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Bus, il caso Seta spacca il Pdl tra Comune e Provincia

Dopo che il Comune ha approvato lunedì in Consiglio comunale la fusione di Tempi in Seta, è iniziato il percorso in Provincia. La particolarità è però data dalla posizione del Popolo della libertà: in Comune il gruppo del Pdl è uscito dall’aula, mentre in Provincia, nella commissione consiliare di oggi, mercoledì 5 ottobre, il Pdl attraverso Antonino Coppolino, ha dato voto favorevole e il provvedimento è stato approvato all’unanimità. 

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Dopo che il Comune ha approvato lunedì in Consiglio comunale la fusione di Tempi in Seta, è iniziato il percorso in Provincia. La particolarità è però data dalla posizione del Popolo della libertà: in Comune il gruppo del Pdl è uscito dall’aula, mentre in Provincia, nella commissione consiliare di oggi, mercoledì 5 ottobre, il Pdl attraverso Antonino Coppolino, ha dato voto favorevole e il provvedimento è stato approvato all’unanimità
Un’ora dopo è arrivato il comunicato che vi riportiamo qui sotto, in cui il gruppo consiliare in Comune ha espresso nuovamente i suoi dubbi sul provvedimento.

“Scartato il pacco dono ben infiocchettato dal Comune, ecco svelato il doppiopacco e contropaccotto per il nostro territorio. E’ sempre spiacevole fare la parte di quelli che l’avevano detto, ma…’ve l’avevamo detto’ e, per di più, ce lo dicono anche da Modena e da Reggio Emilia”.

“Nessuna sorpresa, ma tanto dispiacere e preoccupazione nel leggere questa mattina sui quotidiani locali le dichiarazioni degli esponenti delle amministrazioni comunali modenesi e reggiane in merito al processo di fusione delle aziende di trasporto pubblico locale, che darà vita al nuovo soggetto interprovinciale Seta spa”.

“Per la precisione, l’assessore modenese alla mobilità, Daniele Sitta, testualmente afferma: ‘Noi non saremo costretti a particolari sacrifici, perché abbiamo già prodotto i miglioramenti necessari, gli altri territori, invece, saranno costretti a un duplice impegno’…’negli altri territori, alcuni livelli di razionalizzazione dal punto di vista del personale dovranno essere fatti in tempo brevissimo’. Inoltre, prosegue Sitta, ‘gli altri territori saranno chiamati anche all’adeguamento di livelli tariffari su biglietti e abbonamenti’.

Piacenza risulta già la cenerentola dell’aggregazione, a giudicare quanto meno dalle parole dell’esponente dell’IDV in consiglio comunale, che afferma ‘Tempi ha problemi di bilancio non piccoli, nella relazione del 2010 si parla di una previsione di peggioramento, questo è un fatto che mi preoccupa, sarebbe stata più opportuna una fusione graduale, prima con Reggio, poi con Parma e infine con Piacenza’.

“Uno scenario, quindi, quello tracciato dai nostri nuovi soci del tutto differente dalla visione idilliaca dipinta dall’Assessore Fellegara nel presentare la pratica in sede di dibattito – e solo sfumata nella replica – dal Presidente di Tempi Spa e buon ultimo dal Sindaco a tempo, Reggi”.

“Alla luce di queste contraddizioni, chiediamo immediatamente, tramite un’interrogazione urgente, all’Amministrazione comunale di chiarire, se in grado: quali garanzie la Regione Emilia Romagna abbia formalizzato in merito al ripianamento delle eventuali perdite societarie non previste dal piano industriale e quale sia il contributo che il Comune dovrebbe erogare in questo caso; se, come afferma l’Assessore, è di 450mila euro l’intervento economico del Comune per ripianare lo sbilancio del 2011 o se possano essere necessari ulteriori esborsi; come si prevede di suddividere l’onere del contributo di 1milione e 600mila euro previsto per Piacenza per l’anno 2012”.

“E ancora, chiediamo quali siano le considerazioni in merito all’ipotesi di razionalizzazione del personale che rimbalzano dall’amministrazione comunale di Modena e come si valutino le opinioni espresse da esponenti della stessa amministrazione sulla situazione economica di Tempi e sui dubbi in merito al processo di fusione con la nostra società”.

“Certo è che, se i dubbi dell’amministrazione modenese a noi piacentini poco potrebbero interessare, molto più preoccupanti sono le conseguenze che questa “trionfale” operazione stile Iren orchestrata dal Comune di Piacenza provocherà su dipendenti e utenti del servizio di trasporto pubblico nonché, temiamo, sugli Enti Locali”.

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