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La Uil in difesa del comparto pubblico

La Uil scende in piazza per difendere il comparto pubblico, che ormai da troppo tempo si trova al centro di un processo di denigrazione e vessazione che fanno supporre che quello in atto sia un vero e proprio piano di smantellamento, esternalizzazione e privatizzazione.

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La Uil scende in piazza per difendere il comparto pubblico, che ormai da troppo tempo si trova al centro di un processo di denigrazione e vessazione che fanno supporre che quello in atto sia un vero e proprio piano di smantellamento, esternalizzazione e privatizzazione.

La mobilitazione nazionale, che si terrà venerdì prossimo, 28 ottobre, a Roma, vedrà protagoniste anche Uilpa (Unione italiana lavoratori pubblica amministrazione) Uil Fpl (Federazione poteri locali) e Uil Scuola piacentine, che metteranno a disposizione un pullman per raggiungere la capitale. L’appuntamento per la partenza è fissato per le 00,30 del 28 al Cheope. Ci sono ancora posti (gratuiti) a disposizione: per chi fosse interessato è possibile contattare il segretario di categoria o il centralino dell’organizzazione al numero 0523/335841.

Come precisa il numero uno dell’organizzazione di via Scalabrini, Massimiliano Borotti, quella di scegliere la strada della mobilitazione «non è stata una scelta fatta a cuor leggero ed è stata adottata non tanto come conseguenza dell’ultima manovra». Lo scenario è più ampio. «Le politiche degli ultimi anni – spiega infatti il segretario – hanno ripetutamente colpito il pubblico impiego». L’ultima novità, in ordine cronologico, è l’ipotesi di una stretta sui buoni pasto dei dipendenti pubblici. Una scelta inaccettabile per la Uil: «L’eliminazione totale delle consulenze esterne comporterebbe un risparmio di due miliardi di euro; invece si tagliano le indennità di trasferta dei dipendenti, costretti a pagare di tasca propria, si rinvia il rinnovo del contratto, si propone di introdurre la mobilità dei lavoratori, come se fosse una scelta a costo zero, e si bloccano gli sviluppi retributivi di carriera». Ragioni che inducono il segretario Borotti a ritenere che quella del comparto pubblico sia la categoria che, «senza voler fare classifiche, ha perso di più in termini di potere d’acquisto». «Brunetta – osserva Borotti – si era presentato all’inizio del suo mandato con un programma di riforma: se questi sono gli unici provvedimenti che è in grado di adottare è meglio che lasci stare».

Duro anche il commento del segretario piacentino della Uil Fpl, Gianmaria Pighi: «Non ci stiamo più – dice – a subire passivamente questa situazione e vogliamo che anche i cittadini capiscano quello che sta succedendo: noi – conclude – non crediamo che la pubblica amministrazione sia la causa di ogni male, anzi, pensiamo che, grazie a un’adeguata riforma, possa essere il volano per lo sviluppo e il rilancio del Paese».

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