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“La Ricerca” fra la gente, l’appello ai volontari foto

Sabato pomeriggio, all’annuale meeting dei volontari “P.a.Ce-La Ricerca” che si è svolto alla “Pellegrina”

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La Ricerca sempre più fra la gente: “Aiutateci ad incontrare l’Uomo che soffre”
Un appello ai 180 volontari impegnati nelle comunità della onlus fondata da don Bosini
Un’associazione sempre attenta alle fragilità dell’Uomo. E per questo impegnata a dare risposte adeguate ai nuovi bisogni. Così l’associazione “La Ricerca”, nata trent’anni fa per far fronte all’emergenza-droga, muove i suoi nuovi passi verso una maggiore apertura al territorio, con l’intento di sempre: dare sostegno alle persone che hanno bisogno di aiuto. E non più solo perché tossicodipendenti o familiari di tossicodipendenti. Così alla sua nutrita squadra di 180 volontari (linfa vitale e origine dell’associazione stessa) quest’anno chiede di fare di più, di diventare un faro per il territorio, un ponte che l’affianchi in questo suo andare incontro alla gente (attraverso sportelli dell’ascolto, centri di counseling, seminari, occasioni di confronto…), per captare e capire meglio i nuovi bisogni, per poter aiutare anche chi ha un problema, ma non sa riconoscerlo (specie in questi tempi in cui anche il dramma della dipendenza da sostanze, come dall’alcol o dal gioco, viene minimizzato e accettato come “normale”). 
Sabato pomeriggio, all’annuale meeting dei volontari “P.a.Ce-La Ricerca” che si è svolto alla “Pellegrina”, La presidente, Daniela Scrollavezza, ricordando il percorso di riflessione sui tre temi fondanti di spiritualità, cronicità e sussidiarietà, che l’associazione sta compiendo con l’Università Cattolica coinvolgendo anche il territorio per il trentennale di fondazione, ha richiamato i volontari ad un maggior impegno: “Ci aspetta un impegno maggiore, ma necessario perché in questo momento di forte crisi globale, vogliamo dare segnali positivi, di speranza possibile. Possiamo farlo dicendo che cosa facciamo e in che cosa crediamo, restando noi stessi, con quell’attenzione all’Uomo, che ci caratterizza, diffondendo, facendoci testimoni credibili dei principi di quel Progetto Uomo che accompagna il nostro agire fin dalla fondazione, fedeli ai valori di onestà, rispetto, di amore responsabile, che guidano i nostri percorsi di recupero ed educativi.
Fare famiglia è un’altra costante di questa realtà che ad oggi aggiunge un’articolata serie di Servizi dell’Ascolto ed Educativi alle tre comunità terapeutiche di recupero “La Vela” di Justiano, “Luna Stellata” per mamme con bambini alla Magnana, ed “Emmaus” per persone con problemi di dipendenza legati a disturbi psichiatrici, con sede alla Pellegrina nella stessa struttura dove gestisce la casa accoglienza per persone malate di aids “Don Venturini” . Una costante che però non deve mai essere trascurata, perché volontari, operatori, familiari non si settorializzino e non perdano di vista l’identità comune.

Soffermandosi su questo aspetto, il fondatore, don Giorgio Bosini, Antonino d’oro 2011, ha riportato l’attenzione sulla necessità di “guardare all’Uomo nella sua interezza”, un modo di porsi – ha sottolineato il sacerdote –  che aiuta ciascuno a non chiudersi in un proprio ambito, a non settorializzarsi, perché capace di impegnarsi in ogni ambito al fianco del tossicodipendente come dell’anziano, del disabile, della persona con disturbi mentali.

Sono seguite testimonianze di genitori che a nome dei tanti familiari che seguono percorsi di auto-aiuto dell’associazione “la Ricerca” si sono detti sempre più intenzionati a impegnarsi per far conoscere al territorio l’opera dell’associazione. Il ringraziamento ai numerosi amici presenti, per alcuni volontari storici si è tradotto anche nella consegna di una targa speciale (Mariuccia Casalini, Simone Pancera, Pietro Merlini). Premiato anche il fotografo Prospero Cravedi come amico dell’associazione. 
 

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