Quantcast

Bakery Basket, intervista a Davide Giudici

Davide Giudici, classe ’78, ha passato un’estate movimentata tra la riconferma nel nuovo progetto Bakery e la nascita del primogenito Tommaso, che è già diventato un assiduo tifoso.

Più informazioni su

Davide Giudici, classe ’78, ha passato un’estate movimentata tra la riconferma nel nuovo progetto Bakery e la nascita del primogenito Tommaso, che è già diventato un assiduo tifoso. Capitano del Bakery Basket amato dai vecchi “ultras Ruvlè”, i fedeli tifosi che continuano a seguirlo e sostenerlo anche in maglia Bakery.

Sconfitta contro Cento: cosa non è andato?
“Per l’ennesima volta abbiamo sbagliato l’inizio della partita, i primi tre minuti bene, poi sotto. E questa purtroppo è stata finora la nostra costante, poi, con gli altri avversari siamo riusciti a recuperare, con questa che è davvero una buona squadra, non ce l’abbiamo fatta. Poi avere Agostini al 30% per noi è un problema grosso. E’ vero che a loro mancava Nieri, ma noi oltre ad Agostini avevamo Roselli che è ancora in fase di recupero.”
Dicevi che la vostra costante in queste prime tre giornate è sostanzialmente il fatto di non partire forti da subito. Perché ci mettete tanto a carburare?
“Può essere un discorso anagrafico, infatti noi siamo come dire “anziani”, quindi abbiamo bisogno di più tempo per entrare in partita, poi secondo me abbiamo una sorta di “consapevolezza inconscia” che siamo forti e quindi crediamo di poter recuperare con calma.”
Come ti senti a essere l’unico “sopravvissuto” del vecchio Roveleto?
“Sicuramente dispiaciuto per aver perso compagni di squadra che, come sempre, sono diventati degli amici e allo stesso tempo onorato per esser stato scelto per rimanere in una squadra che punta a fare una C1 di alta classifica.”
Come ti trovi ad essere passato da giocatore guida della vecchia squadra a non essere più leader?
“ In realtà non mi sento non più leader della squadra. Chiaramente in un modo diverso, quindi capendo e sapendo sempre il modo con cui parlare con i singoli compagni. La mia leadership credo che si sia vista anche in campo, dove in queste prime tre gare ho dimostrato di metterci corpo, anima e soprattutto cuore.“
Come risollevarsi da questa sconfitta?
“Senza drammi anzi, l’allenatore prima della partita di domenica aveva detto che sarebbe servita per conoscerci meglio. E oggi prima dell’allenamento ha ribadito che non possiamo affidare l’80% dei tiri ad Angiolini e Boni, ma tutti devono prendersi le proprie responsabilità”.
Sabato subito un altro avversario “tosto”. Sarete in grado di giocarla dall’inizio alla fine?
“Prima di tutto speriamo di recuperare Roselli e Agostini e poi bisogna sottolineare che anche i nostri avversari vengono da una sconfitta di misura contro Imola. Cavriago è comunque una squadra molto molto ostica, c’è Simone Cervi, che non ha bisogno di presentazioni, ed è molto ben allenata da coach Guido Boni. Noi come sempre andremo là per vincere.”

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.