"Illecita concorrenza ai danni di Coop". Esselunga condannata

Trecentomila euro di risarcimento. Il tribunale di Milano condanna Esselunga per "illecita concorrenza" ai danni di Coop.

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Il tribunale di Milano condanna Esselunga per “illecita concorrenza” ai danni di Coop, che verrà risarcita per un valore pari a 300 mila euro.

“Un’aggressione violenta e lesiva che correttamente il Tribunale di Milano ha ritenuto opportuno sanzionare come illecita concorrenza e che noi di Coop non ci saremmo mai sognati di fare nei confronti di un concorrente”.  E’ il giudizio di Coop in merito alla sentenza di condanna per concorrenza sleale nei confronti di Esselunga. 

Il Tribunale di Milano – accogliendo il ricorso presentato da Coop tre anni fa – ha sancito che il libro “Falce e carrello”, scritto dal patron di Esselunga Bernadrdo Caprotti, provoca “un’illecita concorrenza per denigrazione ai danni di Coop Italia”. I giudici hanno perciò condannato Esselunga ad un risarcimento pari a 300.000 euro e al ritiro del pamphlet dal mercato. Sarà inoltre vietato reiterarne la pubblicazione e diffonderne gli scritti.

Oltre a Caprotti e ad Esselunga spa risultano condannati anche Geminello Alvi, curatore della prefazione, Stefano Filippi coautore e la casa editrice Marsilio.

“Un’aggressione violenta e lesiva che correttamente il Tribunale di Milano ha ritenuto opportuno sanzionare  come illecita concorrenza e che noi di Coop non ci saremmo mai sognati di fare nei confronti di un concorrente. Pur in un contesto di dura competizione imprenditoriale, il rispetto degli altri e la legalità dei comportamenti e degli atti è parte integrante dell’essere cooperativa”, questo il primo commento alla sentenza di Coop.

“Abbiamo sempre respinto ogni accusa che ci viene mossa da un libro che si fonda solo sull’acredine dei suoi autori nei confronti di un sistema di imprese di successo che gode della fiducia di oltre 7 milioni e mezzo di italiani – prosegue Coop – Riteniamo che questa sentenza renda ragione anche a loro”. 

Infine conclude Coop: “A questa sentenza va aggiunto il recente pronunciamento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che riconosce la distinzione delle imprese cooperative in merito alle esenzioni fiscali che non devono essere considerate come aiuti di stato. Le cooperative sono diverse dalle imprese private, rette da principi di funzionamento particolari, ma esempi di correttezza e lealtà imprenditoriale”.
 

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