Strage di Bologna, Fiazza: "Memoria condivisa contro le stragi"

Il consigliere comunale Christian Fiazza, ha rappresentato l’Amministrazione piacentina a Bologna, per la commemorazione della strage del 2 agosto 1980: "Una ricorrenza commossa e partecipata, caratterizzata dalla forte presenza di giovani".

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Una ricorrenza commossa e partecipata, caratterizzata dalla forte presenza dei giovani e da una folla ancor più numerosa rispetto all’anno scorso. Così il consigliere comunale Christian Fiazza, che oggi (come nel 2010) ha rappresentato l’Amministrazione piacentina a Bologna, descrive la commemorazione della strage del 2 agosto 1980.

Dapprima un momento istituzionale a Palazzo D’Accursio, sede del municipio felsineo, poi il corteo per le vie del centro storico e, in piazza, la cerimonia pubblica, che ha visto protagonisti anche i bambini delle scuole di Marzabotto, con la recita di poesie e il lancio di palloncini. “Il messaggio che è emerso, al di sopra di ogni altro, è stato il rifiuto netto e deciso nei confronti di qualsiasi atto stragista, al di là del colore politico, della matrice di destra o sinistra. In questo senso – racconta il consigliere Fiazza – è stata espressa e ribadita una sincera vicinanza alla Norvegia, per la recente tragedia costata la vita a decine di vittime innocenti, in un ideale abbraccio tra comunità che hanno vissuto il medesimo dolore, lo stesso inesorabile sgomento”.

Un concetto, quello dell’unità nella memoria, che è ritornato nelle parole del sindaco Virginio Merola: “Nel suo discorso – spiega Fiazza – ha usato un’espressione a mio parere molto bella, parlando di intelligenza del cuore per richiamare la necessità che anche una rappresentanza del Governo fosse presente oggi. Il che, per il secondo anno consecutivo, purtroppo non è avvenuto. Anche per questo, accantonando ogni polemica o contrapposizione, credo sia stato importante richiamare il valore della condivisione e del ricordo che non deve avere fazioni né essere oggetto di strumentalizzazioni, ma appartiene a tutti, allo stesso modo”.

Anche la Provincia di Piacenza ha partecipato con il proprio Gonfalone alla cerimonia di commemorazione delle vittime della strage di Bologna del 1980. Il presidente del Consiglio provinciale Roberto Pasquali insieme a due agesti di Polizia provinciale ha preso parte alla cerimonia in rappresentanza della Provincia e di tutti i Piacentini.
 

Idv: "Fare luce sui mandanti"

Intervento di Italia dei Valori in occasione del 31esimo anniversario della Strage di Bologna, celebrato questa mattina nel capoluogo emiliano
 

Come ogni anno si è celebrata a Bologna la cerimonia per ricordare le vittime della strage avvenuta il 2 agosto 1980. Esattamente alle ore 10.25 di 31 anni fa, nella sala d’attesa della stazione bolognese scoppiò un ordigno che causò la morte di 85 persone ferendone altre 200 fra uomini, donne, bambini che indistintamente vennero coinvolti in uno dei più grandi atti terroristici che l’Italia possa ricordare dal secondo dopoguerra ai giorni nostri. Nel 1995 la Corte di Cassazione ha riconosciuto colpevoli, come esecutori materiali della strage, i neo-fascisti dei Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR) Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, mentre rimangono tutt’oggi sconosciuti i mandanti, come ha denunciato dal palco il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime Paolo Bolognesi.

Da sottolineare che a questa verità processuale si è arrivati dopo una serie infinita di tentativi di depistaggi avvenuti nel corso degli anni.

Martedì 2 agosto una delegazione piacentina dell’Italia dei Valori era a Bologna per partecipare direttamente alla commemorazione in Piazza Medaglie d’Oro, evento particolarmente intenso e toccante, che ha fatta maturare in noi la consapevolezza di quanto sia importante coltivare la memoria come insegnamento civile e morale per la società e i singoli cittadini.
Tuttavia, per il secondo anno consecutivo, non vi è stata la partecipazione di alcun membro del Governo, lasciando trapelare un senso di sconforto nella cittadinanza tutta, in particolare nell’Associazione dei familiari delle vittime che dall’avvenuta strage si batte per veder riconosciuta giustizia.
Riteniamo che la tragedia non abbia colpito solamente i familiari delle vittime ma il cuore dell’Italia intera e troviamo quindi inaccettabile una mancanza di rispetto di tali proporzioni, come se l’obiettivo fosse quello di buttarla in politica anziché cogliere l’occasione per dimostrare unità fra le Istituzioni.
In onore alle vittime dell’eccidio e a tutto ciò che la strage ha significato, per la città di Bologna e per il nostro Paese, unitamente al ricordo, è doveroso richiedere un impegno preciso perché venga fatta piena luce sui mandanti della strage.

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