“La politica specula sulla paura nei confronti dei diversi” foto

Laura Boldrini, da molti anni portavoce all’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiatial Festival del Diritto

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LA POLITICA SPECULA SULLA PAURA NEI CONFRONTI DEI DIVERSI

Il Festival del Diritto a Piacenza si arricchito stamattina con la partecipazione di Laura Boldrini, da molti anni portavoce all’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Il funzionario italiano ha lanciato un appello a modificare i nostri preconcetti sui migranti. Ricordando l’opera del sociologo Baumann, ha chiesto al pubblico presente di riconoscere nei “migranti” una dignità umana e non semplicemente una “vita di scarto”.

“La differenza fra l’uso della parola clandestino e quella di “migrante” è soprattutto di natura politica” – afferma Boldrini – “E’ evidente che la parola clandestino risveglia dentro di noi una idea negativa dell’immigrazione che attecchisce alle nostre paure più intime”. L’uso della parola migrante, meno connotata politicamente, veicola invece l’idea che dietro alle migrazioni vi siano degli esseri umani, con le loro paure e le loro speranze di rifarsi una vita. “I flussi migratori” – specifica Boldrini – “sono in Italia decisamente inferiori rispetto ad altri grandi paesi come la Francia o la Germania. La politica specula sulla paura per ottenerne dei vantaggi in termini di voti.”

Boldrini racconta che :“Lampedusa è stata una esperienza “avvilente” per tutte le persone che hanno partecipato a questa vicenda. I lampedusani sono stati lasciati soli, gli operatori umanitari erano impotenti ed i migranti non hanno ricevuto l’assistenza minima necessaria”. Le Nazioni Unite hanno cercato di avvertire il governo italiano della situazione disastrosa dal punto di vista umanitario, ma non sono state ascoltate in maniera adeguata. I media hanno contribuito poi ad alimentare una vicenda di per sé limitata, che vedeva coinvolti un numero limitato di “migranti”.

L’attacco ai media si fa sempre più deciso quando l’argomento in discussione è la Somalia. “Come non vedere una totale disparità di trattamento fra come sono state pubblicate le notizie su 20.000 tunisini e milioni di profughi dal Corno d’Africa ?”. “In Kenya ci sono campi con oltre 450.000 profughi di cui però non parla nessuno, né in Italia né altrove, con persone che devono vivere in condizioni disumane”.

La folta platea presente, composta soprattutto di ragazzi, non ha potuto evitare di porre (e porsi) delle domande sul razzismo e sulla diversità. Ha fatto particolare impressione l’intervento di una ragazza, che raccontava di casi di razzismo nelle scuole sin dalle scuole elementari, evidenziando come il problema del razzismo e della paura del diverso, sia diffuso in modo pervasivo nella nostra società, senza distinzioni di età.

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