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“Il tribunale di Piacenza rischia la chiusura”

"Un vero e proprio tsunami sta per abbattersi sul tribunale di Piacenza, che rischia di non essere nelle condizioni di garantire giustizia ai cittadini". Il grido di allarme viene lanciato dalla presidente dell’Ordine degli Avvocati di Piacenza, Graziella Mingardi.

“Un vero e proprio tsunami sta per abbattersi sul tribunale di Piacenza, che rischia di non essere nelle condizioni di garantire giustizia ai cittadini”. Il grido di allarme viene lanciato dalla presidente dell’Ordine degli Avvocati di Piacenza, Graziella Mingardi. Nella primavera del 2012 il tribunale vedrà ridursi drasticamente la pianta organica, già “sforbiciata” negli ultimi mesi: al momento, su 15 magistrati previsti, si deve far fronte ai trasferimenti previsti del presidente, Monica Fagnoni, e di Pio Massa. All’inizio del 2012 poi lasceranno la sede piacentina anche tre giudici della sezione civile: Gianluigi Morlini, Manuela Andretta, Mario Coderoni. Trasferimenti che, dice la presidente degli Avvocati di Piacenza, non verranno sostituiti. 

“Rivolgo il mio appello ai nostri politici, ai candidati sindaco, di cui leggo i programmi elettorali sui giornali, e ai rappresentanti delle categorie economiche e sociali, a chiunque sia in grado di salvare la giustizia a Piacenza: nei grandi tribunali, come quelli di Milano o Roma, l’assenza di 5 giudici non crea problemi. In una realtà piccola come Piacenza invece si rischia la paralisi. Devono arrivare nuovi magistrati” afferma l’avvocato Mingardi.

“Il concorso per uditori giudiziari (garantisce l’accesso in magistratura, ndr) prevede, per l’anno 2011 – 2012, 253 posti, contro gli oltre 1200 che risultano essere vacanti sul territorio nazionale – prosegue Mingardi -. In novembre il Consiglio superiore della Magistratura deciderà i criteri per l’assegnazione degli uditori, ma l’esperienza insegna che si decide di coprire in percentuale le assenze nei grandi tribunali, mentre i medio – piccoli come il nostro vanno a catafascio”.

Il palazzo di giustizia non vede solo la riduzione dei magistrati, ma anche quella del personale amministrativo e dirigente. Su 55 lavoratori previsti dalla pianta organica, ne sono in forze solo 49, visto che i cancellieri andati in pensione non sono stati rimpiazzati. E, anticipa Mingardi, nel 2012 vi sarà una nuova riduzione del 20%.

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