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Bakery Roveleto, intervista al play D’Affuso 

Cento e Cavriago, due facce di una stessa medaglia. Due avversari dello stesso lignaggio della Bakery e due risultati e prestazioni assolutamente diversi. Deludente nella gara casalinga contro Cento, convincente nella vittoria in trasferta a Cavriago.

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Cento e Cavriago, due facce di una stessa medaglia. Due avversari dello stesso lignaggio della Bakery e due risultati e prestazioni assolutamente diversi. Deludente nella gara casalinga contro Cento, convincente nella vittoria in trasferta a Cavriago. Quale è la vera Bakery? E cosa è cambiato in una sola settimana? “L’approccio alla partita – attacca Andrea D’Affuso, play della squadra biancorossa – è la vera differenza tra le due partite. Contro Cento dopo il primo parziale positivo ci siamo completamente rilassati subendo una squadra già di per se molto competitiva, a Cavriago non abbiamo fatto questo errore portando a casa una vittoria molto più netta di quanto dica il punteggio”.

Una metamorfosi in due partite determinata da una attenzione maggiore. Non è che sotto sotto pensavate di essere più forti degli altri?

“Probabilmente nel nostro inconscio abbiamo compiuto questo errore. Pensavamo di poter recuperare tranquillamente il vantaggio dei nostri avversari ed invece in questo modo rischi di perdere come è accaduto contro Cento”.

A che punto è la costruzione della squadra?

“Direi che siamo al 70-75% del nostro potenziale. Siamo tutti completamente nuovi e la parte più difficile è quella di riuscire ad oliare i meccanismi. L’importante è crescere partita dopo partita, perché l’obiettivo è  quello di arrivare al momento decisivo del campionato  al massimo delle nostre possibilità”.

Vincere contro una diretta concorrente con soli 10 punti di Boni, rappresenta un segnale di crescita della squadra

“E’ importante perché segnala che la squadra è capace di creare al suo interno delle alternative al suo giocatore più importante. E’ normale per chiunque avere un momento in cui tira il fiato, in questo caso la squadra deve essere in grado di supportare questa mancanza”.

Vieni dalla serie B dilettanti, come hai trovato questa serie C?

“Per ora mi è sembrato un campionato molto equilibrato, con diverse squadre che non hanno magari molte stelle in organico ma sono compagini molto equilibrate che hanno nella compattezza il loro punto di forza. Insomma un campionato complicato”.

Quale è il compagno che fino ad ora ti ha sorpreso di più in positivo?

“Ho avuto molte conferme dai “senatori” che conosceva di fama, ma a livello di sorprese mi piacciono i giovani come Villa e Antozzi capaci di giocare già con una esperienza da veterani”.

Ed ora Padova in casa.

“Di una cosa solo assolutamente certo, avremo l’approccio giusto subito dall’inizio…”

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