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"A difesa della sanità pubblica". Anche i medici piacentini a Montecitorio

“Siamo qui davanti a Montecitorio - spiega Mino Lanza (Cgil) - per difendere la sanità pubblica, siamo medici, veterinari, dirigenti medici, tecnici, amministrativi e sanitari: diciamo basta ai tagli".

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“Siamo qui davanti a Montecitorio per difendere la sanità pubblica, siamo medici, veterinari, dirigenti medici, tecnici, amministrativi e sanitari: diciamo basta ai tagli. E come Fp-Cgil di Piacenza, siamo qui a portare avanti le istanze dei medici precari piacentini: questo Governo toglie loro il futuro con il blocco degli accessi e del turn over”. Mino Lanza, della Fp-Cgil Medici e Veterinari, ha partecipato oggi alla protesta indetta davanti al Parlamento da oltre 20 sigle sindacali dei medici italiani.

Prima del sit-in, i “camici bianchi” si sono riuniti in un’assemblea al cinema Capranica con lo slogan “La Sanità non si tocca”. Lanza, punta il dito contro la piaga nel precariato che è acuita anche sul nostro territorio dai tagli: “Le aziende non possono assumere, per questo vengono fatti contratti precari ai giovani medici, che non sono meno bravi dei colleghi professionisti che hanno iniziato anni addietro, ma sono vittime di questo ’imbuto’”. Insieme a Lanza (nella foto in allegato), Franco Masini, segretario regionale Fp-Cgil Medici e Veterinari. Circa un migliaio i medici in camice bianco che hanno preso parte alla protesta.

“Questo Governo – spiega Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici – dopo averci insultato con il ministro Brunetta, definendoci macellai e fannulloni, ci ha colpito 16 volte: taglio delle risorse per la sanità, congelamento della retribuzione, blocco del contratto e delle convenzioni, stop al turn over, precari dimezzati, spesa per la formazione al 50%, precarietà degli incarichi,
pensioni posticipate e allungamento dei requisiti di età, pensione a 65 anni per le donne, TFR dopo due anni e poi diluito in tre”.L’esecutivo ha anche proposto la limitazione al diritto al part time, questione nota a Piacenza che coinvolge tantissime lavoratrici della sanità. “La sostenibilità economica e le caratteristiche di equità ed accessibilità del nostro sistema sanitario sono state
minate” conclude Lanza

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