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Sanità, la commissione regionale approva il bilancio delle Ausl

Approvati a maggioranza dalla commissione “politiche per la salute e politiche sociali”, presieduta da Monica Donini, i Bilanci delle Aziende sanitarie regionali (contrari Pdl, Lega nord e Mov. 5 stelle, astenuta l’Udc) e, per la parte sanitaria, il Rendiconto generale della Regione Emilia Romagna per il 2010 (contrari Pdl, Lega nord e Mov. 5 stelle).  

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Approvati a maggioranza dalla commissione “politiche per la salute e politiche sociali”, presieduta da Monica Donini, i Bilanci delle Aziende sanitarie regionali (contrari Pdl, Lega nord e Mov. 5 stelle, astenuta l’Udc) e, per la parte sanitaria, il Rendiconto generale della Regione Emilia Romagna per il 2010 (contrari Pdl, Lega nord e Mov. 5 stelle).  
 
Paola Marani (Pd) ha sottolineato “il rigore con il quale l’amministrazione regionale ha monitorato la corretta gestione delle risorse, al fine di salvaguardare il nostro sistema socio-sanitario”. La consigliera ha poi rilevato la necessità di un confronto sulle possibili innovazioni all’interno del sistema socio-sanitario.

Marco Carini (Pd), rimarcando il valore positivo dei dati e la corretta capacità di equilibrio economico-finanziario delle Ausl, ha chiesto alla commissione e all’assessorato “una fase di studio per misurarsi, in prospettiva futura, sulla rielaborazione politica di un nuovo welfare”. Proposta accolta dalla presidente Donini, che ha inviato la Giunta (appena ci saranno i dati dell’ultima manovra) “a svolgere una informativa preventiva in commissione”, e da Silvia Noè (udc), che ha auspicato “di evitare, in questo confronto, preclusioni politiche nei confronti di forze o soggetti che sono interessati a garantire il funzionamento del servizio pubblico". 

Bilancio Asl Piacenza, Pollastri (Pdl): "Via del risanamento ancora lunga"

Presentati i Bilanci delle ASL dell’Emilia-Romagna durante la seduta odierna della Commissione Sanità, a cui ha preso parte, fra gl altri, il Consigliere Andrea Pollastri (PdL). Parlando di quello di Piacenza l’azzurro l’ha definito “Un bilancio in chiaroscuro, che presenta
valori positivi accanto a dati negativi.”

Si nota, ad esempio, un positivo aumento del valore della produzione cresciuto del 2,55% rispetto al 2009, a cui, però, corrisponde un aumento delle spese (+ 1,90%). “Ciò dimostra – ha detto – che malgrado i buoni risultati in termini di produttività non si è ancora invertito il trend: anche quest’anno l’ASL di Piacenza avrà un debito di 6,228 milioni di euro, meno dell’anno scorso (7,434 milioni), ma più del 2008 (5,817 milioni), segno che non si è ancora raggiunto il pieno controllo dei costi e che la via del risanamento è ancora lunga.

"Su un debito totale di 119.421.000 di euro della Sanità Regionale il debito piacentino potrebbe sembrare basso ma facendo le debite proporzioni col fatturato delle undici ASL emiliano-romagnole, Piacenza registra il 5° risultato peggiore.”

“Analizzando le voci dettagliate dei costi – ha proseguito – a farla da padrona è ancora il personale (41% del totale), con un valore sempre costate, segno che non si provveduto ad una razionalizzazione. In costante crescita dal 2008 al 2010 l’acquisto dei beni: anche in questo caso si sarebbe dovuto segnalare un’inversione di tendenza.”

“Preoccupante – ha rilevato – è l’allungamento dei tempi di pagamento che fanno incrementare i debiti verso i fornitori: è necessario capire le cause della diminuzione di liquidità dell’Azienda e porvi rimedio. Più volte ho segnalato la necessità pagare in tempi brevi per dar prova di serietà manche per aiutare le aziende fornitrici in questo momento di crisi economica.”

“Da ultimo – ha concluso Pollastri – il continuo aumento della mobilità passiva: è un problema presente in tutta la Regione, con ASL che hanno valori anche più alti del nostro, tuttavia essa incide per oltre il 12% sul fatturato e aggiunge i 63 milioni di euro, in crescita rispetto al 2008.

La Regione deve chiedersi il perchè tante persone scelgano di farsi curare altrove: lunghi tempi d’attesa, prestazioni non sempre all’altezza e costi elevati potrebbero essere alcune motivazioni su cui bisogna però fare un’indagine precisa e porvi rimedio, anche per evitare le ricadute negative che il fenomeno ha sull’economia del nostro Sistema Sanitario Regionale.”

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