavoratori in sciopero nella filiale Tnt di Piacenza in via dei Dossarelli. La mobilitazione è stata decisa dal sindacato autonomo Cobas. In un primo momento la protesta doveva sfociare in uno stato di agitazione dei lavoratori delle due cooperative che operano all’interno della filiale, la coop Stella e la coop Vega. Ma la decisione dei vertici delle due società  di non trattare con il sindacato ha portato quindi all’indizione dello sciopero, al quale hanno aderito circa 250 persone su 400 attualmente impiegate nella filiale Tnt.

"Noi chiediamo semplicemente che vengano rispettati i termini del contratto nazionale, non vogliamo l’applicazione della nostra piattaforma – spiega il rappresentante Cobas Aldo Milani -. In questa realtà abbiamo registrato importanti violazioni, ad esempio nella compilazione delle buste paga e nella modalità a "chiamata" dei lavoratori, mentre per Cgil Cisl e Uil è tutto regolare. La proprietà non ha voluto trattare con noi, perché non siamo firmatari del contratto nazionale. Noi abbiamo risposto indicendo subito uno sciopero, anche senza rispettare i termini di preavviso previsti dalla normativa". 

Il comunicato stampa diffuso dai lavoratori

Il comitato lavoratori scioperanti presso lo stabilimento TNT di Piacenza ringrazia tutti i lavoratori che hanno partecipato alla manifestazione-sciopero di protesta svoltasi oggi 8 Luglio 2011. Le nostre condizioni nelle cooperative (Vega, Stella) che lavorano presso lo stabilimento TNT di Piacenza sono diventate da qualche anno insostenibili. Oggi abbiamo detto BASTA! Siamo Persone e non animali !

Siamo stanchi di arrivare al lavoro e subire la scelta di quelli che assomigliano a caporali che dicono “oggi tu lavori, oggi tu non lavori e vai a casa”. Siamo stanchi di essere pagati un po’ in busta e un po’ fuori busta con la paga che decide la cooperativa. Siamo stanchi di vedere lavoratori che in infortunio sono pagati quasi niente come punizione per essersi fatti male. E persone che dopo una malattia non vengono più chiamati al lavoro costringendoli a dimettersi. Siamo stanchi delle continue vessazioni che i “responsabili”, quasi sempre nostri connazionali, ci fanno minacciandoci che se non si fa come loro dicono si rimane a casa.
Abbiamo famiglie anche noi, che vivono di quello che portiamo a casa. Ribadiamo che siamo persone, che lavorano tutte le notti facendo un lavoro fisicamente pesante dove esistono solo doveri e nessun diritto. Vogliamo che la protesta di oggi non rimanga vana. Vogliamo che le istituzioni di vigilanza (ispettorato del lavoro, ispettorato INPS, ecc.) controllino di più e meglio irrogando sanzioni che vengano rispettate.

Ringraziamo con il cuore i comitati di base COBAS che ci hanno appoggiato e sostenuto in questa nostra lotta. Più volte alcuni di noi si erano rivolti ai sindacati ( CGIL e CISL in particolare) e sempre i loro responsabili ci rispondevano che con le nostre cooperative non si poteva (o non si voleva) fare niente. Vogliamo sottolineare che l’inerzia di alcune istituzioni è stata superata dalla volontà e disponibilità dei gruppi di base venuti da Milano per dare una mano a dei lavoratori piacentini. Grazie!

Sciopero Tnt, Borotti (Uil): "Nelle coop piacentine regole rispettate"

«Alcuni esponenti politici locali dimostrano di conoscere poco la realtà: oltre a criminalizzare bisognerebbe proporre». Il segretario provinciale della Uil Massimiliano Borotti esce allo scoperto dopo lo sciopero dei facchini delle cooperative Stella e Vega (gruppo Cogesco) che venerdì scorso ha infiammato strada dei Dossarelli, dove ha sede l’hub Tnt. Lo sciopero, promosso dai Cobas e sostenuto da alcuni esponenti locali del Prc, ha richiamato l’attenzione del sindacato di via Scalabrini, che lancia un monito: «E’ sbagliato generalizzare».

Per Borotti, infatti, le coop finite nell’occhio del ciclone per le condizioni di lavoro a cui vengono sottoposti i facchini vengono da fuori Piacenza, mentre la realtà provinciale, secondo la Uil, vede la costante e corretta applicazione dei contratti. Tutto, per l’organizzazione di via Scalabrini, si svolge trasparentemente e regolarmente, tant’è che molti dei lavoratori, è bene ricordarlo, sono anche soci. L’intenzione della Uil non è certo quella di negare che in alcuni casi le condizioni di lavoro a cui sono sottoposti gli operatori della logistica siano da condannare. E’ per questo, chiarisce Borotti, che abbiamo chiesto l’Agenzia della logistica: «Non per avere un ulteriore carrozzone pubblico, ma per il rispetto delle condizioni di lavoro. Condizioni rispettate dove operano i consorzi locali».

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