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Giornata per il lavoro dignitoso, Cgil: “Occhi puntati su facchini e giornalisti precari”

Venerdì 7 ottobre si terrà la giornata mondiale del lavoro dignitoso dedicato ai temi dell’impiego instabile, incerto e mal pagato. Quest’anno la Cgil punterà i riflettori su due categorie di lavoratori molto diverse tra loro ma accomunate dagli stessi problemi: il facchinaggio nel settore della logistica e il giornalista precario.

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Una giornata per dire no al lavoro precario. Venerdì 7 ottobre si terrà la giornata mondiale del lavoro dignitoso dedicato ai temi dell’impiego instabile, incerto e mal pagato. Quest’anno la Cgil punterà i riflettori su due categorie di lavoratori molto diverse tra loro ma accomunate dagli stessi problemi: il facchinaggio nel settore della logistica e il giornalista precario.

“Sono due categorie totalmente differenti ma nelle quali c’è bisogno di progredire sul lato dei diritti – ha specificato il segretario organizzativo Cgil Piacenza Paolo Chiappa durante la presentazione dell’evento – Sono 4 gli obiettivi principali della giornata: creare più occupazione, che questa occupazione sia di qualità, ribadire il divieto al lavoro minorile e alla discriminazione sul luogo di lavoro”.

E per ricordare questi elementi la Cgil ha organizzato un “Camper dei diritti” che partendo da Monticelli toccherà tutti i poli logistici della provincia. Il settore della logistica è stato infatti al centro di diversi problemi legati ai diritti dei lavoratori, soprattutto stranieri. “15 giorni fa c’è stato un incontro in Provincia sul tema della logistica e degli appalti in cui si è cominciato a muovere qualcosa – ha sottolineato il segretario della Camera del Lavoro Gianluca Zilocchi – Inoltre nei prossimi giorni si chiuderanno i lavori del Dpl per garantire tariffe orarie minime sotto alle quali non si può scendere”.

Precari non sono solo i facchini, ma anche molti giornalisti che lavorano costantemente nei quotidiani, come ha spiegato Mattea Cambria di Cgil: “Il giornalismo precario è simbolo di un lavoro a cottimo, mal retribuito, che non permette di pianificare il futuro e facilmente ricattabili. Inoltre i giornalisti non hanno una conoscenza di classe che altri categorie di precari, come gli insegnanti, hanno”.

Per discutere di questa situazione i giornalisti precari di tutta Italia di incontreranno a Firenze il 7 e 8 ottobre; al termine della due giorni verrà poi elaborato un codice deontologico sulla precarietà nel lavoro giornalistico da presentare a tutte le testate. Un problema che riguarda anche Piacenza: “Nelle ultime due settimane mediamente 7 articoli su dieci delle prime pagine dei quotidiani locali sono stati scritti da giornalisti precari – ha commentato Mattia Motta del direttivo Associazione stampa Emilia Romagna – Questa situazione, che predilige la quantità sulla qualità, incide anche sul diritto dei cittadini di essere informati”. Parole ribadite anche da Camillo Galba della giunta esecutiva Fsni nazionale che ha fatto l’esempio di Teleducato Piacenza: “Dopo diverse contrattazioni si è arrivato ad un accordo tra le parti che puntualmente il primo giorno di attuazione è stato violato dall’azienda”.

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