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"Donne vassoio" al Mirò, intervengono i vigili e scoppia la polemica

A qualcuno le "donne vassoio" evidentemente non sono proprio piaciute, tanto da spingerlo a segnalare la cosa alla polizia municipale. E’ successo al bar Mirò di Piacenza, controllato dagli agenti dopo l’esposto di un cliente. Rischia ora una multa.

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A qualcuno le "donne vassoio" evidentemente non sono proprio piaciute, tanto da spingerlo a segnalare la cosa alla polizia municipale. Parliamo delle modelle in costume ricoperte di sushi e cibi vari che ormai da tempo in diverse città di tutto il mondo sono presenti all’interno di bar e locali e dalle quali i clienti assaggiano le pietanze. Un’iniziativa promossa da alcune settimane anche a Piacenza dal bar Mirò di via IV Novembre, che ha però urtato la suscettibilità di un avventore rivoltosi, come riporta l’edizione odierna de "La Cronaca", al comando della polizia municipale di via Rogerio.

Gli agenti, dopo un primo sopralluogo in borghese per accertarsi di quanto accadeva nel locale, hanno proceduto ad un successivo controllo in divisa, che sfocerà probabilmente in una multa. Nel frattempo gli "aperitivi viventi" sono stati sospesi. Una decisione che ha scatenato le polemiche dei clienti, che hanno utilizzato facebook per esprimere la propria contrarietà al provvedimento e il supporto al gestore del locale.

Aperitivo su ragazze. Zanetti (IdV): "Avvilente uso del corpo a fini commerciali"

 
 “Aperitivo su ragazze seminude? Pensavo fosse una battuta e invece c’è chi l’ha fatto per davvero” . Queste le parole di incredulità del segretario cittadino dell’IdV di Piacenza Athos Zanetti che condanna duramente una trovata pubblicitaria dal gusto più che discutibile.  “A mio parere – prosegue Zanetti – questo è un segnale di degrado culturale gravissimo che fa ancor più specie a Piacenza dove siamo notoriamente molto ancorati ai valori di rispetto e ai valori della tradizioni.  Quanto accaduto è assolutamente da rigettare.  Noi dell’IdV non possiamo accettare un simile sfruttamento del corpo femminile al solo scopo commerciale , si tratta di una cosa vergognosa che minaccia profondamente i nostri valori rinnegandoli a fronte di un mal costume generale e dilagante a livello nazionale.

"Piacenza – conclude Zanetti – è notoriamente una realtà piuttosto chiusa, e questo non è positivo, ma in questo caso la sua chiusura è un punto di forza per la conservazione di quei valori oggi messi a repentaglio. Per questi motivi, ritendo la vicenda una cattiva trovata pubblicitaria che non può e non deve trovare accoglimento altrove, invitiamo le associazioni di categoria dei commercianti a vigilare affinché gli iscritti non si esercitino in questo tipo di manifestazioni che sono avvilenti e in assoluto non in linea con i valori e le tradizioni dei piacentini".

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