Frutti antichi come il mondo, nel week end la rassegna al castello di Paderna

Torna al Castello di Paderna (PC) sabato 1 e domenica 2 ottobre 2011 la 16esima edizione della mostra dedicata al florovivaismo di qualità e ai prodotti della terra dimenticati

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Frutti Antichi come il Mondo

Torna al Castello di Paderna (PC) sabato 1 e domenica 2 ottobre 2011 la 16esima edizione della mostra dedicata al florovivaismo di qualità e ai prodotti della terra dimenticati (in allegato a fondo pagina il programma in Pdf scaricabile).
 

Il FAI – Fondo Ambiente Italiano – e Pierluigi e Cristina Pettorelli annunciano la sedicesima edizione di “Frutti Antichi “, la rassegna di piante, fiori e frutti dimenticati che si terrà nei giorni 1 e 2 ottobre 2011 nel parco, negli edifici accessori e nelle corti del castello di Paderna, vicino a Pontenure (PC).
 Come ogni anno, la rassegna è una sorta di caleidoscopio, un ventaglio di messaggi propositivi che servono a mantenere viva la memoria del passato. per insegnare a riconoscere e far tesoro di quanto la terra, i giardini, i paesaggi ci affidano e per costruire le basi di un futuro più sostenibile con il coinvolgimento delle nuove generazioni. 
“Frutti Antichi” è allo stesso tempo valorizzazione di un complesso architettonico che fa parte del patrimonio dell’Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza e che ha conservato tutto il fascino d’un medioevo austero e autentico, un luogo amato e preservato nella sua integrità da Pierluigi e Cristina con lo stesso spirito e la ricerca della bellezza che anima il FAI – Fondo Ambiente Italiano.

Lo stile e il luogo costituiscono la cifra ineguagliabile di questa manifestazione ormai entrata nel cuore di una moltitudine di visitatori selezionati di tutto il nord Italia, che apprezzano le sollecitazioni a scoprire e riscoprire la ricchezza della natura d’autunno, i valori della campagna, della biodiversità, delle attività artigiane collegate con il mondo agricolo del passato. 

La manifestazione fa parte del cartellone regionale Wine Food Festival ed anche questa edizione, che aprirà i battenti alle ore 9 di sabato 1 ottobre e proseguirà sino alle ore 18,30 di domenica 2 ottobre, darà spazio a realtà “dimenticate”, soprattutto del territorio piacentino e di quelli confinanti di Parma e Genova. I visitatori, oltre alle consuete mostre pomologiche di frutta allestite nelle scuderie, nella corte agricola e nel parco, potranno ammirare numerose altre cose. Ad esempio una mostra di oltre 250 varietà di patate native – o “antiche” – provenienti da Sudamerica, Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Svizzera e da altri Paesi, coltivate in due campi conservativi dal Consorzio della Quarantina con il sostegno del Parco dell’Aveto (GE). E ancora, la presentazione di esemplari del rarissimo endemismo Malus florentina a cura della Oasi regionale WWF dei Ghirardi, che occupa 600 ettari di prati, boschi e torrenti nell’Alta Val di Taro, sull’Appennino parmense.

Sarà possibile conoscere l’attività della  Lombardy Seed Bank, la banca del germoplasma delle piante lombarde, progetto  del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Pavia; assistere alla presentazione del nuovo sito internet dell’associazione per la didattica rurale “Fattorie per Tutti”, in sinergia con aziende agricole e musei del territorio, volte alla conservazione e valorizzazione di antiche varietà di frumento nella provincia di Piacenza. Infine sarà possibile verificare a che punto sono i progetti di conservazione di antiche razze di animali rurali, tra questi la pecora Cornigliese e la tacchinella di Parma, presentati dall’assessorato all’Agricoltura della Provincia di Parma e curati dell’Associazione Agricoltori e Allevatori custodi di Parma; e constatare quali sono i primi risultati del progetto “Varano e il melograno”, col quale la Pro Loco di Varano de’ Melegari (PR), con il sostegno di Slow Food, ha svolto indagini storiche e di campagna per censire, reperire il germoplasma, riprodurre e valorizzare i numerosi melograni tradizionalmente presenti sul territorio.

Tra le attività di contorno, ma non meno importanti, si potranno apprendere le tecniche di coltivazione della Phalaenopsis da Giancarlo Pozzi, un vero esperto del settore, e rubare i segreti dello chef Mario Valenti sulla preparazione delle olive da mensa.
Particolarmente nutrita la rappresentanza della Valdaosta con i prodotti locali, mele, erbe officinali, attrezzi agricoli, artigianato e abbigliamento tradizionale.
E poi i fiori di stagione, le bacche e le prime foglie che arrossano, gli ortaggi e i vini con le vecchie varietà di uve, i libri, l’abbigliamento del giardiniere, lo scambio di semi, i gesti artigiani in diretta, insomma, un panorama ricchissimo.

 Quest’anno, tra conversazioni, mostre di illustrazione botanica e incontri con esperti e autori ci sarà anche modo di giocare a tombola usando i fagioli come pedine: tutto può essere utile per parlare di biodiversità, anche un gioco antico quanto i numeri. 
 
I contributi raccolti in occasione della manifestazione saranno destinati al recupero del Bosco di San Francesco ad Assisi, ultima acquisizione del FAI.
Con una storia lunga 800 anni, i 60 ettari del Bosco racchiudono tutti gli elementi del classico paesaggio italiano da tutelare e difendere come bene prezioso e irripetibile.
 

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