Finanziaria, attacco della Cisl piacentina: “La norma sulle pensioni è sbagliata”

Cisl Funzione pubblica e Cisl Scuola dicono no alla "penalizzazione di chi ha riscattato di tasca propria la laurea e il servizio militare e ai provvedimenti su tredicesime e tr.f"

Più informazioni su

Anche la Cisl Funzione Pubblica e la Cisl Scuola di Piacenza prendono posizione contro la nuova norma sulle pensioni che intende escludere dal computo dell’anzianità previdenziale i periodi riscattati per lo studio e per il servizio militare.

“La norma è a dir poco sconcertante” – dichiara Paolo Bonomo, Commissario della Cisl FP piacentina – ”e si aggiunge ad altri due provvedimenti verso i quali abbiamo manifestato la nostra ferma contrarietà e che penalizzano ancora una volta i lavoratori dipendenti, quello sulla tredicesima (a rischio se l’amministrazione non viene governata in modo virtuoso dalla politica) e quella sulla dilazione in due anni del trattamento di fine rapporto. Per quanto riguarda i periodi riscattati si interviene su scelte già fatte, per le quali si sono pagati anche costi non indifferenti, sconvolgendo le attese di quanti vedono allungarsi i tempi di uscita dal lavoro”.

“Tale operazione” – ribadisce Lucia Galeazzi, Segretaria Generale della Cisl Scuola di Piacenza – “si tradurrebbe per buona parte dei lavoratori pubblici e per moltissimi lavoratori della scuola in un’ennesima penalizzazioni. Di fronte a disposizioni la cui legittimità è peraltro assai dubbia, ci chiediamo quale sia la loro logica, se non quella di un perdurante attacco al lavoro pubblico, per il quale evidentemente non vale il richiamo ai diritti acquisiti, solennemente invocati per fare salvi i vitalizi dei parlamentari. Per quanto riguarda il TFS e il TFR la Cisl sostiene con forza che non sono un privilegio: sono salario che il lavoratore accantona nel tempo e che ha diritto a percepire quando cessa la sua attività. Non si tratta di cifre iperboliche, ma di un risparmio su cui chi lascia il servizio ha sempre fatto conto per alleviare qualche peso del bilancio familiare, non certo per impossibili fini speculativi. Ecco perché ritardare fino a due anni il suo pagamento significa un danno non da poco per il lavoratore e per la sua famiglia. Ancora una volta sono i redditi medio bassi ad essere colpiti, solo perché è più facile intervenire sui grandi numeri”.

“Riteniamo inaccettabili provvedimenti di questo tipo che scaricano in modo così pesante e discriminatorio sui lavoratori pubblici e della scuola i costi della manovra” – conclude Bonomo – “e li contrasteremo con forza sia col sit-in CISL e UIL di domani giovedì 1 settembre davanti al Senato, sia con la mobilitazione e raccolta firme di lavoratori e cittadini che come FP abbiamo organizzato anche a Piacenza a partire dal 12 luglio nelle piazze e davanti ai principali posti di lavoro e continueremo giovedì 1 settembre davanti all’ospedale”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.