Quantcast

Dal Piace tutto italiano al Piace di proprietà “Italiana” LA STORIA e LE FOTO foto

L’era Garilli per il Piacenza Calcio nasce all’indomani di una retrocessione, quella in serie C2 del 1983, e muore pochi mesi dopo un’altra, amara, retrocessione, in serie B dopo 20 anni di serie maggiori

Più informazioni su

L’era Garilli per il Piacenza Calcio nasce all’indomani di una retrocessione, quella in serie C2 del 1983, e muore pochi mesi dopo un’altra, amara, retrocessione, in serie B dopo 20 anni di serie maggiori. Nel segno di Armando Madonna: il  primo successo dell’ingegnere Leonardo, il ritorno immediato in serie C1, porta la firma del mitico Titta Rota e dell’ala bergamasca (chi scrive era allo stadio, a Pavia, quando Mindo piazzò due rigori in pochi minuti per il clamoroso 3-3); l’insuccesso finale di Fabrizio vede ancora protagonista Madonna, impotente davanti al crollo di una squadra sconquassata dalla triste vicenda delle scommesse.
 
In mezzo 28 anni di grande calcio e di gloria, di campioni e di vittorie, di dirette Sky e paginone sui giornali. Nel 1985 arriva lo spareggio Firenze truccato da Reali, precursore del Gerva, nel 1987 la promozione in serie B e nel 1988 la prima salvezza, che chiude il ciclo di Rota. L’anno successivo il Piace torna in C1 con Catuzzi e Perotti, e dopo la parentesi Rumignani nel 1991 inizia la felice storia di Gigi Cagni: prima il ritorno immediato in B, poi la prima storica promozione in serie A, con il gol decisivo di Fulvio Simonini a Cosenza e una città impazzita che si trasferisce in massa all’aeroporto di Parma ad accogliere gli eroi biancorossi. E’ il giugno 1993.
 
Un Piace autarchico e dal gioco divertente conquista le simpatie di mezza Italia, ma non basta: complice il fattaccio di Milan-Reggiana, la squadra di Cagni è condannata al ritorno in B, ma è applaudita da migliaia di tifosi al Garilli per quella che viene ricordata in tutto il paese come la prima retrocessione festeggiata. Era il Piace di De Vitis, Moretti, Lucci, Turrini e Piovani, forse l’unico in grado di competere con quello di Gibì Fabbri nel cuore dei tifosi biancorossi.  Sboccia il talento di Pippo Inzaghi, e l’anno successivo il Piacenza torna nella massima serie dopo una cavalcata trionfale. Prima di lasciare Cagni regala la prima salvezza in serie A, che sarà la prima di una lunga serie, complici i gol di Nicola Caccia e la classe di Eusebio Di Francesco.
 
Il 1996-97 è l’anno di Mutti, di Luiso e della sua incredibile rovesciata al Milan, e della controfigura di Tentoni, ma soprattutto è l’anno della morte del presidentissimo, Leonardo Garilli. Ne riceve il testimone il figlio Stefano, che firmerà tre salvezze consecutive: dopo lo spareggio di Napoli con il Cagliari che decreta la salvezza del Piace di Mutti, arrivano le imprese di Guerini, Vierchowood e Stroppa nel 1998 e quello di Materazzi  e Simone Inzaghi nel 1999. Nel 2000 non bastano l’allontanamento di Gigi Simoni e l’esordio del futuro campione Alberto Gilardino per salvare la squadra dal retrocessione in serie B.

Fabrizio Garilli succede al fratello Stefano, e il grande Piace non finisce qui: arrivano Novellino e una rosa da massima serie, tra cui Volpi e Gaucho Gautieri, e la promozione è centrata puntualmente nel maggio 2001, contro la Samp di Gigi Cagni. L’anno successivo cade un tabù, arrivano i primi stranieri: sono i brasiliani Matuzalem e Amauri, che diventeranno dei grandi giocatori. Ma l’ultima grande impresa, vale a dire la salvezza, è firmata da Dario Hubner, che si laurea capocannoniere con 24 reti insieme a Trezeguet. 4

Nel 2003 inizia il declino: prima la retrocessione, che il ritorno di Cagni non riesce ad evitare dopo la negativa esperienza di Agostinelli, poi il mancato ritorno nella massima serie. Chiuso il Cagni bis, è Beppe Iachini a presidiare la panca biancorossa per tre anni: buone annate, chiuse in calando, e l’impresa della doppia vittoria nel derby con la Cremonese nel 2006. E soprattutto l’ultima grande illusione, con il sogno playoff svanito sulla punizione di Allegretti l’anno del ritorno in A della Juventus. Il resto è storia recente: la stagione di Remdondina-Somma e Dedic, quella di Pioli, Riccio e Moscardelli, quello di Castori-Ficcadenti e infine quello di Madonna, Cacia e Gervasoni. Capolinea Bergamo, dove Garilli comunica di avere deciso di non iscrivere la squadra al torneo di Lega Pro, per poi ripensarci anche dopo le manifestazioni di orgoglio biancorosso. Fino alle 17 di oggi venerdì 28 ottobre.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.