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Carini (Pd): "Ripristinare i 180 milioni di euro per la valle del Po"

Ripristinare il fondo pari a 180 milioni di euro necessario per il finanziamento del progetto valle del Po: lo chiede il consigliere regionale del Partito Democratico Marco Carini, tra i firmatari di un’apposita risoluzione che sarà esaminata dall’aula.

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Ripristinare il fondo pari a 180 milioni di euro necessario per il finanziamento del progetto valle del Po: lo chiede il consigliere regionale del Partito Democratico Marco Carini, tra i firmatari di un’apposita risoluzione che sarà esaminata dall’aula.

Nel documento, che interpella direttamente il governo nazionale, si fa riferimento alla necessità di “avviare, partendo dall’esperienza e dagli obiettivi del progetto valle del Po e del programma generale sedimenti, politiche di programmazione strategica di tipo integrato che mirino alla sicurezza dei territori rivieraschi, alla tutela delle risorse idriche e ambientali, allo sviluppo del trasporto fluviale, alla valorizzazione del turismo”. “Occorre infatti superare – sottolinea Carini – logiche di intervento settoriale, creando in tal modo i presupposti per dare un serio impulso alla ripresa economica e sociale dei territori della valle del Po”.

“Nel dicembre del 2007 il Cipe, con deliberazione n. 166, aveva assegnato – viene ricordato – al progetto valle del Po un importo di 180 milioni di euro nell’ambito dei fondi FAS nazionali per le regioni del Centro-nord. Tuttavia un decreto-legge convertito nel gennaio 2009 ha successivamente riprogrammato le risorse nazionali disponibili del FAS, sottraendo al progetto valle del Po i fondi originariamente
assegnati. Nonostante la mancanza di copertura finanziaria, l’Autorità di bacino, le regioni, le province rivierasche e il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare hanno ritenuto di predisporre il protocollo di intesa previsto per l’attuazione dei progetti strategici”.

“Altro strumento di programmazione strategica per il Po – sostiene la risoluzione firmata da Carini – è il programma generale sedimenti che si pone fra gli obiettivi anche quello di realizzare adeguate condizioni di navigabilità, con l’individuazione di un assetto compatibile con le finalità di funzionalità idraulica, morfologica e ambientale del corso d’acqua, con particolare riferimento al tratto a valle dello sbarramento di Isola Serafini. Un programma che prevede interessanti modalità attuative per gli interventi individuati, tra cui anche la via dell’autofinanziamento mediante gli introiti provenienti dalle escavazioni di sedimenti in aree demaniali ovvero dal ricorso a lavori a compensazione nelle aree private”.

“Il percorso progettuale del progetto valle del Po e del programma generale sedimenti ha reso – conclude Carini – quanto mai evidente l’urgenza di costruire un quadro di azioni strutturato, all’interno di un disegno unitario di medio- lungo periodo, in grado di dare avvio a una politica integrata di intervento per il miglioramento generale delle condizioni di sicurezza dei territori del Po, favorendo l’utilizzo coordinato e sinergico di diversi strumenti economici e finanziari a disposizione”.

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