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Acqua pubblica, il Comitato: “Dare seguito al referendum”

Il Comitato per l’Attuazione dei Referendum e a Difesa dei Beni Comuni torna in piazza per informare la cittadinanza di come si sta muovendo la politica locale e nazionale in merito all’attuazione del risultato referendario. In tutta la provincia di Piacenza il 93% dei cittadini votanti si è espresso in modo forte e netto a favore di una gestione pubblica del Servizio Idrico Integrato perché l’acqua sia fuori dal mercato ed i profitti fuori dall’acqua.

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Comunicato stampa a firma del Comitato per l’Attuazione dei Referendum e a Difesa dei Beni Comuni

Il Comitato per l’Attuazione dei Referendum e a Difesa dei Beni Comuni torna in piazza per informare la cittadinanza di come si sta muovendo la politica locale e nazionale in merito all’attuazione del risultato referendario. In tutta la provincia di Piacenza il 93% dei cittadini votanti si è espresso in modo forte e netto a favore di una gestione pubblica del Servizio Idrico Integrato perché l’acqua sia fuori dal mercato ed i profitti fuori dall’acqua. Ma a differenza di altri Referendum dove dal giorno successivo alle votazioni veniva applicata immediatamente la volontà popolare, questa volta a distanza di quasi 5 mesi niente ancora è stato fatto al livello legislativo nazionale per ripubblicizzare il servizio idrico e togliere dalla bollletta la percentuale relativa alla remunerazione del
capitale investito dal gestore. Anzi con l’ultima manovra finanziaria si promettono incentivi a quelle ammilnistrazioni che faranno la scelta contraria.

A livello locale la scelta tra pubblico e privato è molto vicina, infatti a dicembre scadrà l’affidamento all’ente gestore Iren, ma nell’ultima assembea dell’ATO del 28/09/2011 si è deciso di prendere, entro soli 45 giorni, scelte che condizioneranno la gestione dell’acqua per i prossimi anni e che sembrano orientate ad un nuovo affidamento ad un gestore privato o misto, nello sprezzo piu’ totale del risultato referendario. Per questo motivo siamo tornati in piazza a raccogliere le firme, affinchè i Sindaci attuino la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato percorrendo la strada dell’affidamento “In House” mediante la creazione di un Ente di Diritto Pubblico senza scopo di lucro quale un’Azienda Speciale Consortile.

A livello politico locale quindi chi si è espresso a favore della ripubblicizzazione del servizio idrico durante la campagna referendaria, cavalcandone la vittoria, in realtà oggi si sta muovendo in senso opposto. Ed è proprio alla politica locale che ci rivolgiamo, in questo delicato momento di campagna elettorale, per avere risposte forti e chiare in merito alle intenzioni di dare seguito alla volontà espressa da circa 106.000 cittadini della nostra Provincia. Crediamo sia indispensabile che i candidati alle prossime elezioni esprimano in maniera trasparente la loro posizione in merito alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato così che gli elettori possano capire e valutarne l’orientamento.

Come Comitato di cittadini promotori del Referendum stiamo tentando tutte le strade per informare la politica di come seguire la strada che porta alla ripubblicizzazione dell’acqua, chiediamo di essere riconosciuti come interlocutori e portavoci della cittadinanza, garantendone la possibilità di un coinvolgimento mediante l’attivazione di forme di partecipazione della comunità locale, come previsto tra le finalità dell’ATO. Chiediamo quindi alle amministrazioni di prendere tutto il tempo necessario per sostenere un tavolo di discussione che tenga conto di tutte le posizioni compresa quella del Comitato Referendario, senza compiere decisioni affrettate su una scelta che condizionerebbe la gestione del servizio idrico per i prossimi anni.

Chiediamo inoltre di informare la cittadinanza, in un’ottica di trasparenza e partecipazione pubblica, riguardo al documento di valutazione tecnico/amministrativa sulla sostenibilità delle diverse modalità di affidamento, che verrà divulgato ai Sindaci prima della prossima assemblea. Perché si scrive acqua ma si legge democrazia.

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