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Intervista a Sandro Allario, in attesa del concerto di Daniele Ronda

E’ un curriculum di notevole portata quello del fisarmonicista Sandro Allario, che dalla primavera di quest’anno è entrato a tutti gli effetti a far parte del progetto del cantautore piacentino Daniele Ronda. 

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Comunicato stampa

Ha suonato per artisti di fama internazionale come In-Grid e Nek, collaborato con alcuni tra i più noti arrangiatori e produttori nazionali e internazionali e partecipato come musicista a numerosi programmi televisivi Rai e Mediaset. E’ un curriculum di notevole portata quello del fisarmonicista Sandro Allario, che dalla primavera di quest’anno è entrato a tutti gli effetti a far parte del progetto del cantautore piacentino Daniele Ronda. Allario, 42 anni, originario di Savona, si divide tra gli impegni con l’artista 27enne e quelli della tournée di Teo Teocoli “Non ero in palinsesto”. Sabato primo ottobre (con inizio alle 21) sarà nella formazione di Ronda che inaugurerà la stagione del Teatro President.
 

Perché hai deciso di sposare questo progetto?

“In realtà la collaborazione con Daniele è nata casualmente:  a lui serviva un fisarmonicista per alcuni pezzi del disco DaPartee un amico comune gli ha dato il mio numero di telefono. Mi ha chiamato ed è partito tutto così, poche parole e via a registrare.  Ci siamo trovati subito in sintonia e successivamente mi ha coinvolto anche nel tour. Io amo la musica originale, ho sempre sostenuto chi la fa e i brani di Daniele mi sono piaciuti da subito.”
 
Qual è il tuo rapporto con il folk, il genere che “veste” i pezzi di Ronda?
 
“Io non ho mai suonato folk o forse l’ho sempre suonato e non me sono mai accorto! Scherzi a parte: ho suonato per tanti anni e continuo a collaborare come editore con le orchestre di ballo liscio, ditemi se questo non è folk! Secondo me l’importante è fare bella musica e possibilmente emozionare le persone che ti ascoltano.”
 
Daniele Ronda canta anche in piacentino e tra qualche mese uscirà con il nuovo album tutto in dialetto. Cosa pensi della musica dialettale?
 
“Penso che c’è sempre stata e continuerà ad esserci, basti pensare a Jannacci e Gaber fino a Pino Daniele, Bennato, De Andre’ e tanti altri … Ve le immaginate  “Oh mia bela madunina” o “Ma se ghepensu” cantate in italiano? ”
 
Qual è il bilancio di questo tour estivo?

“Quest’estate è andata bene. Abbiamo suonato parecchio in Emilia dove chiaramente le persone possono capire meglio Daniele quando canta in piacentino, ma la cosa bella è stata vedere che in Piemonte, Liguria e Lombardia dove il piacentino comunque è una lingua pressoché sconosciuta, tutti ascoltavano con attenzione il concerto e rimanevano entusiasti. Questa cosa mi ha emozionato moltissimo. In più oltre alle serate con il Folklub, io ho accompagnato Daniele anche in performance acustiche e devo dire che il riscontro è stato molto positivo.”
 
Cosa rappresenta per te il palcoscenico teatrale?
 
“Io ho avuto la fortuna di suonare sui palchi dei più famosi e storici teatri d’Italia come il Sistina a Roma, lo Smeraldo a Milano e l’Ariston di Sanremo . Quel che è certo è che suonare in teatro dia una forte emozione. Spero che gli amici che verranno al concerto al President vivano la stessa intensità che noi proveremo sul palco.”
 

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