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Carabinieri, il vicecomandante provinciale Cappellano promosso colonnello foto

Prestigiosa promozione per il vicecomandante provinciale dei carabinieri Edoardo Cappellano, passato nei giorni al grado di colonnello. 54 anni, originario di Belpasso (Catania), è a Piacenza dal 1996.

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Prestigiosa promozione per il vicecomandante provinciale dei carabinieri Edoardo Cappellano, passato nei giorni scorsi al grado di colonnello. 54 anni, originario di Belpasso (Catania), è giunto nella nostra città nel 1996, ricoprendo inizialmente il ruolo di comandante dei reparto operativo. "Un riconoscimento – ha detto il colonnello – motivo di grande orgoglio per me ma penso anche per tutti i miei collaboratori, che premia l’impegno e il sacrificio che ho sempre messo nella mia attività. E’ una promozione che non scatta automaticamente per anzianità, e quindi mi gratifica ulteriormente".

Arruolato nel gennaio 1978, "sulle orme di mio padre Salvatore, quarant’anni nell’Arma, a cui va il mio ricordo", Cappellano ha ricoperto diversi incarichi in zone particolarmente delicate sotto il profilo dell’ordine pubblico: dal comando del nucleo operativo di Palermo – Piazza Verdi, dove ha dovuto fronteggiare una violenta guerra di mafia, per poi passare al comando delle compagnie di Licata (partecipando alla cattura di tre mafiosi inseriti nell’elenco dei 500 latitanti più ricercati), Caltanissetta e Chioggia.

E’ stato insignito di numerose onorificenze, fra cui quelle di Cavaliere e Ufficiale dell’Ordine "Al Merito della Repubblica Italiana" e di due medaglie Nato per il sevizio prestato in Kosovo e nei Balcani.

A Piacenza dal luglio del 1996, ha operato nel contrasto della criminalità comune e organizzata, conducendo alla guida del reparto operativo importanti operazioni ed indagini, fra cui alcune relative ad efferati delitti, in città e provincia. Fra i risultati più prestigiosi conseguiti durante la sua attività piacentina, Cappellano ricorda con particolare soddisfazione l’operazione "Grande Drago", che nel 2004 portò a 35 arresti per mafia, droga ed estorsione nelle province di Piacenza, Cremona e Crotone. "Il nostro territorio – sottolinea a tal proposito – non presenta i connotati di permeabilità mafiosa riscontrabili in altre regioni, ma non per questo bisogna abbassare la guardia".

Sul bilancio della sua attività in questi anni il colonnello si dice "soddisfatto": "L’impegno nel corso del tempo è stato sempre maggiore in favore della comunità piacentina, composta da persone operose che meritano di vivere e lavorare in modo sereno. Penso di essere un buon comandante, ma ho sempre avuto ottimi collaboratori".
 

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