Da Fukushima a Piacenza: “Bello qui, ma quanto tempo libero!”

Da Fukushima a Piacenza, per superare il trauma del terremoto del marzo scorso e poter beneficiare un clima più salubre. Reon, Mayu, Mio e Kana sono quattro bambini giapponesi, originari proprio della regione di Fukushima, che si fermeranno a Piacenza fino alla fine di agosto, ospiti di alcune famiglie della nostra città, grazie all’iniziativa  promossa dall’associazione le Rondini di Chernobyl, insieme all’associazione Puer di Roma. 

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Da Fukushima a Piacenza, per superare il trauma del terremoto del marzo scorso e poter beneficiare un clima più salubre. Reon, Mayu, Mio e Kana sono quattro bambini giapponesi, originari proprio della regione di Fukushima, che si fermeranno a Piacenza fino alla fine di agosto, ospiti di alcune famiglie della nostra città, grazie all’iniziativa  promossa dall’associazione le Rondini di Chernobyl, insieme all’associazione Puer di Roma. 

Li abbiamo incontrati nel sushi bar Sosushi, gestito da Giulia Porta, dove hanno trascorso una serata all’insegna dei sapori di “casa”. “L’associazione di cui faccio parte, “Le rondini di Chernobyl”, ha accolto grazie all’associazione “Puer” di Roma, l’appello lanciato dalle mamme giapponesi, che chiedevano per i propri figli la possibilità di allontanarsi dalla zona di Fukushima” spieha Carmela Caserta, che ospita presso di se’ due dei quattro bimbi arrivati a Piacenza. “Infatti trascorrere almeno 30 giorni lontano dall’area contaminata consente di scaricare almeno il 50% dei radionuclidi assorbiti”. “Sono bambini esemplari – racconta -, molto ordinati e ubbidienti, davvero bravissimi. Devo ringraziare chi ci ha dato l’opportunità di organizzare al meglio questa iniziativa: Fabrizio Dorsi, direttore del conservatorio Nicolini, che ci ha messo in contatto con la comunità giapponese a Piacenza, per trovare gli interpreti e, ovviamente, Giulia Porta, che ci ha ospitato a cena”. 

Un invito che ha lasciato entusiasti i piccoli ospiti. “Siamo molto contenti di poter di nuovo gustare il nostro sushi” dicono agli interpreti Keiko e Shuichi. “Ci piace stare in Italia, perchè possiamo visitare tanti monumenti, anche se non siamo abituati ad avere così tanto tempo libero”. 

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