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Calcioscommesse, respinto dalla Corte Federale il ricorso del Piace

La Corte di Giustizia federale dalla Figc ha respinto il ricorso del Piacenza Calcio in merito alla penalizzazione di 4 punti nel campionato 2011/2012 e all’ammenda di 50mila euro. 

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La Corte di Giustizia federale dalla Figc ha respinto il ricorso del Piacenza Calcio in merito alla penalizzazione di 4 punti nel campionato 2011/2012, "3 punti per responsabilità oggettiva nell’illecito sportivo aggravato relativo alla gara Atalanta/Piacenza del 19 marzo 2011 ed 1 punto per l’illecito sportivo commesso dal tesserato (Gervasoni ndr) per la gara Novara/Ascoli del 2 aprile 2011", e all’ammenda di 50mila euro. 

Il legale della società avvocato Borgoni nel presentare il ricorso aveva sostenuto che "non essendo provato il coinvolgimento nell’illecito di Gervasoni, nessuna responsabilità potrebbe essere riconosciuta in capo al Piacenza" Sulla penalità comminata al club, il difensore aveva invece lamentato una disparità di trattamento rispetto all’Ascoli sostenendo che per la società marchigiana la pena più afflittiva sarebbe stata quella di scontare i sei punti nel campionato scorso, nel quale sarebbe così risultata retrocessa.

"La responsabilità di cui il Piacenza è stato chiamato a rispondere – scrive la Corte – è all’evidenza di tipo eminentemente oggettivo, atteso che i due illeciti sportivi ascritti al proprio tesserato Gervasoni hanno visto in un caso (gara Atalanta/Piacenza del 19 marzo 2011) il Piacenza soccombere, nell’altro caso (Novara/Ascoli del 2 aprile 2011) addirittura impegnate due squadre diverse"

"La sanzione al Piacenza F.C. è stata irrogata per responsabilità oggettiva in ordine agli illeciti sportivi commessi dal proprio tesserato Carlo Gervasoni, la cui responsabilità per violazione dell’art. 9 del codice di giustizia sportiva è stata definitivamente accertata con decisionedi questa Corte di Giustizia. La Corte, ribadito che la Società è oggettivamente responsabile per il comportamento del proprio tesserato, ritiene equa la sanzione della penalizzazione di 4 punti e dell’ammenda di € 50.000,00 irrogata dall’organo giudicante di primo grado. In particolare, l’irrogazione di tre punti di penalizzazione con riferimento alla partita Atalanta/Piacenza del 19 marzo 2011 (e la connessa sanzione pecuniaria) si giustifica anche con riferimento all’elevato valore sintomatico assunto da detta gara, atteso che la stessa ha visto coinvolti una molteplicità di soggetti rilevanti per l’ordinamento federale e può ritenersi paradigmatica del fenomeno associativo di cui all’art. 9 C.G.S."

"L’ammontare dell’ammenda – si legge – deve ritenersi congruo in quanto gli illeciti sono stati posti in essere durante la partecipazione del Piacenza F.C. al campionato di Serie B, a nulla rilevando che, al termine del campionato stesso, la Società sia stata retrocessa in Lega Pro".

 

Sulla presunta disparita di trattamento lamentata dal Piacenza, la Corte rileva che "ove entrambe le sanzioni fossero scontate nel campionato di riferimento degli illeciti, essendo stato di quattro punti il divario tra le due squadre al termine del campionato ed essendo di due punti la differenza tra le penalizzazioni inflitte, il Piacenza F.C. non potrebbe comunque conseguire il vantaggio della permanenza in Serie B. Inoltre, l’eventuale applicazione della penalizzazione all’Ascoli Calcio per il campionato 2010/2011, con conseguente retrocessione della stessa Società, e l’applicazione della penalizzazione al Piacenza F.C. per il campionato 2011/2012, si tradurrebbe in un paradossale e del tutto irragionevole beneficio per l’appellante che, all’esito del torneo, è stato retrocesso in Lega Pro e che, nonostante l’accertata responsabilità oggettiva, all’esito dei giudizi si vedrebbe “ripescato” in Serie B, sia pure con la penalizzazione di 4 punti".

Respinto anche il ricorso di Gervasoni

La Corte ha inoltre respinto il ricorso dell’ex difensore biancorosso Gervasoni contro la squalifica di 5 anni ritenendo che sul coinvolgimento del giocatore nell’illecito di Atalanta-Piacenza vi siano "una molteplicità di indizi chiari, precisi e concordanti"

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